Sono arrivate le rondini


Anche loro da sud
ancora umide di mare.
Non ho domande,
le aspettavo da tempo.

E’ stato già inverno…
domani.

Abner Rossi – 27 marzo 2015

Opera di Daniela Grifoni

Opera di Daniela Grifoni

Di te io canto


 

Ho bevuto, bevo e berrò

alle tue rive boscose

generose dell’acqua

più tenera e dolce

del mondo.

Aspirerò l’odore

nel sale degli spruzzi

del tuo mare.

Morirò nel tuo lago

e sarà bello rinascere

e venire un’altra volta.

Abner Rossi

25 marzo 2015

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Passa di qui la vita?


Passa di qui la vita?

Nascosta tra parola e parola?

Dentro un racconto postumo?

Anima di un’ipotesi in divenire?

Un flusso casuale e miracoloso?

.

è un guardarsi intorno senza meta,

un chiedersi senza domande.

.

Curioso a sufficienza, con gli anni

ho perso gli imbarazzi di ragazzo.

Io spaccio per conquista la solitudine,

per eroismo l’assenza di parole

dette avendo per scopo il silenzio,

per salvezza l’amore in affitto,

per illuminazione l’inchinarmi al caso…

(occhi alla terra in attesa).

.

Mi guardo nei tempi trascorsi

in mezzo ad altri piegati sul lavoro,

nelle notti mai sazie di studio,

nella stanchezza delle curve,

delle salite acciottolate e calde,

nelle notti fredde dopo le tue cosce,

in tutto quello che è stato

perché doveva.

.

E mi guardo

negli stracci scoloriti e sgualciti

troppo a lungo indossati,

nel grigio di abiti di scena

nelle commedie recitate controvoglia.

.

Nelle case ammobiliate da altri

galleggiando senza alcun possesso

diverso da quel me stesso agognato

sempre in corsa, sempre avanti di un passo.

.

Mai, mai…desideroso di un sempre stabilito

di un ruolo immobile nel tempo,

di un nome sulla bocca di altri

di un successo per raccogliere applausi

e…perennemente innamorato.

.

Si, innamorato!

Fortunato fino all’inverosimile

e grato alla cieca generosità

di dei in cui non credo,

di astri che millantano luce

così lontana dal tempo in cui vivo,

di donne che mi hanno creato

e ricreato più volte per loro bontà.

.

Innamorato… per le speranze

che non mi sono mai concesso

perché spesso prive di un nesso,

di un contatto reale, di ossigeno.

.

Le speranze non invecchiano

a testimonianza della loro inutilità:

ciò che è utile si ossida e passa,

transita, cancella orme, muore.

.

Qualcuno scrive per paura,

altri per vivere eterni,

altri ancora solo per vedere.

.

Beate siano le parole

e le loro immagini riflesse.

.

Abner Rossi
martedì 24 marzo 2015
Abner Rossi

Abner Rossi

Potesse il cuore


Potesse il cuore scriver la sua storia,


ascoltare il male e il bene ricevuto,


parlarmi delle ombre e dell’oblio…

di quel che è stato, delle dimenticanze,


delle fughe giovanili per paura,

delle corse sudate per cercarti,

delle notti cosparse d’immondizia

quando sai che il sonno non ti spetta

e la mattina ti trova vagabondo.

 

Potesse il cuore non aver ricordi,

lasciar dietro le spalle le ferite,

rider di me e di te finché sia vivo.

 

Abner Rossi

17 marzo 2015

sedia-cuore

Amor sincero


Amor sincero di altri non si cura…


passa per vette poco frequentate,


non bada a ciò che pensa tanta gente,

ride delle morali imbalsamate,

vive quanto vive l’universo,

passa di trasgressione in trasgressione…

 

A volte parcheggia, altre s’innalza

non segue il tempo come si conosce,

lo aspetti e non arriva, poi si presenta.

 

Passa per nebbie umide e dannose,

sempre improvvisa e sempre si fa nuovo

e splende al sole come fosse oro.

 

Bastardo è amor quando si fa pensiero

allora ti condanna, ti trascina con se,

precipita all’inferno.

 

Quando è anche vero…gioca con l’eterno.

 

Abner Rossi

16 marzo 2015

 

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Come e quando


Barbaro il giorno, l’epoca, la via, 


crudele il pensiero che si spegne


quando ragione abdica al suo ruolo, 


quando sopravvivenza si fa scopo

e il tempo si cancella non vissuto.

 

Probabilmente servirebbe amore, 


saper davvero il suo significato, 


il come di un abbraccio abbandonato 


e il quando di una mano ormai perduta.

 

Abner Rossi

domenica 15 marzo

milano

Tutto va come deve andare


O fior di primavera, unico sogno,


donna che mi arde nelle vene.

Come vorrei averti tra le braccia,


mettere il naso dentro i tuoi capelli

mentre la luna traccia la sua storia

e la città si acquieta per la notte.

 

Non mi permetto d’avere desideri


e sono immerso dentro a tre cartoni


a prepararmi per una nuova insonnia

verso un alba che gelerà le ossa…

come compagna la solita bottiglia.

 

Abner Rossi

14 marzo 2015

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