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Poesia

Se amore vero è, poi non si placa


mercoledì 29 luglio15

Di quel coraggio ormai già consumato

ch’era per me orgoglio e presunzione,

rimane qualche torre e delle mura

diroccate e nere per i passati incendi

di guerre che il ricordo non perdona.

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Può tempo scoraggiare anche gli eroi

e non ero eroe. Mi fece cavaliere la passione,

le tue guance di luce porporina e la carezza

che mani mi prendea e molto d’altro,

cuore, cervello, anima giovanil e tutto il resto.

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Ritorno spesso e molto spesso in sogno

a quelle torri irte, come lo fu da sempre la mia spada

nelle sere d’aprile col desiderio che si fa cavallo

e batte con gli zoccoli sul duro, batte forte.

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Come quel cuore che non è più mio.

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Abner Rossi  

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Nessuno è veramente astemio


abner

Piccole storie che affiorano per caso

da zone d’ombra dove il tempo è strano

e dove regole che sono solo mie

chiudono pesanti porte da riaprire.

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Miscele personali di pensieri e suoni,

antiche stravaganze e circostanze

che forse andranno bene nel futuro,

ma che all’oggi mio sono negate.

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Forse, queste emersioni improvvise,

potrei anche tacciarle d’esser poesia,

qualcosa che risale con il vento

ma credo che si tratti di racconti

scritti e vissuti come passi incerti,

con lingue che da tempo non ricordo,

e strade e volti e voci dal passato.

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Brevi commedie rivissute mille volte,

errori che definiscono il mio mondo

meglio del bene e dei riusciti sogni.

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Appunti personali per perdonare e andare,

ben oltre al ruolo svolto nel copione.

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Abner Rossi

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Distanze e abissi


bininuova11

So che non sai veramente chi sono

ed io ti ho persa in un ieri distratto.

Siamo tutti stranieri, oltre il confine

di un’intimità illusoria.

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Emigriamo da noi stessi

con abiti omologati e maschere improbabili

usando per vizio modalità scadute.

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Siamo tutti uguali e tutti distanti,

chiusi in bolle di sapone individuali

dove ognuno è quel che crede d’essere

e la verità dei sensi trasformata in inutilità.

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La distanza, che pare successo,

la fanno gli abbracci non dati,

i baci evitati, le carezze stereotipate,

quella rete di suggestive parole

stesa con cura e con perfetta finzione.

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Pur sapendo del breve percorso obbligato

siamo felici mentre ci adoriamo l’un l’altra

con rituali di competizione e falsa nobiltà.

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Abner Rossi (giugno 2021).

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Poesia

Passo passo


 

Di quel viaggio e degli appuntamenti

con chi non so, né di quando e dove

penso soltanto si tratti d’esistenza.

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Di ciò che ho letto in tutto quell’inchiostro

e anche di quello che ho sentito dire:

dai saggi, la gente che ha viaggiato,

i Santi, i filosofi sapienti, e gli insegnanti,

gli insigni artisti quasi tutti estinti,

le grandi scuole degli psicanalisti,

e da tutti i poeti o almeno quelli grandi.

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Tutti d’accordo

nel dire che l’arrivo e la partenza

tacciono le origini, il luogo, la fortuna.

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Anch’io la penso quasi come loro

e credo che il viaggio sia importante,

ma aggiungo insignificanti differenze.

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Io credo molto nei passi che si fanno,

nel tornare sui propri, se si sbaglia,

nello stare ben in piedi sulla terra,

nel sapere che tutto è parimenti vivo,

nell’andare avanti, riflettere, pensare.

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Credo nel rispetto dell’altrui viaggio,

che il proprio non sia il solo, né il migliore,

che a volte anche una sosta sia importante

per dare limiti all’arroganza personale,

nel non pestare i piedi ad altra gente.

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Io credo che non basti la direzione scelta

suggerisco, ad esempio, di guardarsi intorno,

il vento contro, le favorevoli discese,

le cadute improvvise, il tempo strano

che serve per rialzarsi e ripartire.

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Penso, tra l’altro, che sia degli uomini,

esser certi di un unico viaggio consentito,

e fare invece molti brevi viaggi circoscritti,

piccole tappe, un andare e tornare,

sbagliare spesso e poi cambiare strada,

perché, magari, piace avere compagnia

o perché sei uno che si innamora spesso

e allora ti fermi, godi, soffri, vivi, riparti.

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Talvolta credo che anche perdersi sia bello.

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Vorrei l’ultimo giorno attingere dolcezza

dall’aver fatto un lungo viaggio per errore.

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Io mi occupo di polvere e di ombre,

spesso di sogni che non ho realizzato

ed anche se sembro un tipo più concreto,

credo a ben poco e a niente

che non contenga almeno un’emozione.

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E agli intellettuali comunque collocati

che spacciano parole non vissute,

un breve saluto mentre sudo e corro:

non ho nessuna simpatia per le Sirene,

per le metafore delle farciture stralunate

e in tutto il viaggio di Ulisse adoro Polifemo

che resta ucciso da un eroe bugiardo

come capita sempre ad un gigante.

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ABNER ROSSI

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L’arbre de demain


albero

Autrefois je grimpais à toi, les pieds nus,

de branche en branche, presque jusqu’à ta cime

où je m’arrêtais par respect,

par peur, tellement tu étais immense.

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La branche la plus basse maintenant tu l’as perdue,

pour donner de l’âge le bon exemple,

la suivante ne me voit quasiment pas

étant accoutumée à un enfant

et, puisque j’ai vieilli, elle ne me reconnaît guère.

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Toutefois, nous en fîmes, des batailles

des abordages sur les ponts des navires

à l’aide de cordes que je lançais de tes branches .

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Ce Tarzan-là, matelot, ses illusions.

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Nous gagnâmes parfois,

d’autres fois je rapportais les blessures,

les coudes écorchés et les genoux aussi,

ce sang-là mêlé à la poussière de bois,

les cris forts, les hurlements. Avec cet orgueil

auquel je ne renonce pas.

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C’est toujours toi aussi précis qu’à cette époque-là

près du cimetière du village,

mon père, là, repose à ton ombre.

A ce moment-là je ne pensais pas à mes os.

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Les îles lointaines conquises

étaient des routes que j’ai parcourues rapidement

des lieux dont très souvent je ne me souviens pas.

Cette fillette-là, je ne l’ai pas eue,

mais je l’aime encore, je ne l’ai pas oubliée.

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Personne n’est au courant de toi et des moments

où, seul, je courais à perdre haleine

jusqu’à tes branches, jusqu’à ton ombre.

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Je pourrais te parler encore à l’infini,

rapporter ici près de toi tout mon temps

combien de fois je me suis caché dans d’autres bois,

mais je sais que je parle et j’écris dans une langue

qui n’a pas de sens, qui ne t’appartient pas.

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Notre rendez-vous devra me suffire.

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Abner Rossi – Fiorenza Dal Corso

1° Giugno 2021.