Così bella ai miei occhi


Le mie mani

intorno alle strade dei tuoi capelli

per preparare un bacio,

poi sulle tue guance lisce.

 

Le parole degli occhi

così antiche e rituali

da non avere voce,

l’avvicinarsi del desiderio

fatto solo di pelle

eppure profondo da scuoterci.

 

L’essere per essere domani,

il trasmettersi uno nell’altra

come di festa per due metà.

 

Troppo semplice creder solo amore

questa notte di miracolo,

questa abitudine grandiosa

del volerti, prima di tutto,

del sangue che vola e corre,

della frequenza urlata del respiro

del perdersi

nella morte provvisoria

che ci regaliamo per rinascere.

 

So che non vorrei nessun’altra

qui distesa, mentre mi infiammo

e mi spengo.

 

Abner Rossi

4 maggio 2016

donna

 

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Dovrebbe l’amore


Nel dondolare incerto

di un vino notturno,

al vento di ciò che dovrebbe,

che ostinazione vorrebbe

e non è.

 

Su un angolo di variabili

probabilmente confuse,

mano per mano alla casualità,

stanco di ogni affermazione

e perciò gridando i miei no

senza indirizzo.

 

Osservando le scomparse

e le apparenze come fasulle,

le virgole di un discorso

dal grido giovane

all’anziano sussurro,

per scriverlo domani

al fuoco di un giorno nuovo

già visto e trascorso.

 

Dovrebbe l’amore, mi dico!

Ma anche questo è già stato.

 

Abner Rossi 30 aprile 2016

abner-notte  

Scriverti nuda come sei


Eccoti qua
bella come un’alba che respira
(dopo una notte da dimenticare),
come un ricordo che lascia cicatrici,
come la mia donna quando incanta.

Eccomi qua
a scrivere ciò che a volte mi sussurri
ed altre gridi per quanto sono sordo.

Fossi più serio non ti scriverei
ti lascerei laggiù dove sei nata
dove il mio caos impera e tira vento,
dove non mi è permesso d’arrivare,
dove tutto è ridicolo al confronto.

Fossi più serio ti cancellerei !

Abner Rossi
martedì 26 aprile 2016

abner

Come esca per farfalle


Volate via,
come per farfalle l’esca.
A far maggio un pensiero
scivola e poi spegne.

Cosa mi dice di se?
Si abbassa la notte
e si compie, d’illusioni
intinta. Sabbia da fango,
peregrinazioni per millenni
e poi polvere d’uomo.

Fin qui di storie, suoni,
di penna il fruscio su carta,
poeti e filosofi immersi
fino al collo in ipotesi
di quando e di come redenta
una macchiata specie…fu.

Figli!

Fate che non sia inutile il futuro!

—-

Abner Rossi.
26 aprile 2016

vecchio

E’ per me


 

E’ per me

questa pulizia del cielo d’alba,


questo nascondersi delle nubi,


questo rapido apparir di colline


azzurrognole di sfumature.

 

Sembrano per me tutti i suoi suoni,


dai cinguettii al rumore di città


come incerta se svegliarsi.

 

Sembra fatta per me 


la resistenza della trasparente caligine


che non riesce ad essere nebbia,


il salire lento dei fumi d’uomo,

i sogni che escono dalle finestre

in cerca di libertà.

 

E’ sicuramente per me


la guerra che si rinnova a quest’ora


tra nuove voglie e i troppi ricordi,

tra desiderio e l’abitudine alle delusioni.

 

Ed è anche per me

il peso di una felicità possibile

troppo incerta per conquistarmi.

 

Abner©Rossi

(11 aprile 2016)

Ferma è la sera


 

Ferma è la sera

pesante quel che basta a soffocare

e piena, intrisa di quel niente

che consuma e cancella.

Ferma è la sera

persa in addizioni fallite,

in strade al ribasso,

forse in vuoti

così poco seducenti

da preferire il guardarsi le spalle,

indietro, di nuovo e ancora.

Ferma è la sera

dove tutto dovrebbe e non è.

Aspettare? Che altro posso?

Non arriva più

quel soffio del giovane vento

zeppo di luci e promesse

Abner©Rossi (9 aprile 2016)

ombre

Stasera più di sempre


Non sei un pensiero fisso

ma ti cerco spesso,

stasera più di sempre,

non capisco.

— 

E non ti troverò,

non questa sera, non qui,

non a queste latitudini mentali,

forse nemmeno nel resto di questa vita.

 —

Certo

non ti troverò nel girovagare

inquieto di un sentimento

di abbandono.

 —

Tu abiti e vivi in spazi diversi,

ed io non sono in grado

di pensarti,

nemmeno come un ricordo.

 —

Vedi amore mio,

si può essere abbandonati

anche se nessuno ti abbandona.

 —

Si può essere abbandonati

solo per la ferma convinzione

assoluta, fredda, certa,

della insensatezza di una storia

per la quale non ero pronto.

 —

Più facile cercarti sulla mia pelle,

dove hai lasciato orme, tracce e passi,

intere geografie e memorie.

 —

Ecco, si! Sul mio corpo

dove hai scritto incancellabili

parole di fuoco,

con il tuo linguaggio salato

di oceano donna,

di femminilità pura e feroce.

 —

Sul mio corpo dove hai dipinto

sulla tela della complicità

con colori smaglianti e forti…

e l’hai resa anima.

 —

Sono senza alcun riparo sicuro

dove so di aspettare senza pace

una nuova cicatrice,

una tua frase da aggiungere

al mio essere prima di tutto corpo.

 —

E ti cerco.

===

Abner Rossi (8 aprile 2016)

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