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Poesia

Delle mosche


L'uomo di spalle

Alla mia età

anche le trasparenze sono opache

come vetri sporcati dalle mosche.

.

E le parole suonano stonate

per l’uso improprio che ne viene fatto.

Amore? Si sa cosa vuol dire veramente?

Sembra un ideale arrugginito, spento

rubato a Dei romantici defunti,

che stride come chiave che non apre,

come un dire qualcosa che non vive.

.

Onore? Per favore passiamo a qualcos’altro!

Era un valore, adesso è una vergogna.

.

Poesia? Quale?

Quella di poeti saltimbanchi,

maestri nel citare il proprio cazzo

che vedono grande solo nello specchio

e in metafore, paragoni, raffronti,

parallelismi che sembrano innocenti.

.

E adesso?

Dove portare a spasso la mia penna,

femmina fino all’ultima goccia del suo

inchiostro?

.

Dove mi trovo vedo solo niente,

un niente messo bene, reso bello,

come copia di un cielo senza nubi,

come foto

di un fiore in boccio che non sboccia mai,

come un volto

che vive eterno e non conquista rughe.

.

Abner Rossi (sabato 9 ottobre 2021)

(riscrittura e aggiornamento di una precedente poesia)

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Poesia

Intimo autunno


Si riconosce l’autunno

dai sorrisi affrettati di persone in ritardo,

dal vento leggero che salta improvviso

da scampoli estivi e anticipi d’inverno.

.

Si riconosce l’autunno

dal sole caldo che improvviso s’annebbia

dal fatto che piove col cielo sereno.

Non fa promesse l’autunno

è onesto e modesto l’autunno

raramente va sopra le righe

propone attenzione, rallenta.

.

Come se sapesse che cosa vien dopo

per abitudine, prassi, consuetudine.

È un mese di uova l’autunno

di messa a dimora, di ali partenti

di piccoli bocci in attesa, di figli voluti.

.

I poeti saccenti parlan di foglie morenti,

non guardano bene, son spesso distratti

non vogliono sapere che autunno prepara,

ripara ciò che l’estate ha distrutto.

.

Anche in amore raccoglie, si apparta, avvicina,

fa  degli abbracci un’intima storia segreta.

.

Abner Rossi (giovedì 7 ottobre 2021)  

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Poesia

Nous deux


otto



Ces mots-là:

“Peut-être que je reviens ou peut-être que je m’en vais”
au passage des nuages bas sur la lune
ainsi que des amants que la hâte emmène,
la houle qui bat sur le sable et après le quitte
en passant sur les traces precedentes.

Deux amants adultes
qui regardent leur amour s’user
comme des spectateurs un peu surpris et fatigués
quand c’est le silence qui dicte ses lois
et on renonce en prenant des chemins different, lentement
grâce à deux versions de la même fin
et beaucoup d’amour reduit à un faux sourire.

Nous reverrons-nous? Nous aimerons-nous encore ?
Seulement pour nous blesser encore, inutilement,
par ces mots-là:

“ Peut-être que je reviens ou peut-être que je m’en vais”
avec cette lune-là, les nuages, la mer, le rien

enfermé dans les poings et serré entre les lèvres.

—-

Fiorenza Dal Corso – Abner Rossi

Martedì 28 settembre 2021

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Poesia

Mettersi a vivere


Non ho in tasca nessun se

né alcuna fottuta ipotesi

eppure sono utili, più che utili.

Si costruiscono regni, ponti,

ferrovie rapide, scalate, nobiltà,

tetti precedenti alle fondamenta.

.

Qualche anno fa, tanti anni fa

gettavo i se davanti ai miei passi

sprecandoli perché inutili, pensavo,

intanto su di essi costruivo imperi,

storie sempre affascinanti, mai povere.

La loro dolcezza mi colpiva, marzapane!

.

Sulle ipotesi ero molto più cauto

mi sembravano più complesse, pesanti,

un’ipotesi ha più sfaccettature faticose,

fatte di golfi, insenature, giardini pensili,

sfasature di tempo e modo, scalinate.

Le ipotesi non si realizzano, si ingoiano.

.

Ogni incontro d’amore era luci e ribalte

mandarini dolcissimi, cieli di rosse albe

e, soprattutto, mai nessuna delusione.

Lo sai bene tu, che ti affacciavi la sera

dalla tua ipotesi di finestra di fronte

troppo tardi per un saluto al tramonto.

.

Lentamente ho dovuto mettermi a vivere

Entrare dal cancello, salire qualche gradino,

aprire la porta di casa. Amoreee! Dove sei?

Nessuna risposta, solo una filastrocca

sempre la solita ogni sera, il letto freddo,

domattina smetto, cambio metodo, vado!

.

Abner Rossi (lunedì 27 settembre 2021)

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Poesia

L’Olimpo dell’inutile


finestre con scuri del 1600

A volte vado a capo troppo presto,

altre metto un punto e poi mi scordo

le storie che respiro e sto vivendo

mentre cammino non so bene quando.

.

Per esser chiaro, non mi importa molto

se discretamente sto invecchiando.

Sto volentieri a perdere del tempo

girando intorno come ad ascoltare

i suoni, i passerotti e le cornacchie,

 il fiore nuovo che sboccia là sull’erba.

.

Dicono che dovrei bere molta acqua

meglio camminarci sopra anziché berla

è impossibile scrivere qualcosa del buono

senza un bicchier di vino proprio accanto.

.

Mi sono ubriacato qualche volta

per festeggiare vittorie e fallimenti

ma preferisco farmi di sorrisi

dei tuoi, ad esempio, prima di un bacio.

.

Mi piace bere spesso

succo di ipotesi fermentate

e miliardi di ricordi ancor non pronti

ma dopo aver scritto altre poesie

inutili, caduche si, malsane anche,

ma sempre e totalmente innamorate.

.   

Abner Rossi (25 settembre 2021)