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Se io potessi sapere


Nel tuo nome

ho trascorso quei lunghi inverni

dove l’anima si fa piccola

inseguendo la luce

che sembra perdersi o confondersi.

.

Nei tuoi occhi

ho trovato gli azzurri

nonostante crepuscoli precoci

e i miei cieli stranieri.

.

Sulla tua pelle senza alcuna età

e con tutte le lune al proprio posto

ho vissuto saperi troppo intensi

per un individuo che spera ancora

di poter essere comune, semplice, ovvio.

.

Così

mi sono presto arreso

ai mutevoli venti delle mie stagioni,

a tutto ciò che matura appena in tempo

e poi va come è normale andare.

.

Tu sai bene

che ho conosciuto più improvvisazioni che accordi

e che ho smesso da poco tempo di averne paura.

.

Nel tuo nome

ho costruito le mie nuove preghiere,

adattandole e raffinandole al sole

di quando sorridi perché sai sorridere.

.

Sulla tua bocca il fuoco,

nelle tue mille voci notturne tutti i suoni

sul tuo corpo ciò che i poeti non possono.

.

Abner Rossi

#abnerrossipoesie #giampierobinipittore

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Poesia

Quel qualcosa di altro


10 ottobre
dipinto del Pittore Giampiero Bini

A volte, ma sempre più spesso

mi serve saperlo da te

se sono o non sono

se volo, se resto, se parto o ritorno.

 

Quando, per farti un esempio,

le parole stridono all’angolo

del non detto, non voluto, ma bello

o rimangono oltre non so bene cosa.

 

Mi serve saperlo da te

se sono un giardino in collina

oppure qualcosa di strano per te

che cammina per te e da te si allontana.

 

Mi serve sapere da te…

 

l’ora del giorno, se ho sete, se ho sonno

e sei te che io bevo, sei te che io dormo

è per te che non trovo le giuste parole

e quando le trovo è da solo che parlo di te.

 

È da te che ricavo il mio nome e l’età

come sillabandoti in baci bugiardi

per quel troppo desiderio poco tenero

mentre è a te che io chiedo i colori del sogno.

 

Mi serve saperlo da te

se sono o non sono, chi sono

se volo, se resto, se parto o ritorno.

se vedo, se corro, se ancora ti amo.

 

Ma non sto parlando d’amore

A quello non credo, quello è qualcosa di altro.

 

Abner Rossi – giovedì 15 aprile 2021.  

 

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Au Nord


Au Nord

La Prof.ssa Fiorenza Dal Corso traduce da par suo “A Nord” di Abner Rossi

Si tu vas vers le nord
depuis cette ride au coin de ma bouche
venant de paraître juste hier sur mon visage
tu pourras découvrir des mots que je ne dis pas.
 
Mais fais attention, ralentis tes pas,
tu ne trouveras pas, en montant, des routes faciles,
chaque signe est une vallée sombre et étroite,
une montée pour des pas rudes et tourmentés,
des descentes glissantes et des expériences
où des présences anciennes, de vieilles ombres
trompent, se présentant soudainement,
même l’explorateur le plus expérimenté.
 
Si tu as le courage de continuer
tu découvriras une fatigue continue,
des lumières allumées la nuit pour étudier,
des travaux bons et mauvais pour manger,
des découvertes, des illusions, des échecs
et tellement de vie.
 
Au sommet, finalement, tu trouveras un pli 

qui depuis toujours, caractérise mon front :
je n’en sais rien, il est là depuis toujours,
il sépare mes sourcils et les espace
me donnant un je ne sais quoi de sombre et caché.


Et ça c’est moi, tout dans ce pli-là,
accroupi comme un chien solitaire
qui attend toujours un peu de compagnie.
 
Parfois je me lève, je fume, je parle tout seul,
je cherche,
je maudis mon caractère obstiné,

je me dégourdis les jambes et souvent j’aime.

Abner Rossi – Fiorenza Dal Corso 13 febbraio 2021

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Spero che sia primavera


Sei poi riuscita a fare primavera?

Qui dove sono gela anche un sorriso.

Il vento si è alleato con il tempo

scompiglia e imbianca senza compassione

batte negli occhi, rende ciechi, spegne

e quando smette son passati anni.


Mi basterebbe rivederti ancora,

forse sapere cosa fai e sei, dove vivi,

darti una casa, figli, anche un compagno,

qualcosa di preciso e di reale,

che dolga meno della fantasia.


Sapere se anche tu mi pensi spesso,

se quel quando e come capitato a caso

brucia come ha bruciato tutto il resto.

 

Sei poi riuscita a uscire dalla notte

dove sono le ombre a comandare

ciò che ci resta dentro o da dimenticare?

Spero sappia di fiori la tua vita,

come si addice al caldo che si annuncia.

Sei troppo bella per restare sola.

 

Abner Rossi.

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Il sole, un giorno e tu.


Apprezzo molto

il tanto valore che mi dai,

lo sento fresco e dolce

come uno di quei doni

che rimane e non vola.


E  così il mio giorno volge al sole

si allunga, si dilata, si motiva.

Quindi mi inchino

(non ho altro da darti)

ai mille modi che hai

per dare tutto

che è sempre più che vagamente

amore.

 

Abner Rossi