Troppo presto per le ombre


Dormono. Dorme tutto del resto.


Solo qualche accenno di pensiero:


sono interessato davvero al nuovo giorno?

Su un filo stanco, avanzo in equilibrio,


cerco la conferma d’esser vivo.

Qualche dubbio coperto di polvere,


qualche respiro di troppo, quasi ansia.

Sento ogni giorno qualcosa che si strappa:


e non è il tempo, né l’età che corre.

 

Perdo per strada roba conquistata,


gente che vorrei che rimanesse,


perdo la voglia di fare nuovi errori,


di cancellare per ricominciare.

 

Vorrei godere ad essere imbecille,


pensare ogni giorno a nuove imprese,


a notti insonni sudate di piacere.

 

Sono interessato davvero al nuovo giorno?

E’ ora che passi alla domanda successiva:


Che ne pensi “poeta” di un’alba nuova


tutta da affogare?

 

Abner Rossi

2 marzo 2015

mattina -16 febbraio

Sfinferla la Cincia


Salta di siepe in ramo

si spenneggia, aspetta amore

e intanto loda quel che natura

pone nel suo becco.

Occhieggia al sole

e vola, fino al limite estremo

del suo mondo.

Se le passo vicino

si spaventa o forse evita,

questo uomo anziano

con cui non vuole nessuna confidenza.

Non capisce

come io abbia fatto

quel certo giorno a vendermi le ali.

Abner Rossi

28 febbraio 2015

CINCIA-MORA

Eppure tanto amata


Lontana come il mare d’inverno

dell’infanzia.

Anima monarchica, spesso incoronata.

Imprescindibile come Istmo da doppiare.

Sentimenti orientati allo strabismo.

Venereo infernale golfo,

occhi a favorir l’approdo

Colline giovani, erte, offerte,

dorate di tramonto, verdi d’alloro.

Certo micidiale nemica.

Eppure tanto amata!

.

Abner Rossi

26 febbraio 2015

disegno1

E mi trova la sera


Quanto bello mi fu quel tuo ricordo

e poi grande…indelebile il sogno,

mai più concreto e vivo,

come vivo in te sera mi trova.

 

Abner Rossi

25 febbraio 2015

luna_piena

Se il cuore non vietasse memoria


L’uomo potendo

trasforma se stesso in segni,


si fa contenuto, pellegrino


di un continente e di un sogno.

 

Rabdomante cerca arcobaleni

che colorino assenze, transiti,

luoghi che lentamente sono nebbie.

 

Ostinato nel vietarsi pace

si lacera nel rendere intoccabile

ciò che il tempo ha già disperso.

 

Danza la sua mente


in confusi rendiconti lunari,

mette in fila contraddizioni,


somma e sottrae esperienze

distanti anni luce e rughe.

 

Varrebbe la pena riderne,

se il vivere non fosse urgenza,


se il cuore non vietasse memoria 


e se il prossimo colpo non fosse…

come sempre appeso al futuro.

 

Abner Rossi

martedì 24 febbraio 2015

Antiche rune

Antiche rune

Come se fosse (vita di coppia)


Due bravi attori


possono far di giorno gran teatro.

 

Arriva notte, il sonno chiama…

scende il sipario, c’è di mezzo un letto

e lì il trucco cola dalle guance,

il freddo dentro al buio non fa sconti,

la vita vera oblitera il pedaggio.

 

Abner Rossi

sabato 21 febbraio 2015

Abner Rossi

Abner Rossi

Riscatto di un placebo quasi affranto


Si intenda bene…


poesia non è mai farfalle e rose


neppure autunno, foglie sparse

al vento, fiori in boccio, albe.

Nemmeno sentimenti non vissuti.

Essa è trincea,


sudore e fatica nello scavo.


Porto insicuro


è sempre lento partir senza ritorno


abbandono e spreco.

Amore talvolta, 
almeno quanto odio

sussurro di qualcosa ormai perduto


fior di scomparsa, 
capriccio, lenimento.

Colare a picco, dritto nel futuro.

Abner Rossi (20 febbraio 2015)

(il titolo è di quel genio poetico che risponde al nome di Gianluca Regondi)

anziano

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