Fu maggio


Fu maggio a portar via,

nonostante l’estrema gentilezza

e le sue mille diverse fioriture,

ciò che non dovrebbe mai partire.

 

Poi l’ultima radice si perse

nella terra.

 

Abner©Rossi
17 maggio 2016

Ipotesi remote


 

Vista in attesa di un autobus…

tacchi mediamente alti


sotto due fusi perfetti.


Occhi da star male per giorni


e forse per sempre.

 

Maglietta stile caldo d’estate


che scopre ed esalta


un metro e settanta di sogni,


jeans come quelli d’adesso
dal cavallo basso,


un leggero trucco mattutino,

un pericoloso, leggero sorriso


mai visto e mai sperato.

 

Non so più dove sono.

Potrei perdere tutte le fermate


dimenticarmi dove stavo andando.

 

Poi mi son detto che non sarai mia,


le ipotesi non escono di casa

per andare al lavoro.

 

Non sei vera

e se lo sei non sarai mai mia,

potessi anche viaggiare all’infinito.


 

Abner©Rossi in autobus (oggi)

 

Cuculus canorus


Come a quei tempi fatti di ricordi

cuculo apre l’alba dal bosco,

la presenta.

Il suono è lo stesso

quello dell’infanzia al mio paese,

quello del nascondersi nel bosco,

quello dei primi baci sulle guance,

quello della noia,

quello del tempo che non passa mai.

 

Abner©Rossi

11 maggio 2016

 

 

Ad inventarci un giorno


Credo di aver capito!

Frustiamo il tempo, tu ed io,

lo spingiamo al passato

galleggiando nel nuovo

e poi volare.

 

Se raggiunti da altri,

il presente s’impenna

come al cavallo che non tiene il morso,

come alla nube quando il vento muove.

 

E’ anche amore,

gusto per la scelta,

passaggi per strettoie improvvisate,

vie che altro occhio non vede,

essere nello stesso momento,

innata intesa.

 

Comprensione immediata

di ciò che vita inventa

per noi due.

 

Abner©Rossi

11 maggio

 

 

Descrizioni


Zero vento,

il verde dell’aurora senza nubi,

un leggero arancione

contorna

il verde dei cipressi ancora nero

che la notte ha dipinto.

Sembra far giorno.

Dovrei sentirmi pronto

e non lo sono.

Da anni non scommetto sul futuro.

Abner Rossi

6 maggio 2016

mattina -16 febbraio

Così bella ai miei occhi


Le mie mani

intorno alle strade dei tuoi capelli

per preparare un bacio,

poi sulle tue guance lisce.

 

Le parole degli occhi

così antiche e rituali

da non avere voce,

l’avvicinarsi del desiderio

fatto solo di pelle

eppure profondo da scuoterci.

 

L’essere per essere domani,

il trasmettersi uno nell’altra

come di festa per due metà.

 

Troppo semplice creder solo amore

questa notte di miracolo,

questa abitudine grandiosa

del volerti, prima di tutto,

del sangue che vola e corre,

della frequenza urlata del respiro

del perdersi

nella morte provvisoria

che ci regaliamo per rinascere.

 

So che non vorrei nessun’altra

qui distesa, mentre mi infiammo

e mi spengo.

 

Abner Rossi

4 maggio 2016

donna

 

Dovrebbe l’amore


Nel dondolare incerto

di un vino notturno,

al vento di ciò che dovrebbe,

che ostinazione vorrebbe

e non è.

 

Su un angolo di variabili

probabilmente confuse,

mano per mano alla casualità,

stanco di ogni affermazione

e perciò gridando i miei no

senza indirizzo.

 

Osservando le scomparse

e le apparenze come fasulle,

le virgole di un discorso

dal grido giovane

all’anziano sussurro,

per scriverlo domani

al fuoco di un giorno nuovo

già visto e trascorso.

 

Dovrebbe l’amore, mi dico!

Ma anche questo è già stato.

 

Abner Rossi 30 aprile 2016

abner-notte  

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