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Mattutino


Mattutino il pensiero

spazia!

Scava a volte, altre vola,

si  annoda spesso,

sceglie un ricordo

e con lui prende strade

raramente dritte.

Non è dato sapere

quale il viaggio, il bagaglio,

la compagnia,

l’abito adatto, il luogo d’arrivo

che d’origine parla.

Di curva in curva

fino ad una longeva nudità

che vorrebbe essere favola

ed è solo riassunto sintetico

di ciò che si fa ricordare

di ciò che vorrei fosse,

domani.

—-

Abner Rossi

2 giugno 2016

abner1

Le vol de l’alouette


 

A ton pointage vers le soleil, à la verticale,

la voix comblée d’urgence, après,

ta chute en flèche, rapide, silencieuse,

et de nouveau en haut en musique.

 

Ils sentent la chaleur, l’amour,

ils sont heureux vol matinal, tes notes.

 

Un bonjour peut- être, un rituel de fête,

un message à la vie qui renaît,

une affirmation de présence.

 

Dussé-je, par hasard, te ressembler,

avoir tes ailes et ta voix,

mon vol serait irrégulier,

au soleil chaud je clignerais des yeux

mon atterrissage toujours embarassant.

 

Mon voyage d’homme sur la terre

vire, voire se déplace dans le temps,

des sentiments de culpabilité aux exaltations.

 

Rien qui compte n’est que beau

et tout ce qui brille mat aussi à mes yeux.

Rien à moi n’est que printemps

et en été souvent je me décolore.

 

Mon chant est rauque

et traîne sur des mots usés.

 

Plus grands que les tiens sont mes rêves,

ceux-ci, vraiment, n’ont jamais abdiqué,

ils sont si vifs maintenant que le premier jour,

ils n’ont rien de mes cheveux blancs.

 

ILS VOLENT !

 

Le ciel qui te suffit

pour moi a toujours été insuffisant.

Je veux savoir!

—-

sabato 12 marzo 2016

Le vol de l’alouette – traduzione di Fiorenza©Dal Corso

della poesia “dell’allodola il volo” di Abner©Rossi

Originalità (o della libertà)


 

Vorrei solamente appartenermi


sedermi in pace, acquietar la mente,

ma la mia terra chiama, anzi urla


sento i suoni della mia campagna,

la misura degli insegnamenti


tutti i tradimenti e le mie fughe.

 

Le ombre che mi fissano negli occhi

son qui a ricordarmi le radici,

il paese, con le tre case dove sono nato,

alla discesa 


per la città che solo adesso amo.

 

I suoni appiccicosi dei ricordi


sono dentro di me come latte di madre,

le mie abitudini sono familiari,

i gesti, il suono di voce, il corrugar la fronte,

il modo di proceder camminando

ed anche tutti i trucchi per mentire

son quello che ho copiato lentamente.

 

Non posso definirmi originale…

ma sento dentro forte una domanda:


tutti quei “perfettamente conosciuti”


mi hanno dato se stessi veramente


o piccole menzogne camuffate?

 

Se guardo bene dentro quel che sento


mi han dato superfici levigate,

messe a posto

come un imbroglio bene interpretato

per un giovane ragazzo credulone


da educare alla perfezione.

 

E invece sono il più imperfetto che conosco,


ed è di libertà che sto parlando!!

 

Abner©Rossi.


11 marzo 2016

Dell’allodola il volo


Al tuo puntare al sole,

in verticale,

a voce piena d’urgenza

per poi picchiare rapida in silenzio

e di nuovo in alto in musica.

 

Sanno di caldo, d’amore, son felici

il tuo volo al mattino, le tue note.

 

Forse un saluto, un rituale di festa,

un messaggio alla vita che rinasce,

una affermazione di presenza.

 

 

Dovessi per un caso somigliarti,

avere le tue ali e la tua voce,

il mio volo sarebbe altalenante,

al sole caldo stringerei gli occhi,

il mio planare sempre imbarazzante.

 

Il mio viaggio d’uomo sulla terra

vira, anzi si sposta nel tempo

dai sensi di colpa alle esaltazioni.

 

Niente che conta è solamente bello

e tutto quel che brilla

è anche opaco ai miei occhi.

 

Niente di me è solo primavera

e nell’estate spesso mi scoloro.

 

Il mio canto è roco

e striscia su parole consumate.

 

Più grandi dei tuoi

sono i miei sogni,

questi, davvero, non hanno mai abdicato,

son vivi adesso quanto il primo giorno,

non hanno niente dei miei capelli bianchi.

 

VOLANO!

 

Il cielo che a te basta

per me è sempre stato insufficiente.

Voglio sapere!

 

 

***

Abner©Rossi 29 febbraio 2016

Cappellaccia

Cappellaccia

Per esser bella ai miei occhi


Con il volto di oggi

bussi alla mente in pensiero

già pronta per vivere.

Devo sapere!

Sei fantasia, maschera,

macchia d’inchiostro, incidente?

Vuoi che ti faccia bella,

per questo ti odio.

Prendo tempo, giro in me stesso,

penso a ieri, a domani,

a ciò che emerge dal caso giornaliero,

all’estranea che dorme nel mio letto

(amata da più di trent’anni).

Arrogante come una certezza

sai sedurmi a parole,

mi sommergi

fino a convincere il mio cuore.

Sai come farmi cadere in tuo potere,

come farmi sedere,

come dettarmi ciò che vuoi che scriva,

come precipitarmi in un buco

e come farmi lentamente risalire.

Celata nella tua nuova verginità

ti ho già scritta mille volte

e lo sai!

Ogni mio giorno è tuo,

ogni tua notte è tale anche per me

ogni tua ombra è anche mia.

Non dirmi della tua originalità,

non a me, ti prego.

Conosco tutti i tuoi spigoli taglienti

che ogni volta feriscono.

Abner©Rossi
8 febbraio 2016

Sipario-aperto-sul-Teatro-Ragazzi

Come tu sai


 

 
Sono il Re di una giorno da inventare,


vivo soltanto se mi sei Regina

quando la sera vago e non mi trovo.

Non è d’amor che scrivo mia signora,


sono soltanto un vecchio non redento

che brucia gli anni come fosser carta.

***

Abner©Rossi

il martedì 2 febbraio del 2016

Quale me stesso


  

Camminando su ipotesi di strade

dettate da un pensiero giovane

che rimmarrà tale

anche se vecchio e immaturo.

 

Camminando

per foreste di eucalipti pietrificati

e fiori del carminio del sangue,

incoerenti

con le mie latitudini e principii.

 

Di cosa mi ciberò oggi?

Quale il piacere

che mi verrà offerto o negato?

Quale il transito delle comete

che da secoli mancano redenzione?

 

Quali le intenzioni di un domani

che deve ancora decidere se esserci

e che, in ogni caso,

non sarà gratuito?

 

Quale me stesso

sta decidendo adesso

di essere ancora vivo tra un po’

per concludere questi appunti

utili solo come passatempo

(misero)

nell’intervallo tra le guerre

che indosso?

 

Adesso dovrebbe piovere

ed io dovrei uscire, bagnarmi,

tornare fradicio alla partenza

e sedermi, aspettare.

 

Salvami amore!

Baciami.

 

Abner©Rossi

15 gennaio 2016