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Poesia

Foto d’insieme


Percorro

dalla luce colorata al bianco e nero,

come da ora e qui

al distante nel tempo

che possiedo e contengo.

 

Sto in piedi su attimi

per contare tutti quei giorni

che non sapevano

di essere stati solo virgole

tra due parole o due eredità,

tra due amori, tanti sguardi diversi,

due ipotesi e molte vite vissute.

 

INFINE

accettando tutta la realtà

che si è affermata,

volessi o meno amarla.

 

Abner Rossi

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Poesia

I fiori fioriti


La sfida è trovare parole

che abbiano corpo,

muscoli, sangue ed intenzione.

 

La sfida è trovare qualcosa

che vada lontano,

profondo e vitale, sincero,

onesto e diverso davvero.

 

Non è l’anima quello che cerco:

quella la lascio ai poeti,

alle loro fughe irreali,

ai loro ideali grandiosi e fumosi,

ai loro fiori fioriti

che sembrano pietre pesanti

che hanno rubato i colori.

 

Io cerco energia

che cova, poi esplode e rinasce.

 

Io cerco l’orgoglio

delle mie radici mai sazie.

 

Io cerco la pianta

che coglie speranza del gelo notturno,

che vive sottoterra nel buio

poi coglie il momento e si alza.

 

Spinge le proprie radici

ciba di succo eterno le api

sparge nel mondo le figlie.

 

Infine io cerco poesia

che muore di bocca in bocca

brucia

e quando è pronta rinasce.

 

Abner Rossi (25 maggio 2020)

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Mosche e altre piccole bestie


Alla mia età

anche le trasparenze sono opache

come vetri sporcati dalle mosche.

Le parole che leggo suonano stonate

per l’uso improprio che ne viene fatto.

 

Amore? Cos’è, cosa vuol dire?

Sembra un ideale arrugginito

rubato a dei romantici defunti,

che stride come chiave che non apre,

come una frase ormai dimenticata.

 

Onore? Passiamo ad altro, per favore!

Era un valore di cui ci si vergogna.

 

Poesia? Quale?

Quella di poeti saltimbanchi,

maestri nel citare il proprio ego

che vedono riflesso nello specchio

scritto con metafore, paragoni, raffronti,

parallelismi gettati su dei fogli?

 

E adesso?

Dove portare a spasso la mia penna

femmina, fino all’ultima goccia del suo

inchiostro?

 

Dove mi trovo vedo solo niente,

un niente messo bene, reso bello

come la copia…

inutile

di un cielo colorato e senza nubi,

come la foto…

inutile

di un fiore in boccio che non muore mai,

come un volto…

inutile

rifatto molte volte e quasi eterno

e, soprattutto, che non vuole rughe.

 

Abner Rossi

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Poesia

E’ semplice morir della tua pelle.


Un desiderio?

Fossi un antico poeta,

direi che vorrei berti,

berti in un cristallo d’ eleganza,

sorseggiare dei tuoi capelli la fragranza,

spostarmi lentamente alle tue labbra

come farfalla

quando si sazia nella sua campagna.

 

Fossi chi sono oggi, solo un vecchio,

che non sopporta nessuna nostalgia,

confesserei che ho voglia!

 

Voglia di sole, della tua pelle calda,

di quei misteri che non mi racconti,

di quanto bella sei nel far d’amore,

di quel qualcosa che parte e non ritorna.

 

Un atto senza alcuna spiegazione,

un mito, un dogma, un semplice morire

come si sale al cielo e poi si cade,

per un uomo fortunato che si perde

e che l’averti, infine, ha trasformato.

 

Possedessi un futuro?

Vorrei tenerti stretta tra le braccia

danzare giorno e notte all’infinito,

cancellare questi versi ridondanti,

togliermi tutto il barocco dai pensieri,

andare al sodo come mi hai insegnato,

darti il meglio di me anche se è poco,

ubriacarmi con il tuo sorriso,

dare di matto, ridere scherzare.

 

Abner Rossi

Dipinto di Giampiero Bini
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Poesia Poetry Teatro

Ipotizzando dicembre


Un ideale di luci leggere

in un giorno qualsiasi,

forse un dicembre antico

dai giorni brevi e bui,

quando il freddo accende

gelo in zirconi cristallini

e brividi lunghi

 

Tempo dal pensiero rarefatto,

concentrato in secondi,

echi di suoni lontani, persi,

tra rovi di mani ossute

protese verso l’alto.

 

Ammetto un’ipotesi di sedia,

in questa casa che guardo

e non capisco.

 

Dei passi insulsi, casuali,

verso un ponente di vino

secco nel bicchiere.

 

Resiste un nome, il tuo,

le ante semi aperte di un armadio,

il mio silenzio, un porco calendario.

 

Abner Rossi