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Poesia Teatro

Semplicemente passione


 

Non amo correre

dietro al tempo inventato,

né con la fretta dell’odierno niente.

 

Il non vero mi spegne

come il rumore orizzontale

della vita che striscia falsa

senza mai impennarsi e nitrire.

 

Non ho prototipi esistenziali.

 

Mi intristiscono tutti i luoghi comuni:

il sole che si leva all’alba per salutare

o le lune che si fanno piene

per quelle coppie di innamorati

che non hanno nient’altro da dirsi.

 

Per conto mio

darei un anno di sogni

per farne uno tra le tue braccia

nelle nostre lunghe notti sudate

per le fiamme improvvise che ci accendono

in luoghi imprevisti e dipinti di futuro.

 

Per conto mio

chiamo desiderio il desiderio,

e miseria il confine con la disperazione,

coraggio quello dei comuni mortali

soffocati dalle continue emergenze

eppure più vivi di qualsiasi declamatore.

 

Non mi piacciono le parole circolari

che non dicono, ma alludono,

quelle parole circoncise alla nascita,

quelle impotenti che fingono erezione,

quelle che sono linde e pulite

come due mani che non hanno dita.

 

Non sono mai riuscito a non bagnarmi

delle piogge della vita, né per le lacrime.

 

Per quanto abbia cercato di ripararmi

il vento mi ha sempre raggiunto,

i colori mi hanno sempre macchiato

e tra questi soprattutto il bianco,

come colore ormai dominante

della mia giovane età.

 

Qualcuno sa come si fa ad invecchiare?

 

Ho inforcato tardi gli occhiali

convinto di essere intelligente abbastanza

per vedere e discriminare.

 

Naturalmente sbagliavo e ancora sbaglio.

 

Mi sento come un errore non corretto

e di questo, soprattutto di questo,

vado orgoglioso, insieme ai rossori

che la mia inguaribile idiozia,

che chiamo semplicemente passione,

ancora mi provoca.

 

Abner Rossi

13 giugno 2014

poesia depositata siae

Abner Rossi
Abner Rossi

 

 

 

 

 

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Poesia Teatro

Questo amore


 

Questo inarrestabile amore

che trasgredisce all’età

al pensiero, alla mia forza.

 

Incredibile come rosa canina

che tradisce la siepe e gli sterpi

fiorendo come orchidea al sole.

 

Dal basso dove è nato

scorre salendo per intensità

in cieli di lenzuoli sudati,

e baci, baci, baci.

 

Non oso dargli un nome

per non trasformarlo in sogno.

 

Mi basta il respiro che ascolto

mentre ti accarezzo l’anima

e piango.

 

Abner Rossi

28 aprile 2014

poesia depositata siae

abner5

 

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Come l’acqua dell’Arno


Come l’acqua dell’Arno

 

Passa di goccia in goccia

un’umida giornata fiorentina.

 

Difficile il trascorrere del tempo

quando si accentua il rifiuto di dormire

preso da assenze che sono sempre

sveglie.

 

Come l’Arno,

vivo aspettando che l’acqua si colori

di quel marrone chiaro color fango

del ribollire di idee che corron via

del legno marcio che batte contro i ponti

dei miei ricordi quando fanno male.

 

Non è la piena che mi fa paura,

ma l’acqua quando è poca e si ristagna,

quando è viva per intero la rinuncia

come stasera che non ho parole.

 

Mi basterebbe un canto, una lacrima,

un lampo, una virgola e un punto,

una storia banale, un cancellato amore

o forse solo nuova nostalgia.

 

Nemmeno il vino può farmi compagnia.

 

Abner Rossi.

1° febbraio 2014

Poesia depositata

nubifragio-firenze

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Poesia Teatro

A far mattina fingendo che sia notte


A far mattina fingendo che sia notte

Ombre trasparenti di noia

occhi velati che, per fortuna,

non vedono lontano. Si tacciono

assediati passati e futuri. Spingono

le facce dei molti che furono qui,

trasfigurate e liquide, nel presente

dalla mia scarsa memoria.

Su tutte tu, splendida assente,

storia e geografia della mia vita,

forse bussola e a un tempo orizzonte

intimo punto di inizio di una retta

che non si è mai protratta all’infinito.

Solo questo vedo…e vedrò

potessero passare mille anni.

Abner Rossi

10 gennaio 2014

Copyright©2014/gennaio

donna

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Poesia

Stop (per amore)


Stop

(per amore)

 

Costrinsi le mie lacrime

nell’attesa di giorni

più adatti alla sincerità.

 

Poi rincorsi affamato la mia felicità

che non incrociai mai più.

 

Tacendomi il dolore

finsi uno scopo, attraversai romanzi

e racconti, finzioni, fotocopie di amori.

 

Poi chiusi tutto quello

che non si sarebbe mai aperto.

 

Mi raccontai di una partenza

dalla quale, solo adesso scopro,

non sarei mai tornato.

 

Il resto è invenzione.

 

Abner Rossi,

24 dicembre 2013

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