Posts Tagged ‘ poeti famosi ’

Mattutino


Mattutino il pensiero

spazia!

Scava a volte, altre vola,

si  annoda spesso,

sceglie un ricordo

e con lui prende strade

raramente dritte.

Non è dato sapere

quale il viaggio, il bagaglio,

la compagnia,

l’abito adatto, il luogo d’arrivo

che d’origine parla.

Di curva in curva

fino ad una longeva nudità

che vorrebbe essere favola

ed è solo riassunto sintetico

di ciò che si fa ricordare

di ciò che vorrei fosse,

domani.

—-

Abner Rossi

2 giugno 2016

abner1

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Descrizioni


Zero vento,

il verde dell’aurora senza nubi,

un leggero arancione

contorna

il verde dei cipressi ancora nero

che la notte ha dipinto.

Sembra far giorno.

Dovrei sentirmi pronto

e non lo sono.

Da anni non scommetto sul futuro.

Abner Rossi

6 maggio 2016

mattina -16 febbraio

Così bella ai miei occhi


Le mie mani

intorno alle strade dei tuoi capelli

per preparare un bacio,

poi sulle tue guance lisce.

 

Le parole degli occhi

così antiche e rituali

da non avere voce,

l’avvicinarsi del desiderio

fatto solo di pelle

eppure profondo da scuoterci.

 

L’essere per essere domani,

il trasmettersi uno nell’altra

come di festa per due metà.

 

Troppo semplice creder solo amore

questa notte di miracolo,

questa abitudine grandiosa

del volerti, prima di tutto,

del sangue che vola e corre,

della frequenza urlata del respiro

del perdersi

nella morte provvisoria

che ci regaliamo per rinascere.

 

So che non vorrei nessun’altra

qui distesa, mentre mi infiammo

e mi spengo.

 

Abner Rossi

4 maggio 2016

donna

 

Dovrebbe l’amore


Nel dondolare incerto

di un vino notturno,

al vento di ciò che dovrebbe,

che ostinazione vorrebbe

e non è.

 

Su un angolo di variabili

probabilmente confuse,

mano per mano alla casualità,

stanco di ogni affermazione

e perciò gridando i miei no

senza indirizzo.

 

Osservando le scomparse

e le apparenze come fasulle,

le virgole di un discorso

dal grido giovane

all’anziano sussurro,

per scriverlo domani

al fuoco di un giorno nuovo

già visto e trascorso.

 

Dovrebbe l’amore, mi dico!

Ma anche questo è già stato.

 

Abner Rossi 30 aprile 2016

abner-notte  

Scriverti nuda come sei


Eccoti qua
bella come un’alba che respira
(dopo una notte da dimenticare),
come un ricordo che lascia cicatrici,
come la mia donna quando incanta.

Eccomi qua
a scrivere ciò che a volte mi sussurri
ed altre gridi per quanto sono sordo.

Fossi più serio non ti scriverei
ti lascerei laggiù dove sei nata
dove il mio caos impera e tira vento,
dove non mi è permesso d’arrivare,
dove tutto è ridicolo al confronto.

Fossi più serio ti cancellerei !

Abner Rossi
martedì 26 aprile 2016

abner

Homo occidentalis


Chiamiamo sogni le illusioni,

le illusioni speranze,

le speranze ipotesi certe

e futuro acquisito.

Ogni attimo che si fa giorno

il sipario si serra,

il servo di scena chiude

a doppia mandata

la commedia in corso.

Nell’ancora del poi

intanto il tempo macina pietra,

la fa sabbia e meno di questa,

polvere volatile

e meno di questa,

cipria e belletti

dal pulviscolo di vecchie ossa,

cenere di carte scritte

ieri ricche di parole – storia,

probabilmente anche magiche,

che, oggi tradotte,

sono meno di niente.

Ai nostri eredi

aneliamo offrire comparsate.

—-

Abner Rossi

25 marzo 2016

Sipario-aperto-sul-Teatro-Ragazzi

Originalità (o della libertà)


 

Vorrei solamente appartenermi


sedermi in pace, acquietar la mente,

ma la mia terra chiama, anzi urla


sento i suoni della mia campagna,

la misura degli insegnamenti


tutti i tradimenti e le mie fughe.

 

Le ombre che mi fissano negli occhi

son qui a ricordarmi le radici,

il paese, con le tre case dove sono nato,

alla discesa 


per la città che solo adesso amo.

 

I suoni appiccicosi dei ricordi


sono dentro di me come latte di madre,

le mie abitudini sono familiari,

i gesti, il suono di voce, il corrugar la fronte,

il modo di proceder camminando

ed anche tutti i trucchi per mentire

son quello che ho copiato lentamente.

 

Non posso definirmi originale…

ma sento dentro forte una domanda:


tutti quei “perfettamente conosciuti”


mi hanno dato se stessi veramente


o piccole menzogne camuffate?

 

Se guardo bene dentro quel che sento


mi han dato superfici levigate,

messe a posto

come un imbroglio bene interpretato

per un giovane ragazzo credulone


da educare alla perfezione.

 

E invece sono il più imperfetto che conosco,


ed è di libertà che sto parlando!!

 

Abner©Rossi.


11 marzo 2016