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Poesia

Per le stelle del cielo


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Guardo spesso su a quel punta spilli

chiedendomi se sia davvero alto il mio interesse

di uomo curioso, sempre poco incline

e provvisorio.

.

Mi fa ricordare mia nonna

quando cuciva per tutta la famiglia

per me pantaloni corti e camicie a quadri:

segnava col gesso le zone da tagliare

e le appuntava con centinaia di spilli,

alcuni vecchi e anneriti, altri brillanti

alla scarsa luce della sua sedia di cucina.

.

Andava a caso, come a caso mi sembra l’alto cielo.

.

Più spesso dei ricordi

penso che lassù siano persone

che dopo la vita provano altre storie.

.

Pazienti loro, salutano con luce intermittente,

sopportano le nubi, lottano per essere viste,

ruotano, si mostrano per sempre e per amore.

.

Quelle più grandi sono del mio paese,

intere famiglie, passo passo, mano nella mano

altre son sole, come isole ancora da scoprire

ma è solo una stagione provvisoria, senza tempo.

.

aspettano luci d’anima per stare in compagnia.

.

Abner Rossi (domenica 16 maggio 2021) 

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Poesia

En langue martienne standard


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Je viens de recevoir, juste moi-même

non expérimenté en langues et traductions

des mots extraterrestres

drôles, écrits avec des points et des équations

passés par des planètes, des lunes, des espaces extrèmes,

une matière aussi obscure que la poésie d’un poète.

.

Pour le moment je sais que c’est une femme qui m’écrit

ou du moins celui qui m’écrit c’est celui qui crée ces messages.

Je m’excuse pour mes paramètres terrestres,

pour les interprétations qu’on utilise chez nous,

pour la grande quantité de sons que j’emploie en parlant.

.

Si je pouvais les apprendre, j’utiliserais ces caractères-là

parmi lesquels “je t’aime” est constitué de trois points d’affilée,

une ligne brève de fermeture et au-dessous enfin

un point plus marqué, presque un baiser.

.

Timidement je demande des renseignements:

l’heure de Mars en ce moment, par exemple,

de quelle couleur est la peau d’un martien,

s’ils vont à l’église, ce qu’ils font pour être heureux,

s’ils meurent eux aussi, s’ils travaillent ou pas,

s’ils ont des maisons, des rivières, de vieilles grand-mères.

.

Je compte sur le fait qu’ils ne répondront pas

Au contraire….

Voilà que je viens de recevoir la transmission

de pages et de pages de formules numériques longues et brèves,

trop de points quasiment tous noirs, quelques couleurs.

.

La dernière page est transparente, vague, elle semble de la fumée

au milieu est dessiné un grand point,

un cercle presque parfait fait à la main

comme celui d’un enfant qui apprend à dessiner;

ce cercle palpite et entre comme l’air que je respire,

je comprends que ce sont des salutations, à peu près des signes de notes

douces et fortes

telle une embrassade rouge feu.

—-

Fiorenza Dal Corso – Abner Rossi

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Poesia

Albeggiando


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Quel continuo albeggiare

che allontana e avvicina

mentre mi rende eterno

con tutte le catene elicoidali

che mi sommano e si trasmettono

da uno all’altra della mia specie.

Abner Rossi.

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Poesia

NOI


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Abbiamo visto grandi foreste

al vento, più vive di noi, innamorate,

altre volte riarsi deserti, vivi comunque

e lontani cimiteri di elefanti.

.

Ci siamo persi, è vero

in tante ideologie lucidandole al nuovo,

in stili di vita imbarazzanti, in modi di essere,

in valori di eredità a noi nemiche.

.

Cancellato intelligenze e saperi,

dimenticato perché era meglio dimenticare

che sapere di  essere una mancata novità

più e più volte consumata.

.

Altri direbbero che abbiamo rinunciato

anche a quella parvenza di umanità

che dovrebbe guidare passi nobili.

.

Altri, di me più religiosi,

direbbero che siamo anime perse

in lenta e ossessiva transumanza

in direzioni vaghe e posticce.

.

Io sento d’altro e in questo

che sempre ci siamo guadagnati

il salatissimo biglietto di andata e ritorno

e niente ci è mai stato regalato.

.

Io sento

che stiamo viaggiando verso il sole

affaticati nelle ombre contraddittorie

di una stirpe fatta e scritta per volare

che non desidera sapere di avere ali.

.

Nel bene e nel male stiamo comunque

viaggiando ancora.

.

Abner Rossi

immagine di Giampiero Bini

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Poesia

In lingua marziana standard


Ricevo, proprio a me stesso

non esperto in lingue e traduzioni

parole aliene,

strane, scritte con punti ed equazioni

passate per pianeti, lune, estremi spazi

materia oscura quanto di un poeta la poesia.

Intanto so che a scrivermi è una donna

o almeno chi mi scrive è chi lì crea.

Mi scuso per i miei parametri terrestri,

per le interpretazioni che da noi si usano,

per i troppi suoni che spendo per parlare.

Li potessi imparare userei quei segni

dove “ti amo” son tre punti in fila

una linea breve di chiusura e sotto infine

un punto più marcato, quasi un bacio.

Con timidezza chiedo informazioni:

l’ora di Marte adesso, per esempio,

di che colore è la pelle di un marziano,

se vanno in Chiesa, cosa si faccia per essere felici

se muoiono anche loro, se lavorano o no,

se hanno case, fiumi, vecchie nonne.

Conto sul fatto che non risponderanno.

Invece…

Ricevo presto una complessa  trasmissione

pagine e pagine di formule numeriche lunghe e brevi,

troppi punti quasi tutti neri, qualche colore.

L’ultima pagina è trasparente, vaga, sembra fumo

al centro un grande punto disegnato

un cerchio quasi perfetto fatto a mano

come di un bambino che impara a disegnare

che pulsa ed entra come l’aria che respiro,

capisco che è un saluto, quasi segni di note

dolci e forti

al posto di un abbraccio rosso fuoco.

—-

Abner Rossi

(domenica 9 maggio 2021)