Categorie
Poesia

In questi giorni


Giorni per vecchi album e vecchie foto

qualcosa in più dei ricordi, immagini

che riaccendono voci, aprono cassetti

scuotono dentro, spandono odori

e voci e luci.

 

Spianano le rughe, tingono i capelli

torna vivo e felice chi non è mai morto

o se lo è,  è per uno scherzo concordato

come quel vecchio gioco da bambini,

si cade a terra trattenendo il respiro

e si aspetta il buon momento per tornare.

 

Ed è questo il Natale, tutto rinasce

il tempo si abbrevia come a comprimersi

sei, siamo in tutte le ore già vissute:

giovane, in casa, perso negli odori d’un tempo

e nel tempo di adesso già invecchiato.

 

Come ogni anno sorrisi, i regali,

qualche foto da aggiungere al Natale.

 

Abner Rossi – 24 dicembre 2020.

Categorie
Poesia

dicembre 2014 dicembre 2020.


Non è detto che non ci fossi anch’io

nascosto là nel Tempio tra i mercanti

o ancora prima

tra le ali del popolo eccitato

dal bimbo nato che si fece Esempio.

 

Così è!

 

Simpatizzavo per suo padre falegname,

mi piace chi profuma di legno e segatura,

chi usa l’ascia, la pialla e chi modella,

chi accetta la sua fede nel lavoro

con la modestia di ciò che è stato scritto,

giorno per giorno verso grandi imprese.

 

Oggi guardo

le luci natalizie sui miei vetri,

guardo la distanza da quel tempo,

le tante Croci infisse nei deserti

o quando esse galleggiano sul mare.

 

Soffro

le Fedi false dei Centri commerciali

l’eterna cupidigia dei mercanti.

 

Se guardo intorno trovo solo guerra.

 

Forse prego,

nel solo modo che ritengo giusto

scrivendo una preghiera tutti i giorni

andando avanti, procedendo ancora

credendo nel lavoro e nella strada.

 

Abner Rossi

dicembre 2014 – dicembre 2020.

Categorie
Poesia

E’ di nuovo dicembre


Saranno diecimila i vizi, come i secoli

che la campana suona alle strade

come a parlar del tempo mentre piove.

 

Fosse giorno sereno non cambierebbe niente

lei suona alle pietre, come alle zolle un tempo

ora sommersa da altre idee, suoni sordi,

credenze di vili  illusioni, ma non si tace

lei lo farebbe anche, tanto è stanca

ma deve conferma ai vivi, il ricordare.

E poi non c’è una corda da mollare.

 

Hai messo la sciarpa? Le calze più spesse?

Il cappotto da inverno? Torni a cena?

 

Ecco chi sei! Lasciami andare,

anch’io son stanco come la campana

ho voglia, desiderio, tanto amore.

 

E poi non c’è una corda da mollare.

Sfuma di tante luci una vetrina, brilla!

 

Batte sugli occhi il nevischio, non tremare.

 

Abner Rossi