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Mattutino


Mattutino il pensiero

spazia!

Scava a volte, altre vola,

si  annoda spesso,

sceglie un ricordo

e con lui prende strade

raramente dritte.

Non è dato sapere

quale il viaggio, il bagaglio,

la compagnia,

l’abito adatto, il luogo d’arrivo

che d’origine parla.

Di curva in curva

fino ad una longeva nudità

che vorrebbe essere favola

ed è solo riassunto sintetico

di ciò che si fa ricordare

di ciò che vorrei fosse,

domani.

—-

Abner Rossi

2 giugno 2016

abner1

Ad inventarci un giorno


Frustiamo il tempo, tu ed io,

lo spingiamo al passato

galleggiando in alto

e poi a volare.

Se raggiunti da altri,

il presente s’impenna

come al cavallo che non tiene il morso,

come alla nube quando il vento muove.

E’ anche amore,

gusto per la scelta,

passaggi per strettoie improvvisate,

vie che altro occhio non vede,

essere insieme nel momento,

innata intesa…

forse solo fortuna!

Comprensione immediata

di ciò che vita inventa

per noi due.

Abner©Rossi

11 maggio

Come esca per farfalle


Volate via,
come per farfalle l’esca.
A far maggio un pensiero
scivola e poi spegne.

Cosa mi dice di se?
Si abbassa la notte
e si compie, d’illusioni
intinta. Sabbia da fango,
peregrinazioni per millenni
e poi polvere d’uomo.

Fin qui di storie, suoni,
di penna il fruscio su carta,
poeti e filosofi immersi
fino al collo in ipotesi
di quando e di come redenta
una macchiata specie…fu.

Figli!

Fate che non sia inutile il futuro!

—-

Abner Rossi.
26 aprile 2016

vecchio

Le vol de l’alouette


 

A ton pointage vers le soleil, à la verticale,

la voix comblée d’urgence, après,

ta chute en flèche, rapide, silencieuse,

et de nouveau en haut en musique.

 

Ils sentent la chaleur, l’amour,

ils sont heureux vol matinal, tes notes.

 

Un bonjour peut- être, un rituel de fête,

un message à la vie qui renaît,

une affirmation de présence.

 

Dussé-je, par hasard, te ressembler,

avoir tes ailes et ta voix,

mon vol serait irrégulier,

au soleil chaud je clignerais des yeux

mon atterrissage toujours embarassant.

 

Mon voyage d’homme sur la terre

vire, voire se déplace dans le temps,

des sentiments de culpabilité aux exaltations.

 

Rien qui compte n’est que beau

et tout ce qui brille mat aussi à mes yeux.

Rien à moi n’est que printemps

et en été souvent je me décolore.

 

Mon chant est rauque

et traîne sur des mots usés.

 

Plus grands que les tiens sont mes rêves,

ceux-ci, vraiment, n’ont jamais abdiqué,

ils sont si vifs maintenant que le premier jour,

ils n’ont rien de mes cheveux blancs.

 

ILS VOLENT !

 

Le ciel qui te suffit

pour moi a toujours été insuffisant.

Je veux savoir!

—-

sabato 12 marzo 2016

Le vol de l’alouette – traduzione di Fiorenza©Dal Corso

della poesia “dell’allodola il volo” di Abner©Rossi

Certi giorni


 

Colline intorno tingono di bianco

freddo come fosse gennaio,

fiori in giardino sembrano perplessi,

qualche macchia d’azzurro,

nubi veloci vanno in processione.

Mia nonna mi direbbe siamo a marzo

un mese che improvvisa quasi sempre…

poi un antico proverbio contadino,

una fetta di pane, zucchero e vino,

una carezza che ingabbia la mia noia.

Oggi è una giornata come allora

forse ne ho già viste tante altre,

giornate vuote dove il niente vince,

stinge le parole nella mente,

un mare grigio dove niente affiora.

Eppure sento un’agitazione

qualcosa che si muove sullo sfondo

ombre antiche che stanno mulinando,

giochi di bimbo tradotti in fantasia,

suoni lontani in cima alla mia penna.

Una poesia sta nascosta oltre,

oltre qualcosa che non lascio uscire.

 ***

Abner©Rossi (9 marzo 2016)

Sorella morte


Ti propongo un sorriso,
un lungo abbraccio, 
un fosso da saltare a piè pari,
l’affanno del correre veloci
nel biondo profumo
del grano, dei vent’anni,
del presente assoluto.

Ti propongo un sorriso,
almeno finché vita ci separi.

ABNER©ROSSI (7 marzo 2016)

 

Poesia barocca


 

E’ semplice morir alla tua pelle.

Un desiderio? 


Fossi un antico poeta,

direi che vorrei berti,

berti in un cristallo d’ eleganza,

sorseggiare dei capelli la fragranza,


spostarmi lentamente alle tue labbra

leggero come un volo di farfalla


quando si sazia nella sua campagna.

Fossi chi sono oggi, privo di vergogna,

confesserei che ho voglia!

Voglia del sole, della tua pelle calda,

di quei misteri che non mi racconti,

di quanto brava sei nel far d’amore

qualcosa che si parte e non ritorna,

un atto sempre senza spiegazioni,

un mito, un dogma, un semplice morire

come si sale al cielo e poi si scende,

come un povero uomo che si ritrova

e che l’averti, infine, ha trasformato.

Possedessi un futuro?

Vorrei tenerti stretta tra le braccia

danzare giorno e notte all’infinito,

cancellare questi versi ridondanti,

togliermi il Barocco dai pensieri,

andare al sodo come mi hai insegnato,

prenderti!

Darti il meglio di me anche se è poco,

ubriacarmi con il tuo sapore,

dare di matto, ridere scherzare.

Come sei bella mentre dormi ancora!

Abner©Rossi – 2 marzo 2016