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Se amore vero è, poi non si placa


mercoledì 29 luglio15

Di quel coraggio ormai già consumato

ch’era per me orgoglio e presunzione,

rimane qualche torre e delle mura

diroccate e nere per i passati incendi

di guerre che il ricordo non perdona.

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Può tempo scoraggiare anche gli eroi

e non ero eroe. Mi fece cavaliere la passione,

le tue guance di luce porporina e la carezza

che mani mi prendea e molto d’altro,

cuore, cervello, anima giovanil e tutto il resto.

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Ritorno spesso e molto spesso in sogno

a quelle torri irte, come lo fu da sempre la mia spada

nelle sere d’aprile col desiderio che si fa cavallo

e batte con gli zoccoli sul duro, batte forte.

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Come quel cuore che non è più mio.

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Abner Rossi  

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Passo passo


 

Di quel viaggio e degli appuntamenti

con chi non so, né di quando e dove

penso soltanto si tratti d’esistenza.

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Di ciò che ho letto in tutto quell’inchiostro

e anche di quello che ho sentito dire:

dai saggi, la gente che ha viaggiato,

i Santi, i filosofi sapienti, e gli insegnanti,

gli insigni artisti quasi tutti estinti,

le grandi scuole degli psicanalisti,

e da tutti i poeti o almeno quelli grandi.

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Tutti d’accordo

nel dire che l’arrivo e la partenza

tacciono le origini, il luogo, la fortuna.

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Anch’io la penso quasi come loro

e credo che il viaggio sia importante,

ma aggiungo insignificanti differenze.

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Io credo molto nei passi che si fanno,

nel tornare sui propri, se si sbaglia,

nello stare ben in piedi sulla terra,

nel sapere che tutto è parimenti vivo,

nell’andare avanti, riflettere, pensare.

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Credo nel rispetto dell’altrui viaggio,

che il proprio non sia il solo, né il migliore,

che a volte anche una sosta sia importante

per dare limiti all’arroganza personale,

nel non pestare i piedi ad altra gente.

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Io credo che non basti la direzione scelta

suggerisco, ad esempio, di guardarsi intorno,

il vento contro, le favorevoli discese,

le cadute improvvise, il tempo strano

che serve per rialzarsi e ripartire.

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Penso, tra l’altro, che sia degli uomini,

esser certi di un unico viaggio consentito,

e fare invece molti brevi viaggi circoscritti,

piccole tappe, un andare e tornare,

sbagliare spesso e poi cambiare strada,

perché, magari, piace avere compagnia

o perché sei uno che si innamora spesso

e allora ti fermi, godi, soffri, vivi, riparti.

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Talvolta credo che anche perdersi sia bello.

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Vorrei l’ultimo giorno attingere dolcezza

dall’aver fatto un lungo viaggio per errore.

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Io mi occupo di polvere e di ombre,

spesso di sogni che non ho realizzato

ed anche se sembro un tipo più concreto,

credo a ben poco e a niente

che non contenga almeno un’emozione.

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E agli intellettuali comunque collocati

che spacciano parole non vissute,

un breve saluto mentre sudo e corro:

non ho nessuna simpatia per le Sirene,

per le metafore delle farciture stralunate

e in tutto il viaggio di Ulisse adoro Polifemo

che resta ucciso da un eroe bugiardo

come capita sempre ad un gigante.

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ABNER ROSSI

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A travers les étoiles du ciel


terraJe regarde souvent en haut “cette pelote à épingles”

en me demandant si mon intéret d’homme curieux

est vraiment haut, je suis en effet  trop distrait

et provisoire.

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Cela me rappelle ma grand-mère

lorsqu’elle cousait pour toute la famille

et pour moi elle faisait des pantalons courts

et des chemises à carreaux:

elle marquait à la craie les endroits à couper

et les fixait avec des centaines d’épingles,

quelques unes vieilles et noircies, d’ autres brillantes

dans une faible lumière, sur sa chaise de cuisine.

.

Elle procédait au hasard,

aussi bien qu’ au hasard me paraît ce ciel haut.

Plus probables que les souvenirs

je pense que là-haut il existe des personnes

qui, après leur vie, vivent d’autres histoires.

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Patientes, elles saluent avec une lumière clignotante,

endurent les nuages, luttent pour être vues,

tournent, se montrent pour toujours et par amour.

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Les plus grandes sont originaires de mon village,

des familles entières, pas à pas, main dans la main,

d’autres sont aussi seules que des îles à découvrir,

mais ce n’est qu’une saison provisoire, intemporelle,

elles attendent des lumières d’âme pour être en compagnie.

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Abner Rossi – Fiorenza Del Corso

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Se io potessi sapere


Nel tuo nome

ho trascorso quei lunghi inverni

dove l’anima si fa piccola

inseguendo la luce

che sembra perdersi o confondersi.

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Nei tuoi occhi

ho trovato gli azzurri

nonostante crepuscoli precoci

e i miei cieli stranieri.

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Sulla tua pelle senza alcuna età

e con tutte le lune al proprio posto

ho vissuto saperi troppo intensi

per un individuo che spera ancora

di poter essere comune, semplice, ovvio.

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Così

mi sono presto arreso

ai mutevoli venti delle mie stagioni,

a tutto ciò che matura appena in tempo

e poi va come è normale andare.

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Tu sai bene

che ho conosciuto più improvvisazioni che accordi

e che ho smesso da poco tempo di averne paura.

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Nel tuo nome

ho costruito le mie nuove preghiere,

adattandole e raffinandole al sole

di quando sorridi perché sai sorridere.

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Sulla tua bocca il fuoco,

nelle tue mille voci notturne tutti i suoni

sul tuo corpo ciò che i poeti non possono.

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Abner Rossi

#abnerrossipoesie #giampierobinipittore

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NOI


bininuova10

Abbiamo visto grandi foreste

al vento, più vive di noi, innamorate,

altre volte riarsi deserti, vivi comunque

e lontani cimiteri di elefanti.

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Ci siamo persi, è vero

in tante ideologie lucidandole al nuovo,

in stili di vita imbarazzanti, in modi di essere,

in valori di eredità a noi nemiche.

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Cancellato intelligenze e saperi,

dimenticato perché era meglio dimenticare

che sapere di  essere una mancata novità

più e più volte consumata.

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Altri direbbero che abbiamo rinunciato

anche a quella parvenza di umanità

che dovrebbe guidare passi nobili.

.

Altri, di me più religiosi,

direbbero che siamo anime perse

in lenta e ossessiva transumanza

in direzioni vaghe e posticce.

.

Io sento d’altro e in questo

che sempre ci siamo guadagnati

il salatissimo biglietto di andata e ritorno

e niente ci è mai stato regalato.

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Io sento

che stiamo viaggiando verso il sole

affaticati nelle ombre contraddittorie

di una stirpe fatta e scritta per volare

che non desidera sapere di avere ali.

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Nel bene e nel male stiamo comunque

viaggiando ancora.

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Abner Rossi

immagine di Giampiero Bini