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Poesia

Quasi amore


Quel nostro quasi amore

vissuto al confine di due epoche

quando si cresce ancora e ci si ferma.

Poi in quella che chiamammo casa

o quasi, per quell’ultimo piano

e quell’unica stanza con il letto.

Povera quasi quanto noi

e a nostra immagine quasi vissuta

non sapendo come stare insieme.

Dicevi che ero quasi troppo giovane

e lo ero quasi quanto te e quanto

quei tre piatti di ceramica fina

per dare un senso alla nostra fuga.

Ci mancava quasi tutto

e quello che non ci mancava

era la quasi certezza di stare insieme

per caso.

Non sapevamo allora che il caso unisce

quando non sa cos’altro fare

ed infatti finì tutto troppo presto.

Oggi a millenni da allora

so che potevamo quasi amarci davvero

o comunque quasi fare qualcosa di serio.

Abner Rossi

Lunedì 6 settembre 2021.

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Poesia

il mio luogo


Non so se esisti, non so come sei fatto
se sei reale come un luogo vero
dove son nato e dove son vissuto
oppure il frutto di una fantasia
che ogni tanto appare e poi svanisce.

Quel che so è che non trovo un nome,
un modo di chiamarti e farti mio,
un indirizzo, una direzione

se sei il mio centro o la periferia.

Sulle mie carte non ti ho mai trascritto,
sei in assoluto senza posizione.
So che confini con infiniti luoghi
nei quali ho visto tutto e non ho visto.

So che assomigli a molti originali
odori di vittorie e di sconfitte
d’amicizie antiche ormai sfiorite

e pesi di quel niente che è passato.

Ti ho visto scritto nelle mie esperienze
alcune vere, altre solo scritte,
spesso prese in prestito alla vita,
altre rubate, come faccio spesso,
a quei fantasmi che mi porto dentro.

Sui tuoi confini ho scritto la mia vita,
quella reale che non ho mai scritto,

umida di passione e tanti amori

e anche quella di inutile scrittore.


Pagine e pagine che si son riempite
di vita vera, di mille sensazioni
tutte pagate con il mio sudore,
tutte scomparse, comprese le illusioni.

Adesso voglio andare fino in fondo,

conoscerti davvero, vederti in faccia.

Sapere
se sai di mare, se sei freddo o caldo,
se c’è il mio amore, se c’è la mia casa,
se sono lì le cose che ho raccolto
con la pazienza che non ho mai avuto.

Abner Rossi

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Poesia

è sempre un bacio


bininuova12

è sempre un bacio a lungo preparato

che prende strade che portano a ricordi.

Un bacio

il punto zero del mio primo ardire

più impulso necessario e giovanile

dove i soggetti sembrano sospiri.

Poi quello vero della prima amante,

quello più tardo mentre parte un treno

un bacio tronfio pieno d’egoismo,

che sfiora come a dir che si sfiorisce

senza che prima sia mai stato in boccio

e un bacio tardo chiuso tra due rughe.

— 

Qualsiasi bacio presto deteriora

e ancor più presto cade dalle labbra,

non c’è ricordo che possa trattenerlo,

perché il ricordo manca del sapore,

manca di premesse e conseguenze.

 —

Il bacio è indipendente dall’amore,

sa d’infinito, precede la passione

la sviluppa, ne offre spiegazione.

— 

Un bacio sfuma in quello che prepara

è raro che sia solo circoscritto

veleggia a pochi centimetri dal corpo

sa d’espansione e di soddisfazione.

— 

Poi vi diranno che tutto questo è falso,

che un bacio è un bacio, solamente un bacio…

Io per me stesso non me li ricordo,

forse invecchiando il tempo sintetizza,

va al nocciolo di tutti i contenuti,

cala dalle labbra e ferma il cuore,

è sempre un bacio quello che ti uccide.

— 

Io per me stesso sono fermo al primo,

che è sempre quello che ancora non ho dato

a quel gioiello che mi vive accanto.

Abner Rossi


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Poesia

Distanze e abissi


bininuova11

So che non sai veramente chi sono

ed io ti ho persa in un ieri distratto.

Siamo tutti stranieri, oltre il confine

di un’intimità illusoria.

.

Emigriamo da noi stessi

con abiti omologati e maschere improbabili

usando per vizio modalità scadute.

.

Siamo tutti uguali e tutti distanti,

chiusi in bolle di sapone individuali

dove ognuno è quel che crede d’essere

sporcando di inutilità la verità dei sensi.

.

La distanza, che pare successo,

la fanno gli abbracci non dati,

i baci evitati, le carezze stereotipate,

quella rete di suggestive parole

stesa con cura e con perfetta finzione.

.

Pur sapendo del breve percorso obbligato

siamo felici mentre ci adoriamo l’un l’altra

con rituali di competizione e falsa nobiltà.

.  

Abner Rossi (giugno 2021).

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Poesia

Del mio volare basso e delle sfide


Falco pecchiaiolo

Non fosse stato per quel falco campagnolo

o se a sei anni già non lo invidiassi,

di certo oggi sarei quel vecchio saggio

con barba bianca e modi da signore.

.

Sarei rimasto un vascello da varare

legato al molo da regole precise.

.

Di quel falco con la coda nera

amavo i lunghi fischi del suo arrivo,

i voli in cerchio, le picchiate improvvise,

il suo virare in alto e poi sparire.

.

Lo trovavo un po’ presenzialista,

un presuntuoso che spadroneggiava,

probabilmente un grande idealista

che credeva nelle proprie convinzioni

o forse solamente un narcisista

che si specchiava negli occhi delle prede.

.

Nonostante i giochi di bambino

passavo ore con il naso in alto

e quando non veniva ho anche pianto,

c’era un qualcosa che mi affascinava

nel suo modo di essere nel mondo.

.

Forse

il volo solitario e silenzioso,

l’arrivare nel vento senza alcun preavviso,

la sua eleganza, la sua lunga vista, l’appetito,

il suo volare in quota più di altri.

.

La volontà, la passione, l’immediatezza

e la vertigine continua del cercare,

come unico scopo della vita.

.

Abner Rossi

martedì 1° Giugno dicembre 2021.