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Poesia

Nessuno è veramente astemio


abner

Piccole storie che affiorano per caso

da zone d’ombra dove il tempo è strano

e dove regole che sono solo mie

chiudono pesanti porte da riaprire.

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Miscele personali di pensieri e suoni,

antiche stravaganze e circostanze

che forse andranno bene nel futuro,

ma che all’oggi mio sono negate.

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Forse, queste emersioni improvvise,

potrei anche tacciarle d’esser poesia,

qualcosa che risale con il vento

ma credo che si tratti di racconti

scritti e vissuti come passi incerti,

con lingue che da tempo non ricordo,

e strade e volti e voci dal passato.

.

Brevi commedie rivissute mille volte,

errori che definiscono il mio mondo

meglio del bene e dei riusciti sogni.

.

Appunti personali per perdonare e andare,

ben oltre al ruolo svolto nel copione.

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Abner Rossi

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Poesia

Passo passo


 

Di quel viaggio e degli appuntamenti

con chi non so, né di quando e dove

penso soltanto si tratti d’esistenza.

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Di ciò che ho letto in tutto quell’inchiostro

e anche di quello che ho sentito dire:

dai saggi, la gente che ha viaggiato,

i Santi, i filosofi sapienti, e gli insegnanti,

gli insigni artisti quasi tutti estinti,

le grandi scuole degli psicanalisti,

e da tutti i poeti o almeno quelli grandi.

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Tutti d’accordo

nel dire che l’arrivo e la partenza

tacciono le origini, il luogo, la fortuna.

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Anch’io la penso quasi come loro

e credo che il viaggio sia importante,

ma aggiungo insignificanti differenze.

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Io credo molto nei passi che si fanno,

nel tornare sui propri, se si sbaglia,

nello stare ben in piedi sulla terra,

nel sapere che tutto è parimenti vivo,

nell’andare avanti, riflettere, pensare.

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Credo nel rispetto dell’altrui viaggio,

che il proprio non sia il solo, né il migliore,

che a volte anche una sosta sia importante

per dare limiti all’arroganza personale,

nel non pestare i piedi ad altra gente.

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Io credo che non basti la direzione scelta

suggerisco, ad esempio, di guardarsi intorno,

il vento contro, le favorevoli discese,

le cadute improvvise, il tempo strano

che serve per rialzarsi e ripartire.

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Penso, tra l’altro, che sia degli uomini,

esser certi di un unico viaggio consentito,

e fare invece molti brevi viaggi circoscritti,

piccole tappe, un andare e tornare,

sbagliare spesso e poi cambiare strada,

perché, magari, piace avere compagnia

o perché sei uno che si innamora spesso

e allora ti fermi, godi, soffri, vivi, riparti.

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Talvolta credo che anche perdersi sia bello.

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Vorrei l’ultimo giorno attingere dolcezza

dall’aver fatto un lungo viaggio per errore.

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Io mi occupo di polvere e di ombre,

spesso di sogni che non ho realizzato

ed anche se sembro un tipo più concreto,

credo a ben poco e a niente

che non contenga almeno un’emozione.

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E agli intellettuali comunque collocati

che spacciano parole non vissute,

un breve saluto mentre sudo e corro:

non ho nessuna simpatia per le Sirene,

per le metafore delle farciture stralunate

e in tutto il viaggio di Ulisse adoro Polifemo

che resta ucciso da un eroe bugiardo

come capita sempre ad un gigante.

.

ABNER ROSSI

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Poesia

Albeggiando


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Quel continuo albeggiare

che allontana e avvicina

mentre mi rende eterno

con tutte le catene elicoidali

che mi sommano e si trasmettono

da uno all’altra della mia specie.

Abner Rossi.

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Poesia

NOI


bininuova10

Abbiamo visto grandi foreste

al vento, più vive di noi, innamorate,

altre volte riarsi deserti, vivi comunque

e lontani cimiteri di elefanti.

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Ci siamo persi, è vero

in tante ideologie lucidandole al nuovo,

in stili di vita imbarazzanti, in modi di essere,

in valori di eredità a noi nemiche.

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Cancellato intelligenze e saperi,

dimenticato perché era meglio dimenticare

che sapere di  essere una mancata novità

più e più volte consumata.

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Altri direbbero che abbiamo rinunciato

anche a quella parvenza di umanità

che dovrebbe guidare passi nobili.

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Altri, di me più religiosi,

direbbero che siamo anime perse

in lenta e ossessiva transumanza

in direzioni vaghe e posticce.

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Io sento d’altro e in questo

che sempre ci siamo guadagnati

il salatissimo biglietto di andata e ritorno

e niente ci è mai stato regalato.

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Io sento

che stiamo viaggiando verso il sole

affaticati nelle ombre contraddittorie

di una stirpe fatta e scritta per volare

che non desidera sapere di avere ali.

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Nel bene e nel male stiamo comunque

viaggiando ancora.

.

Abner Rossi

immagine di Giampiero Bini

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Poesia

Une dame agée


anziana

Souvent on va par habitude

de temps à autre la vie est un vice et un espoir

presque jamais un souffle apprécié, un embrassement,

quelque chose à saisir au vol.

Je le sais, on aime circoncire les rêves

les tenir enfermés, ensevelis, trahis,

submergés par mille mots non dits

ou dits aux dépens du rien .

Vous connaissez tous cette littérature

qui dit du mal en écrivant à elle-même, couronnée,

amenée dans des salons où le velours abonde

et où le dernier génie se loue et se regarde dans la glace.

L’écriture est une dame agée

qui passe son temps dans la rue

elle est vivante, combat, ne connaît pas de nobles escaliers

et sait bien que monter implique fatigue, sueur, anarchie.

Une pensée à transformer, biffer,

corriger, teindre des couleurs de la nuit

et de l’insomnie quand elle s’ouvre au matin,

si en plus il y a de la boue et du vent qui sonne

alors tout est parfait

et finalement la dame âgée prend son vol.

Abner Rossi – Fiorenza Dal Corso