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Poesia

Della leggerezza


aquilone2

Quegli antichi aquiloni

di carta pesante, spesso di giornale…

sarebbe servito vento grosso a spingerli

o un cielo più vicino alla mia voglia

lo stesso cielo per quei sogni in erba,

che due piccole mani non sapevano

come non farli cadere, sbattere a terra,

guidarli in salita ben oltre i cipressi

lontano da casa o lontano dai grandi

che per la leggerezza non avevano passione,

né cuore.

Si ha un bel scrivere, come fosse semplice

scordarsi di un lontano volo

e di un pericoloso atterraggio,

quando lo vedi ripetersi casuale e incerto

ad ogni angolo, ad ogni strettoia..

Abner Rossi 12 aprile 2021

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Poesia

Meglio se con la luna


L’arte di scomporre l’anima 

in diversi transiti e rune e suoni

modi  tempi e luoghi d’ogni tipo

recuperarne i fili più vissuti all’aria

e meno dove anima è luogo comune

vissuta in parole per credenza

o per parvenza poetica letteraria

animistica.

 

Recuperarne dunque i fili

per nuove tessiture che si adeguino

e adattino coerentemente ai figli dei figli

e tra questi ai minori per nascita e fortune

ai passi futuri agli artefici artigiani

ai grandi e puliti sogni di oltre confine..

 

Può esser fatto ovunque 

persino sotto un ponte di legno,

di pietre e fango, cemento, di barche,

di mani una nell’altra all’infinito.

 

Può esser fatto ti dico

in mare, nel deserto, cielo,

di notte, giorno, al crepuscolo, 

sotto un fico con cane e pecore,

nello studio di un commercialista 

a cavallo in campagna, sopra o sotto le scale

sopra o sotto a una donna

meglio se amata da un po’ di tempo

tanto per non essere estranei.

 

Può esser fatto da giovane

prima o subito dopo i primi peli

o da vecchio anche poco prima del finale

dell’ultima recita quando non vedi l’ora

che qualcuno diverso da te, spenga i fari.

Può esser fatto e non è importante

che sia notte o che ci sia una bella luna

però se è notte e c’è una giallastra luna piena

meglio!

 

Abner Rossi (mercoledì 17 marzo)

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Poesia

Come per dire e non dire


Dentro gli occhi rugiada

poco prima di nasconderti appena

ad una qualsiasi interpretazione

come per dire e non dire.

Forse per un linguaggio nuovo

mentre ti distanzi da un abbraccio

che ha il limite del generico

e della abitudine amorosa.

So che le parole non bastano più

e sono più i silenzi che parlano

i gesti, i passi, l’andare a caso

o la scelta insincera di una strada

quale essa sia o non sia, sbagliata forse.

O giusta o dritta o maestosa o nostra.

In questi anni

molte vie del nuovo sono chiuse

comprese quelle del cuore,  

quand’esso si fa rima consumata.

Forse potremmo aprire ogni finestra

fare di tutto come si fa per andar via

e poi tornare ancora innamorati.

 

Abner Rossi

(scrittore, poeta)

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le doppie presunzioni


Vattela a pesca amore

perché sei qui come del resto anch’io

fossimo stati saggi non dovevamo

è stato un appuntamento preso al buio

di quelli che si prendono per fare

come per fingere interesse

sperando già di non vederli accadere.

 

Abbiamo forzato il destino 

voluto sfidare in cinismo il caso 

trascurare ciò che sapevamo già 

dipingere le lacrime di rossetto 

come fossero milioni di baci futuri

senza scadenza e certificato di garanzia.

 

Come giustificare oggi quell’errore

dovuto alla nostra comune miopia

versata in sentimenti acerbi quanto dolci?

 

Come dare motivo a quella ubriacatura

notturna e diurna, proprio noi così sobri!

Quali parole per quel senso di onnipotenza

rovinoso quanto quel tu e io dipinto negl’occhi? 

 

Due intelligenze prese a calci per stare insieme,

con figli e parenti e casa in comune e letto

quartiere città regione nazione continente

ed anche qualche raro arcobaleno

dopo le nostre brevi burrasche e silenzi.

 

Sarà veramente complicato dare conto

delle nostre due instancabili stupidità

e di tutte le nostre amorose presunzioni

soprattutto adesso mentre cerchiamo di sfiorire

ognuno per suo conto e insieme

senza, inguaribili, riuscirci mai completamente.

 

BACIAMI !!

 

Abner Rossi (lunedì 15 marzo 2021)

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Poesia

A dovuta distanza


Scrivo di quelle certezze digiune

che non aggiungono un fiato o un passo 

a quel tutto infantile, alla rivincita,

alle continue solitudini affollate.

 

Scrivo della fame, di quel sogno primario

dei filtri che riducono a poche e strette

le infinite pseudo possibilità umane

che urlano di promesse ben colorate.

 

Dico di centinaia di rovi che graffiano

ogni desiderio ferendolo a morte

ben prima di averlo davvero desiderato

nascondendolo dietro un arcobaleno

solo visibile a dovuta distanza…

 

Si, c’è amore in tutta la mia corsa di gambero

in tutti quei tempi che ho attraversato

mentre soccombevano sparendo

dietro curve a gomito,

ma ancora oggi non so dove dirigermi.

 

Abner Rossi (sabato 13 Marzo 2021)