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Poesia

Come per dire e non dire


Dentro gli occhi rugiada

poco prima di nasconderti appena

ad una qualsiasi interpretazione

come per dire e non dire.

Forse per un linguaggio nuovo

mentre ti distanzi da un abbraccio

che ha il limite del generico

e della abitudine amorosa.

So che le parole non bastano più

e sono più i silenzi che parlano

i gesti, i passi, l’andare a caso

o la scelta insincera di una strada

quale essa sia o non sia, sbagliata forse.

O giusta o dritta o maestosa o nostra.

In questi anni

molte vie del nuovo sono chiuse

comprese quelle del cuore,  

quand’esso si fa rima consumata.

Forse potremmo aprire ogni finestra

fare di tutto come si fa per andar via

e poi tornare ancora innamorati.

 

Abner Rossi

(scrittore, poeta)

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Poesia

le doppie presunzioni


Vattela a pesca amore

perché sei qui come del resto anch’io

fossimo stati saggi non dovevamo

è stato un appuntamento preso al buio

di quelli che si prendono per fare

come per fingere interesse

sperando già di non vederli accadere.

 

Abbiamo forzato il destino 

voluto sfidare in cinismo il caso 

trascurare ciò che sapevamo già 

dipingere le lacrime di rossetto 

come fossero milioni di baci futuri

senza scadenza e certificato di garanzia.

 

Come giustificare oggi quell’errore

dovuto alla nostra comune miopia

versata in sentimenti acerbi quanto dolci?

 

Come dare motivo a quella ubriacatura

notturna e diurna, proprio noi così sobri!

Quali parole per quel senso di onnipotenza

rovinoso quanto quel tu e io dipinto negl’occhi? 

 

Due intelligenze prese a calci per stare insieme,

con figli e parenti e casa in comune e letto

quartiere città regione nazione continente

ed anche qualche raro arcobaleno

dopo le nostre brevi burrasche e silenzi.

 

Sarà veramente complicato dare conto

delle nostre due instancabili stupidità

e di tutte le nostre amorose presunzioni

soprattutto adesso mentre cerchiamo di sfiorire

ognuno per suo conto e insieme

senza, inguaribili, riuscirci mai completamente.

 

BACIAMI !!

 

Abner Rossi (lunedì 15 marzo 2021)

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Poesia

A dovuta distanza


Scrivo di quelle certezze digiune

che non aggiungono un fiato o un passo 

a quel tutto infantile, alla rivincita,

alle continue solitudini affollate.

 

Scrivo della fame, di quel sogno primario

dei filtri che riducono a poche e strette

le infinite pseudo possibilità umane

che urlano di promesse ben colorate.

 

Dico di centinaia di rovi che graffiano

ogni desiderio ferendolo a morte

ben prima di averlo davvero desiderato

nascondendolo dietro un arcobaleno

solo visibile a dovuta distanza…

 

Si, c’è amore in tutta la mia corsa di gambero

in tutti quei tempi che ho attraversato

mentre soccombevano sparendo

dietro curve a gomito,

ma ancora oggi non so dove dirigermi.

 

Abner Rossi (sabato 13 Marzo 2021)    

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Suoni


Ho ascoltato i suoni

di un bosco preso dal vento,

quelli del forte libeccio alle vele, 

i suoni di una tempesta di sabbia, 

e del ghiaccio che si spezza.

I suoni di passi stanchi sulla neve, 

i passi di un esercito  

che raggiunge la battaglia

quelli degli sconfitti feriti

e quelli, molto simili, dei vincitori.

Ho dentro

i suoni della risacca costante

che frusta gli scogli o li bacia.

I suoni di una vita che cessa,

quelli delle false parole

e delle parole più giuste.

Ho ascoltato i suoni

della memoria e dei ricordi,

dei molti e diversi respiri d’amore.

 

Ma nessun suono somiglia

a quell’attimo di pausa assoluta,

come d’incontro tra regni diversi,

della nascita dal primo gridare di vita.

 

Abner Rossi

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Poesia

Come se lo avessimo ancora


Ed era il coraggio di allora

quella dote innata, temeraria,

delle fughe per trovare il blu scuro

delle notti più intense e lunghe

senza tutte quelle lune becere

così amate dai poeti conclusi.

 

Era Madrid, Pola o quel Paese

con più marciapiedi che torri e Chiese

dove gli abbandonati siedono

con alcolici rituali di perdono e oblio?

 

E tu chi sei?

 

Non lo so e comunque non è bene

ricordare tutte le porte ormai chiuse

i radi capelli che sono lì a dar conto

di quel poco o tanto perso per strada.

 

Non è bene la liquidità degli anni veloci

e quel benessere dei passi a ritroso.

 

Dovremmo prima o poi, se ci fosse tempo

dovremmo, se quel passato allora

fosse ancora vivo adesso.

 

Abner©Rossi