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Poesia Teatro

Semplicemente


Semplicemente

Vedermi?

Vedermi è facile:

la cosa più facile del mondo.

E se ti guardi intorno

io non mi sposto,

sono al mio posto

l’unico che voglio

lo sento dentro,

non ho un solo dubbio.

Non è una decisione

è la mia vita.

Magari qualche volta

mi vedrai di spalle,

altre di fianco

o qualche passo avanti

o indietro, se talora sarò stanco.

Non è un atteggiamento

o solo un modo per averti per me

e starti accanto.

Ti sto vicino

per essere sempre pronto

a darti la mia mano

se la vuoi.

Non è d’amore questa mia poesia,

solo testimonianza,

il breve racconto

di un uomo fortunato.

La sintesi minuta

di una storia ampia

che parte da lontano

e ancora corre.

Abner Rossi

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Poesia

All’improvviso tu


Oggi la mia giornata di silenzio,

nessun impegno, tranne con me stesso.

Nessuna frase scritta sopra un foglio,

nessun giornale letto, niente radio,

nessun pensiero, solo l’intenzione

di alzarmi tardi, fare colazione,

poi controllare ancora la mia porta

per girare e girare la chiave nella toppa

 

Infine …creare il vuoto, fare pulizia.

 

E scorre poi così la mia giornata:

con il suono del vento, la pioggia,

qualche passo per casa…

lasciando la mia testa riposare,

con il tempo che segna il suo passaggio

per un cambio di luce progressivo

 

che, con parsimonia, si smorza…lentamente.

 

Poi all’improvviso mi sei tornata in mente,

forse per noia, forse per il troppo silenzio

o forse perché non riesco a non pensare.

 

Siamo stati insieme poche ore,

forse qualche giorno, ma non credo,

non ricordo…

Poi mi hai scritto una lettera d’amore:

 

Caro il mio Rossi…adesso vado via!

Il rischio di fermarmi è troppo alto,

proseguo il mio percorso, la mia strada

forse un giorno di questi…

Addio mio caro, sono stata bene.

Non mi cercare, magari torno presto”.

 

Molto sintetico e onesto il tuo discorso,

qualche problema di punteggiatura…

però…logico pensai, presi quel foglio

e lo strinsi in mano per gettarlo via.

 

Non ti ho più vista, non sei mai tornata,

dolce come una notte che finisce,

come la prima che non ha futuro.

Il tuo biglietto non l’ho mai gettato,

è ancora nel mio cassetto, spiegazzato…

 

E tu? Tu…

Sei ancora in grado di cambiare tutto,

dare un senso diverso alle mie scelte,

cambiare a modo tuo ogni mia giornata,

o forse sono io che faccio questo

per credere…inventare, averti accanto.

 

Così finisce il mio giorno di silenzio,

con te finisce il mio giorno di riposo

prendendo atto che non ti conosco,

prendendo atto che non sei un ricordo,

non c’è stato tempo e neanche il modo

e forse è questo quello che volevi.

 

Ed io? Io…

Ecco, è arrivato il momento giusto

per riaprire la porta, accendere la luce,

far finta che tutto scorra, veder gente

oppure prendere la penna, esorcizzare,

scrivere come per guardarsi dentro

e, invece, cancellare in un momento

l’unica donna che non ho dimenticato,

l’unica donna che non mi ha dato tempo.

 

Abner Rossi

 

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Poesia

Piove in città


Piove in città, da diverse ore…

tipico tempo, tipica pioggia

di un classico Dicembre fiorentino.

Piove un po’ poi smette e si prepara

con nuove gocce, piccole e veloci,

a lucidare strade, case di cristallo,

trasforma in neon le luci dei negozi

assorbe i suoni, amalgama le ombre.

 

Questa pioggia un po’ mi assomiglia:

alterno pace a scrosci di mancanza,

mi preparo tranquillo al tuo ritorno

poi piove fitto per la tua assenza.

 

Non trovo il modo per abituarmi

anzi non voglio proprio, abituarmi

mi sembra giusto se tu non ci sei.

Mi sembra giusto che sparisca il sole

mi trovo bene con il cattivo tempo.

 

Mi sembra giusto che al cambiar di luce

io senta bene quanto tu mi manchi.

 

Per essere sincero, la tua assenza,

non cambia la mia vita, il mio valore,

quel poco o tanto che mi sono dato,

quel poco o tanto che abbiamo costruito.

 

Ma sono una moneta fuori corso

con il valore che ha rappresentato,

con il valore che abbiamo conquistato.

 

Una moneta sospesa, inutile agli scambi,

vecchia di conio, che non può esser spesa.

 

Piove in città, da diverse ore…

tipico tempo, tipica pioggia

di un classico Dicembre fiorentino.

 

Io sono qui, la guardo mentre cade,

la paragono con la mia esistenza,

scrivo qualcosa per passare il tempo

cosette brevi, prive di importanza…

 

la cosa più importante è la mia attesa

ma è troppo grande perché diventi un verso.

 

Aspetto il sole, il caldo del tuo corpo,

il tuo sorriso, la tua simpatia…

accetto la pioggia momentanea,

con la certezza di asciugarmi presto…

 

tra le tue braccia,

nel “vivo” dei tuoi occhi.

 

Abner Rossi

Foto di Angela Ragusa