Verso domenica


rileggendo capricci e rughe

lento sale

lo stridere 
delle avvizzite sirene


un tempo giovani. 


Dei solitari rituali preparatori


indossando il giorno


verso la fabbrica,


verso ore inginocchiate


in lunghe file per entrare,

il suono del ridere operaio,

 

il pane.

 

Dimentica, mi sussurravo,

dimentica e ricorda.

 

Poi con l’orgoglio dei più


era domenica.

 

Abner Rossi

4 luglio 2015

abner-notte

Ipotizzando Dicembre


Un ideale di luci leggere

in un giorno qualsiasi,

forse dicembre con i giorni brevi,

quando il freddo accende

gelo in zirconi cristallini

e brividi.

 

Tempo dal pensiero rarefatto,

concentrato in secondi,

echi di suoni lontani

persi in montagna, tra rovi

con mani ossute

protese verso l’alto.

 

Ammetto un’ipotesi di sedia,

in questa casa che guardo

e non capisco.

 

Dei passi insulsi,

verso un ponente di vino

già bevuto.

 

Resta un nome,

le ante semi aperte

di un armadio,

il mio silenzio,

un porco calendario.

 

Abner Rossi

2 Luglio 2015

 

abner-lerici3

Le parole di ieri


 

Lettere cuneiformi incise

in un’arcaica lingua,

geografie aliene al sottoscritto.

 

 

Sogni sfumati prima dell’alba.

Propositi impossibili


per ingraziarsi il destino,


riti pagani.

 

Un linguaggio del forse,


con inchiostro blu notte,


sbiadito, bagnato di nebbia,


illeggibile, perso.

 

Titolo di una storia,


un nome femminile fra tanti.


 

Maria?

Sei tu? Ricordi? No?

Immaginavo!

 

Anche tu come me…

Eppure dovremmo!

 

…almeno una volta, in sogno.

 

Abner Rossi


29 giugno 2015

abner-foto

Myosotis


 

abner-lerici3

 

Non saper di quel giorno

e in quale istante,

l’orientamento, il verso

e in quale eterogenea dimensione.

 

Vagare, vogar di remi,

guadagnare la costa,

abbracciarsi alla sabbia,

mettere i piedi per terra.

 

Far si che si calmi tempesta,

che la testa riprenda a ragionare,

che il quando e il come

si mettano d’accordo.

 

Trovare, scegliere, dimenticare.

 

Far che il tuo nome,

il tuo corpo, il tuo partire

sia solo un episodio

e non la fine.

 

Abner Rossi

27 giugno 2015

Verso la notte


sarzana-abner

Potrei esser mattino.

Se la mia sera

non stesse già guardando

verso notte.

 

Abner Rossi

sabato 27 giugno 2015

Polvere di bosco


sarzana-abner

 

Una volta ti salivo a piedi scalzi,

di ramo in ramo, quasi fino in cima,

dove mi fermavo per rispetto.

 

Nella mia paura eri infinito.

 

Ora quel primo ramo l’hai perduto,

il successivo quasi non mi vede

o, come vecchio, non mi riconosce.

 

Eppure ne facemmo di battaglie,

di arrembaggi sui ponti delle navi

con corde che lanciavo oltre i tuoi rami.

 

Un Tarzan marinaio, le sue illusioni.

 

Vincemmo a volte,

altre portavo a casa le ferite,

quei gomiti sbucciati e le ginocchia,

quel sangue misto a polvere di bosco,

le grida forti, le urla

di quell’orgoglio che ancora mi appartiene.

 

Sei sempre tu, sei sempre molto alto

vicino al cimitero di paese,

mio padre si riposa alla tua ombra.

 

Allora non pensavo alle mie ossa.

 

Le isole lontane conquistate

erano strade che ho percorso in fretta

erano strade presto consumate.

La bimba che conosci non l’ho avuta,

ma l’amo ancora, non l’ho dimenticata.

 

Nessuno sa di te e dei momenti

quando da solo correvo a perdifiato

verso i tuoi rami, fino alla tua ombra.

 

Potrei parlarti ancora all’infinito,

riportare qui da te tutto il mio tempo,

quanto mi son nascosto nel tuo bosco,

ma so che parlo e scrivo in una lingua

che non ha senso, che non ti appartiene.

 

Ti porterò con me, deve bastarmi.

 

Abner Rossi

venerdì 26 giugno 2015

Così è


Vita e non vita

In mezzo è caso,

come presente assoluto,

indipendente.

Indomabile accade, vive,

si dipana.

 

Abner Rossi

22 giugno 2015

candela

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