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Poesia

Del mio andare


Osservo il tempo

con la mia indomita sufficienza

forse troppo ingenua o forse

simbolo di una resa quasi sincera.

.

Mi domando per dove io vada

in questa mia breve parentesi

e la meraviglia è l’unica risposta

che io riesca a trovare.

.

Abner Rossi (12 settembre 2021)

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Poesia Teatro

Leggerezza


Leggerezza

 

Si può sempre imparare a sfiorare

anziché pestare tutto intorno,

senza attenzione, senza intelligenza.

 

Si può sempre usare leggerezza,

dare un senso alla propria storia

che sia vissuta senza presunzione.

 

Solo così si apprezza la lezione

di ciò che sfila, passa e si consuma,

dei ricordi che guardano davanti

e, talvolta, si può fermare il tempo.

 

Tutto il contrario d’inutile saggezza.

 

Abner Rossi

civetta

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Poesia Teatro

Poi le ombre


Poi le ombre

 

E volano pensieri superando distanze

ad un’altezza decisa all’ultimo momento

e a misura degli ostacoli,

tra vita che scorre, storia,

fantasie, desideri, resistenze.

 

Volano al centro dell’unica lotta

che val la pena di essere vissuta:

quella tra l’essere quel che si è

e la caccia indomita e interminabile

per definirsi, superarsi…e perdersi.

 

Laddove la lotta si fa scontro interiore

teso a lasciare i gonfiori egocentrici

ed accettare la loro sostituzione

con l’unica miseria che redime:

la semplice umanità dell’esistente…

 

che brilla poco, ma accelera la mente.

 

Così, tra luci affievolite

e sconcertanti, incredibili silenzi

appaiono infine giustizia e comprensione.

Ed è luce dell’Io quella che vedi.

 

Poi le ombre.

IO

 

 

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Poesia

Il mio infinito


Il mio infinito

 

Il mio infinito prende poco spazio:

la distanza tra me e un tuo sorriso.

 

Insieme a te non guardo l’orizzonte,

mi fermo prima nel mare dei tuoi occhi.

 

Potrebbe finir qui questa poesia,

la storia media di un uomo innamorato,

ma come sai, niente di diverso

scalda il mio sangue, né mi passa in mente.

 

Mi piacerebbe che la nostra storia,

bella come una storia quando è bella,

godesse dei colori del silenzio,

di te e di me, senza nessuno intorno.

 

Non è di oggi questo mio bisogno!

 

Ci sono dei momenti nella vita,

in cui una storia decide per tuo conto,

diventa come un soggetto indipendente,

che porta lontano, ma comunque in alto,

quei “poveracci” dei due protagonisti.

 

Che posso farci se non ho la forza,

di far sì che un fiume di parole,

scenda a cascata e mi dilaghi dentro?

 

Che posso farci se anche la mia penna,

dimenticando il suo ruolo di strumento,

chiude il cappuccio e vive di silenzio?

 

Tutto si ferma, va oltre i confini conosciuti

in un bisogno (cercato a lungo)

di infinito amore!

 

Abner Rossi

albero

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Poesia

Minimal


Minimal

 

La porta è un po’ socchiusa,

accendo spesso la luce delle scale,

la cena è pronta da tempo

ed è già fredda.

 

Sto ascoltando ogni rumore

che segnali il tuo arrivo,

intanto aspetto, immagino,

arrossisco delle mie fantasie,

mi imbarazzo di me stesso

come un ragazzino di vent’anni.

 

Suona il telefono,

potresti anche essere tu

che non arrivi…non rispondo.

 

Prendo la giacca, spengo,

chiudo tutto, sbatto la porta

Esco.

 

Quando rientro trovo un biglietto:

hai aspettato un’ora che ti aprissi.

 

Son passati trent’anni

non ti ho più vista.

 

Abner Rossi

26 marzo 2013

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