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Poesia

Quel romanzo


Avrei voluto non finisse mai

quella musica e quella sera.

Ballammo come fiori che sbocciano

tra libellule e farfalle, suoni estivi

fiamme, ipotesi di vita, baci.

 

Si bevve una sorpresa di pioggia,

al mattino, esausti, felici,

come si è felici con un gioco

che non prevede abbandono,

se gli occhi non si perdono di lato.

 

Ci regalammo l’anima

pur non sapendo nemmeno cosa fosse

in quel cielo azzurro scritto per noi due.

 

Poi il romanzo prese un’altra via

molto prima di aver pensato un finale

la carta prese una tonalità di grigio

la penna inciampò, si fece cruda,

il tempo mise una virgola, poi un punto.

 

Nessun rimpianto, capita vero?

Eppure ancora odio quella penna,

il tempo, quel romanzo, le mie rughe.

 

Abner Rossi.

 

 

 

 

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Poesia

La città degli angeli inutili


Lei volava, ben più in alto

di qualsiasi altra giovane donna

della città, dove angeli inutili

volano quasi ciechi intorno ai grattacieli.

 

Ogni tanto si posava a terra,

sfiorandola in punta di piedi,

scendendo sul suo marciapiede preferito

per lunga tradizione di famiglia e gioco.

 

Era lì, insieme allo squallore,

che le erano cresciute le ali.

 

Per quel poco che le serviva,

aria, vita, emozioni,

le era sufficiente il cielo per nutrirsi.

Se aveva sete beveva il vento

quando in alto si mischia alla pioggia.

 

Ci siamo visti spesso, a notte fonda,

lei luce, io ubriaco delle mie poesie,

mentre sputavo sui lampioni un po’ di versi.

 

Non  credo di aver mai visto le sue ali,

ma dopo esser svenuto nel suo letto

so per certo che era amore puro,

luce infinita, ultimo universo.

 

Abner Rossi

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Poesia

Ombre, luci e silenzio


Fuori un sole pieno stamani,

ma non voglio che mi invada.

 

Ho passato la notte a sognare

ed intanto andava musica,

Gustav Mahler,  per l’esattezza.

 

Una notte per allontanarmi

dal mondo, da me e dalla gente,

dalle mie e loro fasulle voci e luci,

dal riflettere su come e quando.

 

Fuori dalle loro auto in corsa,

dalla loro fretta, dai loro occhi opachi

e ormai insufficienti per vedere

ciò che appena guardano.

 

Lontano dalla loro arrendevolezza

ormai convertita in urla

prive di misericordia.

 

Mi piace la notte,

mi piace farla mia, ombre comprese,

immagino di stringerla spesso

per mungerne verità

e quel silenzio quasi sensuale

che rimane sempre dietro la luce.

 

Il sole è un bugiardo superficiale,

fosse una stella onesta si rifiuterebbe

di splendere arrogante e maestoso

sui nostri strascicati ed ultimi passi.

 

Poesia dedicata a Giorgia

Autore: Abner Rossi

Immagine: Giampiero Bini

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Poesia Video

Ragazzo mio


Ragazzo,
hai ricevuto un po’ di lune in dote,
finite, non ne avrai altre.
Non le risparmiare mai
magari dedicale alla professionista
che ti diede gli occhi e la conoscenza,
la direzione, l’odore della prima volta.

Bevici su e passa oltre
molte delle cose che guardi
ci saranno anche dopo di te,

come è scritto.

Ricorda,
la sopravvivenza non è vivere,
scrivi con le tue mani il tuo racconto,

non copiare e rendilo unico.

Sarà un capolavoro
per quella poca polvere,
tra il grigio e il rosa, che lascerai.

Abner Rossi testo

Anna Maria Castelli video

 

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Poesia

Come un sogno


È eccessivo definirti bella,

questione di gusti e di cuore,

di ciò che voglio davvero ricordare

della mia storia che rimane scritta…

 

So che mi piacevi come poche.


Ed è così

che mi sei sparita dalla mente,

rimasta dentro al sonno della notte,

chiusa tra qualche virgola di troppo,

distesa sul cuscino, dentro a un sogno…

 

e, come un sogno, non ritornerai.

 

Abner Rossi

2 marzo 2020 ore 07,00

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#abnerrossipoeta (testo)

#giampierobinipittore (immagine)

#annamariacastellicantattrice