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Poesia

Une dame agée


anziana

Souvent on va par habitude

de temps à autre la vie est un vice et un espoir

presque jamais un souffle apprécié, un embrassement,

quelque chose à saisir au vol.

Je le sais, on aime circoncire les rêves

les tenir enfermés, ensevelis, trahis,

submergés par mille mots non dits

ou dits aux dépens du rien .

Vous connaissez tous cette littérature

qui dit du mal en écrivant à elle-même, couronnée,

amenée dans des salons où le velours abonde

et où le dernier génie se loue et se regarde dans la glace.

L’écriture est une dame agée

qui passe son temps dans la rue

elle est vivante, combat, ne connaît pas de nobles escaliers

et sait bien que monter implique fatigue, sueur, anarchie.

Une pensée à transformer, biffer,

corriger, teindre des couleurs de la nuit

et de l’insomnie quand elle s’ouvre au matin,

si en plus il y a de la boue et du vent qui sonne

alors tout est parfait

et finalement la dame âgée prend son vol.

Abner Rossi – Fiorenza Dal Corso

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Poesia

Mozart – Symphony N°. 40 in G minor, K. 550


abner

Intorno il vento, un fiume, una striscia d’asfalto,

un vicino che spara musica al mio mal di testa.

fuori più lontano grattacieli boriosi d’altezza

e privi di qualsiasi pudore.

L’unico mio apprezzamento per questi loculi verticali

è che non vagano in mutande dal divano al bagno

e che non si scolano alcol per accettarsi.

Vi immaginate un grattacielo ubriaco

che si appoggia agli altri per mantenersi in piedi?

Dunque dicevo:

intorno il vento, un fiume, una striscia d’asfalto,

un vicino che spara musica al mio mal di testa.

Ed anche dei bimbi urlanti che per essere figli

dovrebbero avere madri e padri

e li hanno anche…

nelle pause tra una condanna e l’altra

una marchetta per l’affitto di casa,

spacciato per l’unico amore della vita.

Ecco, lo sapevo da ieri, sta piovendo!

Meglio, sapevo già che non mi sarei alzato.

Una delle tante Margherite che mi frequentano

sta facendo la doccia, vecchia ubriacona!

Poi si friggerà un uovo, l’ultimo. Verrà a baciarmi

e non la rivedrò, spero. Ieri sera voleva salvarmi

ora sta scappando. Spero lasci almeno le chiavi.

Tra questi pensieri il mio vicino è passato a Mozart

Symphony N°. 40 in G minor, K. 550

tanto per finire di uccidermi.

Abner Rossi 12 aprile 2021

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Poesia

Meglio se con la luna


L’arte di scomporre l’anima 

in diversi transiti e rune e suoni

modi  tempi e luoghi d’ogni tipo

recuperarne i fili più vissuti all’aria

e meno dove anima è luogo comune

vissuta in parole per credenza

o per parvenza poetica letteraria

animistica.

 

Recuperarne dunque i fili

per nuove tessiture che si adeguino

e adattino coerentemente ai figli dei figli

e tra questi ai minori per nascita e fortune

ai passi futuri agli artefici artigiani

ai grandi e puliti sogni di oltre confine..

 

Può esser fatto ovunque 

persino sotto un ponte di legno,

di pietre e fango, cemento, di barche,

di mani una nell’altra all’infinito.

 

Può esser fatto ti dico

in mare, nel deserto, cielo,

di notte, giorno, al crepuscolo, 

sotto un fico con cane e pecore,

nello studio di un commercialista 

a cavallo in campagna, sopra o sotto le scale

sopra o sotto a una donna

meglio se amata da un po’ di tempo

tanto per non essere estranei.

 

Può esser fatto da giovane

prima o subito dopo i primi peli

o da vecchio anche poco prima del finale

dell’ultima recita quando non vedi l’ora

che qualcuno diverso da te, spenga i fari.

Può esser fatto e non è importante

che sia notte o che ci sia una bella luna

però se è notte e c’è una giallastra luna piena

meglio!

 

Abner Rossi (mercoledì 17 marzo)

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Poesia

Tout ce ciel-là


La Professoressa Fiorenza Dal Corso traduce “Tutto quel cielo”

di Abner Rossi.

Optimiste par nécessité et caractère,
pendant de longues années jeunes , c’était le ciel
aussi enchâssé parmi les toits pointus et vieux
qu’un petit rectangle variable
et toujours trop haut dans ses couleurs.
 
Peu après chez moi un carrefour
s’élargissait juste un peu
là on parlait de rien comme de coutume
en fumant, en plaisantant  et en grandissant.
 
Là on allait jusqu’à danser, enlacés,
même entre garçons, aux premiers poils sur le menton
en l’absence souvent objective
de filles attirées dans des milieux plus riches.
 
Nous nous suffisions à nous-mêmes  sous ce ciel-là
et il nous suffisait l’orgueil de quartier
les coups de poing entre nous pour rire, les cris

et après le coucher de soleil, nous nous moquions des putes
défilant vers les routes plus larges
sans nous daigner d’un regard.
 
Mais elles étaient des nôtres, elles aussi,
d’ailleurs, sans le dire, nous aimions les savoir nos amies
et nous étions prêts à les défendre des étrangers.
 
Plus tard elles seraient des enseignantes  appréciées

et plus femmes que tant d’autres haut placées.
Pendant des années c’était de toute façon, ce ciel-là
où je voulais m’ arrêter, pour des instants d’éternité.
 
J’imaginais déjà toutes les difficultés à venir
et ma tendance à vouloir partir
au moins deux fois par jour
avant, après et au petit déjeuner aussi.
 
Je n’y suis jamais retourné
mais c’est dans cet endroit-là que je vis encore et où je vieillis
et lorsque je rêve, je ne vois que des toits
encore en haut et beaucoup plus inclinés.

Abner Rossi & Fiorenza Dal Corso

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Tutto quel cielo


Ottimista per necessità e carattere,

per lunghi anni giovani, era il cielo

incastonato tra i tetti appuntiti e vecchi

come un piccolo rettangolo variabile

e sempre troppo alto nei suoi colori.

 

Poco dopo casa un incrocio

e uno slargo appena più ampio

dove si parlava di niente come si fa

fumando, scherzando e crescendo.

 

Lì addirittura si ballava abbracciati

anche tra maschi,  dai primi peli sul mento,

per carenza spesso oggettiva

di ragazze attratte in zone più ricche.

 

Ci bastavamo sotto quel cielo

ed erano sufficienti l’orgoglio di quartiere

i pugni tra noi quasi per scherzo, le urla

e dopo il tramonto, il deridere le puttane

che sfilavano verso le strade più larghe

senza degnarci di uno sguardo.

 

Ma erano dei nostri anche loro

anzi, senza dirlo, ci piaceva saperle amiche

ed eravamo pronti a difenderle da estranei.

 

Più tardi sarebbero state insegnanti apprezzate

e più donne di tante altre altolocate.  

Per anni era comunque quel cielo

dove volevo fermarmi per attimi d’eternità.

 

Immaginavo già tutti gli inciampi futuri

e la mia tendenza a voler partire

almeno due volte al giorno

prima, dopo i pasti ed anche a colazione.

 

Non sono mai tornato

ma è in quel posto che vivo ancora e invecchio

e quando sogno, vedo solo tetti

ancora in alto e molto più spioventi.

 

Abner Rossi 9 marzo 2021.

(scrittore, poeta)