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Poesia

Quel qualcosa di altro


10 ottobre
dipinto del Pittore Giampiero Bini

A volte, ma sempre più spesso

mi serve saperlo da te

se sono o non sono

se volo, se resto, se parto o ritorno.

 

Quando, per farti un esempio,

le parole stridono all’angolo

del non detto, non voluto, ma bello

o rimangono oltre non so bene cosa.

 

Mi serve saperlo da te

se sono un giardino in collina

oppure qualcosa di strano per te

che cammina per te e da te si allontana.

 

Mi serve sapere da te…

 

l’ora del giorno, se ho sete, se ho sonno

e sei te che io bevo, sei te che io dormo

è per te che non trovo le giuste parole

e quando le trovo è da solo che parlo di te.

 

È da te che ricavo il mio nome e l’età

come sillabandoti in baci bugiardi

per quel troppo desiderio poco tenero

mentre è a te che io chiedo i colori del sogno.

 

Mi serve saperlo da te

se sono o non sono, chi sono

se volo, se resto, se parto o ritorno.

se vedo, se corro, se ancora ti amo.

 

Ma non sto parlando d’amore

A quello non credo, quello è qualcosa di altro.

 

Abner Rossi – giovedì 15 aprile 2021.  

 

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La gioia


L’ho presa in gocce, per bocca

come fosse una cura, area aperta,

vento, pioggia, eco di monte,

altro di forte che dal sogno viene

e ferma il tempo.

Se è tra le dita spesso è fine sabbia

e nessun pugno la potrà tenere

andrà lontana anche da se stessa

e spegnerà finestre ed i colori.

Nasce soltanto nelle mani aperte,

apre la terra come fosse grano

muove il sangue anche in pieno inverno,

ride, mentre t’apre gli occhi al Paradiso.

Muove, va avanti, cresce,

e quasi sempre ama e poi fiorisce.

 

Abner Rossi, venerdì 29 gennaio 2021 (proprietà riservata)

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Poesia

Anche in una lacrima!


Poesia dedicata alla giornata della memoria

 

So già cosa sarò la prossima volta

si tratterà solo di abituarsi al nuovo,

forse mi basterà una notte per esserlo

o tre secoli potrebbero essere pochi.

 

L’importante sarà stare sul filo del tempo

in bilico oscillando per nuovi equilibri

ed unendo luoghi mai neppure sognati,

lontani prima di allora.

 

Si potrà avventurarsi su tutte le rive,

nuotare anche in una lacrima

e far di lei una goccia

mentre decide amorosamente del  suo futuro

se poggiarsi a terra o tornare vapore.

 

E potrai, potranno, potrò finalmente

tutti insieme fratelli, dipingere di libertà

le nostre case e le facce.

 

Abner Rossi

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Ephémères


La Professoressa Fiorenza Dal Corso

traduce “le effimere” di Abner Rossi

Nous avons vu de grandes forêts
de bouleaux au vent et des feuilles amoureuses.
Parfois des déserts desséchés
et de distants cimetières d’éléphants.
 
Nous nous sommes perdus en de multiples idéologies,
en  modes de vie, en façons d’être,
en valeurs d’héritages guerriers.
 

Nous avons créé et effacé intelligences et savoirs,
oublié pour oublier
jusqu’à être la nouveauté la plus vieillie
et périmée.
 
Quelques uns diraient que nous avons renoncé
même au semblant de cette humanité
qui devrait conduire à des pas nobles.
 
D’autres, plus religieux que moi,
affirmeraient que nous sommes non-âmes
en transhumance lente et obsessive
en direction du rien.
                                                
Je sens que nous avons mérité
notre billet aller-retour
et rien ne nous a jamais été donné.
 
Je sens
que nous voyageons vers le soleil
immergés dans les ombres contradictories

d’une souche faite pour voler
qui ne se souvient pas d’avoir des ailes.
 

Pour le meilleur et pour le pire, je crois,
nous sommes en voyage.

Fiorenza Dal Corso – Abner Rossi (10 gennaio 2021)

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per non disturbare


In realtà non sono mai partito

e anche se non guardi sono accanto. 

Sto solo in disparte,

ho chiuso con immagini e apparenze,

sono uscito di scena, mi sono allontanato

dal rumore assordante della gente

che scrive, parla e raramente ama,

ma puoi chiamarmi solo con un cenno

e uscirò da sotto il tuo cuscino,

da un angolo nell’ombra

dietro le piante in fiore del tuo bosco.

 

Abner Rossi