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Poesia

Giochi di memoria


Giochi di memoria

 

 

Mi piace ripassare per vecchie strade,

attraversare antichi luoghi persi

rileggere le mie dimenticanze,

pensare ancora a dei passati amori

immaginare che niente sia scomparso,

 

che tutto possa essere al suo posto.

 

Naturalmente è solo fantasia,

viaggi fatti con il cuore e con la mente,

non sono così sciocco da pensare

che il tempo scorra senza cambiare niente.

 

Si possono chiamare vecchi ricordi,

ma che tutt’ora sono ben presenti:

sono i miei passi, sono le mie storie,

son io e se mi guardo vedo i segni.

 

E questo sono io qui e ora

più quello che accade giornalmente,

più un po’ di pelle, un sigaro

e un carattere ribelle.

 

Una piccola storia tra le tante.

 

E una donna che mi vuole bene.

 

 

Abner Rossi

Opere pubblicate ai sensi della legge 22 aprile 1941 n° 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l’autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, non autorizzata è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171 ter della suddetta legge.

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Poesia

Il giardino delle possibilità


Il giardino delle possibilità

 

 

Non limitare la mia possibilità

di suonare la tromba di carta

del carnevale

e di essere seriamente

adulto.

 

Io non posso essere

una volta farfalla

e un’altra bruco.

 

Solo come farfalla e bruco

io realmente esisto.

 

Solo questa doppiezza

mi permette di amarti.

 

Solo la mia incertezza,

il mio saltare costante

da un’epoca all’altra

permette l’eliminazione

del tempo.

 

Solo questo

è poesia.

 

 

Abner Rossi

Opere pubblicate ai sensi della legge 22 aprile 1941 n° 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l’autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, non autorizzata è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171 ter della suddetta legge.

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Poesia

Gli occhi di un uomo


Gli occhi di un uomo

 

 

Non dell’anima

gli occhi sono specchio.

 

La loro intensità viene da fuori

dal vedere convinto e prolungato,

dal frequentare oltre l’orizzonte,

dai confini raggiunti e superati,

dagli ostacoli che si son frapposti

e dai momenti in cui si sono chiusi

per non vedere, per non ricordare.

 

Gli occhi di un uomo sono la frontiera,

limite solitario del suo interno

dove salendo si presenta nudo

per trasformarsi in magia, alchimia, incontro,

storia, molteplicità, racconto.

 

Gli occhi di un uomo:

luogo di somme e sottrazioni

cancellazioni, scomparse e nuove acquisizioni

singolari esperienze, pluralità, volontà,

rinunce, evoluzioni.

 

Gli occhi di un uomo sono il primo luogo

di casuali e non percepite coincidenze,

di attimi sfumati, di immagini…

che prepotenti chiedono di entrare.

 

Gli occhi di un uomo

copiano da altri a sua insaputa,

pieghe della bocca, modi e posture,

atteggiamenti, sorrisi, nobiltà e miserie.

 

Gli occhi di un uomo sono come un porto

dove arriva nutrimento fresco,

primo impatto emotivo,

percezioni indipendenti dal pensiero,

lo scorrere del tempo, i cambiamenti.

 

Non sono gli occhi che hanno pregiudizi.

 

Non dell’anima gli occhi sono specchio,

ma delle scelte, dei percorsi fatti,

delle battaglie perse e dei successi

di quello che sarà nell’avvenire.

 

Gli occhi di un uomo

sono qualcosa di vero e di reale,

luogo e strumento nello stesso tempo

e niente più degli occhi è superficie.

 

L’anima è soltanto un luogo astratto

come per dire qualcosa che è profondo

che più profondo è e meno esiste.

 

Ma se per anima si intende qualcos’altro,

come i sogni ad esempio o altri luoghi,

segreti della psiche o della mente…

allora è vero!

 

Gli occhi sono anche questo.

 

la porta, il transito, il passaggio

 

dove si paga il dazio per l’inferno.

 

 

Abner Rossi

 

 

Opere pubblicate ai sensi della legge 22 aprile 1941 n° 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l’autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, non autorizzata è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171 ter della suddetta legge.

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Poesia Teatro

Sapori forti


Sapori forti

 

 

Per nascita,

educazione, indole e classe

credo molto nei sapori forti

e probabilmente questa

è l’unica cosa che mi caratterizza,

l’unico credo che mi sembra mio.

 

Credo anche nella poesia

se e quando è viva

e nella vita quando sa di sale,

quando trascorre libera,

quando non cede alle illusioni,

quando vibra con forza

e poi ti scuote,

per farsi posto e si fa poesia.

 

Vita e poesia come entità,

intensità dai sapori forti:

non esiste nessuna descrizione,

per conoscerle devi assaporarle.

 

Assaporare,

trovare il gusto,

il più profondo gusto,

trovare un’alternativa ad altri sensi

alle parole, alla comprensione.

 

 

Se vedo un luogo bello,

o un fiore in boccio,

posso dire che lo sto vedendo,

posso dire che odoro i suoi profumi,

posso non dire niente e stare zitto,

stare con quello che vedo e odoro,

ma se voglio che quel luogo o fiore

mi appartenga, sia intimo con me,

esserne parte fino a penetrarlo

e non scordarlo,

 

allora devo lentamente assaporarlo.

 

Un altro modo di intendere la vita.

 

Amo il sapore del mare e della pesca,

del sudore salato, della fatica,

di una giornata di lavoro che finisce,

della terra appena arata,

del raccolto,

della domenica, del mio vestito buono,

amo il sapore dei bambini in festa,

della famiglia quando si riunisce,

amo il sapore dei miei vent’anni

il gusto dei tuoi baci,

della mia prima volta

e quello intenso del tempo che trascorre,

dei miei cambiamenti, delle molte lune,

dei miei ricordi, il gusto dei miei libri,

dei miei sogni.

 

Amo la gente semplice

che ha sempre addosso

qualcosa di speciale,

qualcosa che mi fa credere al futuro,

 

come un sorriso dal sapore forte.

 

 

Abner Rossi

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Poesia Teatro

E non fermarti


 

E non fermarti

 

 

 

 

 

Baciami ancora,

 

fammi compagnia,

 

scrivimi una frase,

 

regalami qualcosa di prezioso.

 

 

 

Lanciami una corda

 

per salire,

 

vieni a trovarmi

 

in sogno,

 

spediscimi un sorriso,

 

abbracciami forte,

 

entra da quella porta

 

che si è chiusa.

 

 

 

Svegliami all’alba,

 

passami una mano

 

sulla guancia,

 

dammi un altro figlio.

 

 

 

Compi una magia,

 

sposami ogni volta che m’incontri,

 

fa’ che tutto si ripeta

 

all’infinito.

 

 

 

Condannami ad amarti

 

finché vuoi.

 

 

 

E non fermarti,

 

non fermarti mai.

 

 

 

Io sono qui,

 

oggi, domani, sempre,

 

 

 

anche dopo la vita

 

se tu vuoi.

 

 

 

 

 

Abner Rossi

 

 

 

Opere pubblicate ai sensi della legge 22 aprile 1941 n° 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l’autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, non autorizzata è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171 ter della suddetta legge.


Abner Rossi - Photo by Claudia Manzo