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Poesia

diversi colori


Uomo dai colori diversi

e di diversa educazione:

tu ed io abbiamo poco in comune,

salvo la stranezza globalizzata

di essere dediti al bisogno,

quasi giornaliero,

di rivolgere la nostra attenzione

ad un qualcosa di esterno

che molti chiamano

divinità!

Ti confesso che io,

nato difettoso

e per anni vissuto

nell’antica malattia della speranza,

ho trovato i miei genitori,

i miei luoghi di culto,

la mia beatitudine

nell’inventare la vita,

nel calore di un corpo di donna,

in un buon bicchiere di vino,

possibilmente multiplo,

in un foglio di carta ed una penna,

nel frequentare ambienti

non sempre decenti

ma adatti a darmi il calore necessario

per non morire del freddo

che ho visto negli occhi

dei “cosiddetti” esseri umani.

Tu ed io non siamo il futuro

e nessuno ci considererà importanti

ma, forse, possiamo insegnare

ai nostri figli

la responsabilità.

Abner Rossi

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Poesia

Verità e racconto


Non è un ragionamento la mia storia,

neanche la tua, né quella della gente.

Spiegarsi è inutile…

come imbrigliare il vento,

andar per mare rimanendo al chiuso

di quattro mura, di quattro sicurezze.

—————

Tu lo sai bene che vivo di parole,

ma essere se stessi è un’altra cosa,

se è la verità che ti interessa.

La verità è fatta di silenzi,

di mani forti, di attimi non detti.

—————

La verità è quella giovinetta

che vive per la vita e non fa sogni,

gira le carte, improvvisa sempre,

cambia di strada senza pentimenti,

non guarda indietro, si ciba d’esperienza.

—————

Ecco perché la parte più importante

della mia storia, come della tua

è quella che non vive di discorsi,

di riflessioni, di ripensamenti,

di cose dette e poi dimenticate.

—————

Le mie mani e le tue sono più sagge

di qualsiasi parola pronunciata.

—————

– Quelle due ore passate sopra un ponte,

– i nostri corpi caldi appiccicati,

– il silenzio di una sera con la luna,

– l’auto ferma con il motore spento,

– i brividi di quel febbraio con la neve,

– i tuoi capelli distesi sul cuscino,

– la penombra di una stanza sconosciuta,

– il tuo sorriso senza spiegazioni,

– il mio imbarazzo della prima volta,

– il tuo profumo, la tua simpatia,

– la mia voglia pazza di tenerti accanto,

—————

sono la verità

sono l’essenza della nostra storia!

—————

Il resto è descrizione, cronaca, racconto.

Può andar bene per scriverlo su un foglio,

ma non è certo il bene che ti voglio.

 

Abner Rossi

 

 

 

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Nessuna eccezione


Al nostro primo incontro…

ero distratto.

Perso a maledire la promessa

di essere presente a quella festa.

——

Seduto su un divano, un po’ in disparte

provavo nausea, e bevevo vino.

La padrona di casa, gentilmente,

mi aveva indirizzato al suo giardino

dove portare il mio sigaro toscano.

——

Non fumo spesso quella pestilenza,

ma quella volta lo facevo apposta

per rovinar la festa a quei balordi,

che passano le ore in risolini,

coi loro bei discorsi ridondanti

vuoti, come le loro anime saccenti.

——

Lei ha ragione mia cara,

le dissi da lontano sorridendo,

ma vede…io mi annoio mortalmente,

non so che fare,

vorrei bere di più ma non ci riesco

… e allora fumo, come il vecchio treno

dei miei ricordi lontani di bambino:

vedo i paesaggi, assaporo il vento,

stacco i biglietti dei miei passeggeri,

ogni biglietto una nuova faccia,

un ricordo, un incontro, un andar via.

——

Ogni biglietto un’anima in viaggio,

la loro storia, dove stanno andando.

Poi, come quel treno fatto di ricordi,

rallento, metto in folle, sbuffo meno,

annuncio un po’ alla volta le stazioni.

——

Qualcuno scende

…e lascia il posto ad un altro,

chi scende non risale che io sappia.

Un unico biglietto per andare

non c’è ritorno, nemmeno un’eccezione.

——

Poi stufo anche del treno e un po’ bevuto,

vado in giardino con la mia bottiglia,

aria, aria pura, ecco il mio bisogno!

——

E lì ti ho vista per la prima volta,

proprio in giardino, proprio quella sera

con gli occhi bassi, seduta su una pianta.

Aspetti me, ti dissi tossicchiando?

Credo di si, mi hai detto: sono disperata!

Mi porti al mare? Ce ne andiamo via?

——

Da quel momento son passati anni,

contiamo le stazioni una per una,

siamo sul treno, siam seduti accanto.

Abner Rossi

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Poesia

L’appartenenza


Mi serve più silenzio questa sera,

parto per un viaggio che ho già fatto,

ma questa volta parto ad occhi aperti,

con mani aperte e poche presunzioni.

 

Quello che cerco è merce che non costa,

fa parte della terra su cui vivo,

sono le voci di gente che non conta,

gente da poco, che nessuno ascolta.

 

Gente invisibile e anima del mondo,

gente che suda per tirare avanti,

per farsi spazio, per avere un nome,

avere pace, senza differenze.

 

Non c’è futuro senza il loro sogno,

eppure il loro sogno non fa storia

non viene scritta e non si tramanda

la storia vera degli ultimi del mondo.

 

Se devo dire io li preferisco

a quelli che sui libri sono scritti.

 

E’ breve il mio viaggio questa sera

ed è più breve ogni volta che lo faccio.

La prima volta…ero un ragazzo

era una sera, era un’altra storia

avevo in me la smania di affermare

la mia importanza, ciò che avrei lasciato

 

come segnale della mia presenza.

 

Ora sto attento a non lasciare tracce,

ma solo il segno di un’appartenenza.

 

Abner Rossi

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Poesia

E adesso sono qui


Ci sono giorni che odio star seduto,

c’è fuori qualcosa che mi attira,

la sedia preferita non mi accoglie,

lo schermo che ho davanti

mi si appanna.

———–

Alzati, penso, va fuori a fare un giro,

puoi scriver dopo,

passa un po’ di tempo

a perder tempo, a non fare niente.

l’idea che insegui puoi tenerla a mente,

lasciarla lì, appoggiata al tavolino,

se poi la perdi cosa vuoi che sia,

prima di sera ne avrai altre in cambio.

———–

Sbadiglio un po’, mi sono alzato presto,

sposto la sedia, faccio per alzarmi,

ma quell’idea che mi balla in mente,

diventa cosa da non rimandare:

se ti alzi adesso mi perderai per sempre,

vengo da lontano e tu non mi conosci,

ho viaggiato per tanto e tanto tempo

e adesso sono qui; non mi lasciare,

non sono come tutte, sono diversa.

———–

Io sono quella che ancora non hai avuto,

quella poesia che ancora non hai scritto,

tu non hai idea di quanto io sia bella.

———–

Mi lascio andare sulla sedia, stanco,

socchiudo gli occhi come a prender tempo

e il tempo mi riporta a quella sera,

al nostro primo incontro casuale,

a quello che è successo alla mia vita

e all’importanza dell’averti accanto.

———–

Scopro così che la poesia più bella

l’abbiamo scritta insieme, mille volte.

E ogni volta che ne scrivo un’altra

non posso farlo se non sei qui accanto.

———–

Io lo so,

Io lo so bene quanto tu sei bella.

Abner Rossi