Dovrebbe l’amore


Nel dondolante incerto
di un pieno notturno
al vento di ciò che dovrebbe,
che vorrei e non è.

 

Su un angolo di variabili
probabilmente già fottute,
per mano alla casualità
carente di ogni affermazione

e perciò gridando i miei no

senza indirizzo.

 

Osservando le scomparse
e le apparenze come vere,
le virgole di un discorso
dal grido al sussurro,
per stamparlo domani
al fuoco di un giorno nuovo
già visto e trascorso.

 

Dovrebbe l’amore, mi dico!
Ma anche questo è già stato.

Abner Rossi
30 aprile 2016

abner-notte

 

Scriverti nuda come sei


Eccoti qua
bella come un’alba che respira
(dopo una notte da dimenticare),
come un ricordo che lascia cicatrici,
come la mia donna quando incanta.

Eccomi qua
a dire ciò che a volte mi sussurri
ed altre gridi per quanto sono sordo.

Fossi più serio non ti scriverei
ti lascerei laggiù dove sei nata
dove il mio caos impera e tira vento,
dove non mi è permesso d’arrivare,
dove tutto è ridicolo al confronto.

Fossi più serio ti cancellerei !

Abner Rossi
martedì 26 aprile 2016

abner

Come esca per farfalle


Volate via,
come per farfalle l’esca.
A far maggio un pensiero
scivola e poi spegne.

Cosa mi dice di se?
Si abbassa la notte
e si compie, d’illusioni
intinta. Sabbia da fango,
peregrinazioni per millenni
e poi polvere d’uomo.

Fin qui di storie, suoni,
di penna il fruscio su carta,
poeti e filosofi immersi
fino al collo in ipotesi
di quando e di come redenta
una macchiata specie…fu.

Figli!

Fate che non sia inutile il futuro!

—-

Abner Rossi.
26 aprile 2016

vecchio

E’ per me


 

Questa pulizia del cielo d’alba,


questo nascondersi delle nubi,


questo rapido apparir di colline


azzurrognole di sfumature.

 

Sembrano per me tutti i suoni,


dai cinguettii al rumore di città


tuttora incerta se svegliarsi.

 

Sembrano per me 


la resistenza della trasparente caligine


che non riesce ad essere nebbia,


il salire lento dei fumi umani

i sogni che escono dalle finestre

in cerca di libertà.

 

E’ sicuramente per me


la guerra che si rinnova a quest’ora


tra nuove voglie e i troppi ricordi,

tra desiderio e l’abitudine alle delusioni.

 

E’ per me

il peso di una felicità latente

troppo incerta per conquistarmi.

 

Abner©Rossi

(11 aprile 2016)

Ferma è la sera


 

Ferma è la sera

pesante quel che basta a soffocare

e piena, intrisa di quel niente

che consuma e cancella.

Ferma è la sera

persa in addizioni fallite,

in strade al ribasso,

forse in vuoti

così poco seducenti

da preferire il guardarsi le spalle,

indietro, di nuovo e ancora.

Ferma è la sera

dove tutto dovrebbe e non è.

Aspettare? Che altro posso?

Non arriva più

quel soffio del giovane vento

zeppo di luci e promesse

Abner©Rossi (9 aprile 2016)

ombre

Stasera più di sempre


Non sei un pensiero fisso

ma ti cerco spesso,

stasera più di sempre,

non capisco.

— 

E non ti troverò,

non questa sera, non qui,

non a queste latitudini mentali,

forse nemmeno nel resto di questa vita.

 —

Certo

non ti troverò nel girovagare

inquieto di un sentimento

di abbandono.

 —

Tu abiti e vivi in spazi diversi,

ed io non sono in grado

di pensarti,

nemmeno come un ricordo.

 —

Vedi amore mio,

si può essere abbandonati

anche se nessuno ti abbandona.

 —

Si può essere abbandonati

solo per la ferma convinzione

assoluta, fredda, certa,

della insensatezza di una storia

per la quale non ero pronto.

 —

Più facile cercarti sulla mia pelle,

dove hai lasciato orme, tracce e passi,

intere geografie e memorie.

 —

Ecco, si! Sul mio corpo

dove hai scritto incancellabili

parole di fuoco,

con il tuo linguaggio salato

di oceano donna,

di femminilità pura e feroce.

 —

Sul mio corpo dove hai dipinto

sulla tela della complicità

con colori smaglianti e forti…

e l’hai resa anima.

 —

Sono senza alcun riparo sicuro

dove so di aspettare senza pace

una nuova cicatrice,

una tua frase da aggiungere

al mio essere prima di tutto corpo.

 —

E ti cerco.

===

Abner Rossi (8 aprile 2016)

relazione-a-distanza-_O1

Lo chiamai mare


(ad un bimbo di nome Ernesto)

Lo vidi, lo fissai a lungo,

ancora oggi

io non so bene l’effetto che mi fece.

Quello che so

è che gli diedi un nome,

mare per sempre, mare desiderio,

mare che assomiglia al mio profondo,

mare che mi chiama

e che mi vuole.

Abner©Rossi

martedì 29 marzo 2016

ernesto (1)

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