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Poesia

Nessuno è veramente astemio


abner

Piccole storie che affiorano per caso

da zone d’ombra dove il tempo è strano

e dove regole che sono solo mie

chiudono pesanti porte da riaprire.

.

Miscele personali di pensieri e suoni,

antiche stravaganze e circostanze

che forse andranno bene nel futuro,

ma che all’oggi mio sono negate.

.

Forse, queste emersioni improvvise,

potrei anche tacciarle d’esser poesia,

qualcosa che risale con il vento

ma credo che si tratti di racconti

scritti e vissuti come passi incerti,

con lingue che da tempo non ricordo,

e strade e volti e voci dal passato.

.

Brevi commedie rivissute mille volte,

errori che definiscono il mio mondo

meglio del bene e dei riusciti sogni.

.

Appunti personali per perdonare e andare,

ben oltre al ruolo svolto nel copione.

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Abner Rossi

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Poesia

Del mio volare basso e delle sfide


Falco pecchiaiolo

Non fosse stato per quel falco campagnolo

o se a sei anni già non lo invidiassi,

di certo oggi sarei quel vecchio saggio

con barba bianca e modi da signore.

.

Sarei rimasto un vascello da varare

legato al molo da regole precise.

.

Di quel falco con la coda nera

amavo i lunghi fischi del suo arrivo,

i voli in cerchio, le picchiate improvvise,

il suo virare in alto e poi sparire.

.

Lo trovavo un po’ presenzialista,

un presuntuoso che spadroneggiava,

probabilmente un grande idealista

che credeva nelle proprie convinzioni

o forse solamente un narcisista

che si specchiava negli occhi delle prede.

.

Nonostante i giochi di bambino

passavo ore con il naso in alto

e quando non veniva ho anche pianto,

c’era un qualcosa che mi affascinava

nel suo modo di essere nel mondo.

.

Forse

il volo solitario e silenzioso,

l’arrivare nel vento senza alcun preavviso,

la sua eleganza, la sua lunga vista, l’appetito,

il suo volare in quota più di altri.

.

La volontà, la passione, l’immediatezza

e la vertigine continua del cercare,

come unico scopo della vita.

.

Abner Rossi

martedì 1° Giugno dicembre 2021.

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Poesia

A travers les étoiles du ciel


terraJe regarde souvent en haut “cette pelote à épingles”

en me demandant si mon intéret d’homme curieux

est vraiment haut, je suis en effet  trop distrait

et provisoire.

.

Cela me rappelle ma grand-mère

lorsqu’elle cousait pour toute la famille

et pour moi elle faisait des pantalons courts

et des chemises à carreaux:

elle marquait à la craie les endroits à couper

et les fixait avec des centaines d’épingles,

quelques unes vieilles et noircies, d’ autres brillantes

dans une faible lumière, sur sa chaise de cuisine.

.

Elle procédait au hasard,

aussi bien qu’ au hasard me paraît ce ciel haut.

Plus probables que les souvenirs

je pense que là-haut il existe des personnes

qui, après leur vie, vivent d’autres histoires.

.

Patientes, elles saluent avec une lumière clignotante,

endurent les nuages, luttent pour être vues,

tournent, se montrent pour toujours et par amour.

.

Les plus grandes sont originaires de mon village,

des familles entières, pas à pas, main dans la main,

d’autres sont aussi seules que des îles à découvrir,

mais ce n’est qu’une saison provisoire, intemporelle,

elles attendent des lumières d’âme pour être en compagnie.

.

Abner Rossi – Fiorenza Del Corso

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Poesia

Per le stelle del cielo


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Guardo spesso su a quel punta spilli

chiedendomi se sia davvero alto il mio interesse

di uomo curioso, sempre poco incline

e provvisorio.

.

Mi fa ricordare mia nonna

quando cuciva per tutta la famiglia

per me pantaloni corti e camicie a quadri:

segnava col gesso le zone da tagliare

e le appuntava con centinaia di spilli,

alcuni vecchi e anneriti, altri brillanti

alla scarsa luce della sua sedia di cucina.

.

Andava a caso, come a caso mi sembra l’alto cielo.

.

Più spesso dei ricordi

penso che lassù siano persone

che dopo la vita provano altre storie.

.

Pazienti loro, salutano con luce intermittente,

sopportano le nubi, lottano per essere viste,

ruotano, si mostrano per sempre e per amore.

.

Quelle più grandi sono del mio paese,

intere famiglie, passo passo, mano nella mano

altre son sole, come isole ancora da scoprire

ma è solo una stagione provvisoria, senza tempo.

.

aspettano luci d’anima per stare in compagnia.

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Abner Rossi (domenica 16 maggio 2021) 

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Poesia

In lingua marziana standard


Ricevo, proprio a me stesso

non esperto in lingue e traduzioni

parole aliene,

strane, scritte con punti ed equazioni

passate per pianeti, lune, estremi spazi

materia oscura quanto di un poeta la poesia.

Intanto so che a scrivermi è una donna

o almeno chi mi scrive è chi lì crea.

Mi scuso per i miei parametri terrestri,

per le interpretazioni che da noi si usano,

per i troppi suoni che spendo per parlare.

Li potessi imparare userei quei segni

dove “ti amo” son tre punti in fila

una linea breve di chiusura e sotto infine

un punto più marcato, quasi un bacio.

Con timidezza chiedo informazioni:

l’ora di Marte adesso, per esempio,

di che colore è la pelle di un marziano,

se vanno in Chiesa, cosa si faccia per essere felici

se muoiono anche loro, se lavorano o no,

se hanno case, fiumi, vecchie nonne.

Conto sul fatto che non risponderanno.

Invece…

Ricevo presto una complessa  trasmissione

pagine e pagine di formule numeriche lunghe e brevi,

troppi punti quasi tutti neri, qualche colore.

L’ultima pagina è trasparente, vaga, sembra fumo

al centro un grande punto disegnato

un cerchio quasi perfetto fatto a mano

come di un bambino che impara a disegnare

che pulsa ed entra come l’aria che respiro,

capisco che è un saluto, quasi segni di note

dolci e forti

al posto di un abbraccio rosso fuoco.

—-

Abner Rossi

(domenica 9 maggio 2021)