Categorie
Poetry Teatro

Che ore sono?


Non mi conosci,

ti ho persa già prima

in un ieri scomparso chissà dove.

 

Vorrei raccontarti come

un desiderio, prima che amore,

affonda e annega.

 

Dopo

ho vestito abiti quasi veri,

maschere quasi sincere,

modi quasi civili.

 

Sono stato uguale a sempre

e da allora sempre distante

come abbracci non dati,

baci evitati,

carezze casuali.

 

Certo, ora vecchio, so…

non era solo desiderio.

 

Come dirtelo

proprio adesso al tramonto?

 

Abner Rossi (27/02/2020)

#abnerrossipoeta

relazione-a-distanza-_O1

Categorie
Poesia

Squinzi vs. Letta


Squinzi vs. Letta

La Confindustria invia un avviso di sfratto al governo!

 

Caro Dr. Squinzi buongiorno. Stamani ho pensato che dovevo scriverle. Poco mi importa se lei è il Presidente della confindustria ed io un “mister nessuno”. Senza girare intorno voglio prima dedicarle un ricordo di mia nonna che diceva che per mantenere una casa in ordine serve che tutti i membri puliscano le loro stanze prima di chiedere, a chi se ne occupa complessivamente, lumi sulla sporcizia. Lei potrebbe rispondermi che i compiti del Governo non possono essere svolti da altri ed io sono d’accordo con lei, del resto la mia lettera a lei indirizzata non vuole essere una difesa del governo.

Quello che ho da dirle è che la Confindustria, dal dopoguerra fino a domani, non è stata, non è e, se lei continua così, non sarà un’associazione moderna che si batte per il bene del nostro Paese. Prima di criticare qualcuno perché non sta facendo il proprio lavoro io credo che lei dovrebbe occuparsi di quello che continua ad essere il “capitalismo più straccione e miope” dell’occidente.

Parlo di oggi, degli ultimi 20 anni nei quali la confindustria è andata spesso a braccetto con Berlusconi e con il berlusconismo, parlo delle complicità con tutti i governi democristiani prima e poi con quelli diretti da Bettino Craxi e dintorni.

Dovrebbe occuparsi dei profitti non investiti in lavoro, ricerca e ammodernamento ed investiti massicciamente in finanza a fini di lucro. Parlo del rapporto con il fisco statale al quale sono stati spesso preferiti i “paradisi fiscali” e penso agli aiuti di stato ricevuti.

Lei non rappresenta la piccola industria che è, contrariamente a voi, la nostra unica eccellenza. Mi fermo qui senza astenermi dal dirle che la Confindustria non è un partito politico e che lei compie un gravissimo errore pensando di risolvere i problemi interni (e le sue fortune di Presidente) semplicemente scaricandoli sul Governo. La casa rimarrà sporca!

Qualche mese fa il Presidente Letta si attribuì o gli venne attribuito il pregio di avere “grandi e robuste palle”. Non le ha! Se lei avesse detto a me di venire in Confindustria portando cose concrete e non fumosi discorsi, le avrei rintuzzato “una per una” le immense responsabilità della Confindustria nella crisi strutturale italiana che è, prima di tutto, la vostra crisi ed è determinata dalla vostra assenza e dal vostro tipico ed originale egoismo.

 

Abner Rossi

sabato 8 febbraio 2014

squinzi

Categorie
Poesia Poetry

Quasi destino


Quasi destino

 

E’ solo un’altra porta

che si chiude.

E’ solo questa smania

di futuro.

Questa fretta densa

di visioni e mistero.

 

E’ solo un’altra porta

che si chiude…

come melodia

che vibra intensa,

forte, indipendente,

non voluta.

 

Quasi destino

che si sposa al caso.

 

Mentre attraverso

questa nuova stanza

e la sua uscita violenta

a un nuovo mondo.

 

Abner Rossi.

Martedì 19 novembre 2013

Copyright©2013/novembre

(immagine reperita nella rete)

lampione

 

Categorie
Poesia

Proprio negli errori


Proprio negli errori

 

Sgusciando tra albe, tramonti e notti

belle, brutte, di sesso, amore…

o da dimenticare come irreali

e più vicine ad incubi che a sogni,

ho perso e trovato più volte me stesso

come sconosciuto che lotta, si batte,

si arrende e si denuda sconfitto

agli esorcismi del caso che si annoda,

si innalza in cielo o sprofonda nel fango

in eterno battibecco con il tempo.

 

Ho superato errori per inventarne di nuovi

dando poca importanza all’originalità.

 

E qui, proprio negli errori, ho scoperto,

con perplessità, timidezza e stupore,

che dietro ad un uomo innocuo,

si celava e si cela un cacciatore temibile,

sempre affamato di sangue che pulsa nelle vene,

emozioni, passioni, visioni, grandi amori.

 

Sempre a caccia di idee, di pensieri direzionati

in avanti, alle ombre passate stampate nel futuro,

alla trasgressione che spazza il perbenismo.

 

Ed è così che una vita comune,

simile a milioni di altre vite uniche,

si fa guerra di conquista, viaggio infinito

tra cielo e sottosuolo.

 

Abner Rossi

7 maggio 2013

poesia depositata SIAE

rossi1

 

Categorie
Poesia

Democrazia


Democrazia

 

Dei rami caduti in collina,

dei segni d’inchiostro,

di foglie strappate e dei fiori,

di nomi e di volti perduti.

 

Memorie tradotte al futuro,

di marmi scolpiti e di pietre,

di acque calde e lontane,

di ombre e di braci arrossate,

di luci che oscurano stelle

di pelli di uomo dai vari colori.

 

Di sogni lanciati nel vuoto,

di tempo scaduto, finito,

di amori, passioni e bandiere.

 

Assenze nel fiore degli anni,

sacrifici e sorrisi in un campo

di fiori sbiaditi.

 

Di segni, ferite e battaglie

rimaste incompiute.

 

Abner Rossi

24 marzo 2013

albero