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Poesia

Segni particolari, nessuno


Tra rughe, macchie e segni

sembro una datata geografia

qualcosa del “non so di quando e come”

e d’altro che si è dipinto di nascosto.

 

Una palazzina a due piani

un po’ più bassa delle altre,

televisione tra le prime

in bianco e nero,

non la ragazzina del tempo,

bionda come il sole quando e biondo.

 

Il più tardi e più gremito.

come affollandosi per moltiplicazione

varie terre e città, isole dentro

e tutti quegli amori veri o falsi,

i fallimenti,

le feste dei successi temporanei.

 

Infine gli abbandoni progressivi

lentamente o improvvisi

fino a quel che solitudine si vive.

 

Tra rughe, macchie e segni

sembro una datata geografia

del “non so di quando e come”

 

Abner Rossi

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Poesia

Invenzioni e altro


 

Si va spesso fingendo la pianura,

cercando luce che illumini la via,

odori deliziosi e compagnia.

 

Io, per me, ho piedi da collina

gambe allenate a strade ciottolose,

solitudini potenti e scarsa luce.

 

Domani inventerò un altro giorno.

 

E sarà sempre un giorno di salita,

un giorno colorato di sorpresa,

intriso di fatica e di mistero.

 

Confesso che mi piace la discesa,

quando oltre la sabbia vedo il mare,

ma in questa vita non mi è stato dato

il dono di sedermi e riposare.

 

Abner Rossi

9 novembre 2015

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Poesia

Mélancolie


 

Per oggi lontane foschie,

parole vendute a due soldi,

passi difficili e pietre.

Vedo sporchi bicchieri,

un fondo di vino ammuffito,

colori in bianco e nero,


stanze scomparse dalla mente

un tempo abitate,


stracci che eran vestiti.

E’ difficile, sempre più difficile


vivermi e vivermi

mentre guardo un vecchio

allo specchio.

Troppo facile ormai

indovinare
il prossimo minuto,

troppo ovvio il domani,


la prossima notte,

il ritardo di un amore


sapendo che non arriverà.

Difficilissimo dare senso ai ricordi

e rileggerli come accaduti davvero

mentre è impossibile crearne di nuovi.

Di tutto resta solo un sorriso

dal gusto confuso al palato.





Abner Rossi

5 novembre 2015

 

 

 

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Nel tempo lungo dell’universo


 

Ricordi?

Ci salvò la passione

e nient’altro.

 

Ci rese immuni

dal gridar delle lacrime

e dal nascere improvviso

di intollerabili foschie.

 

Per i giovani amori

è più semplice chiudersi

che incamminarsi,

più facile

prendere strade diverse,

quasi più dolce il rimpianto

dopo l’abbandono.

 

Noi conoscevamo i sapori,

gli odori delle notti insonni

con o senza luna.

 

Sapevamo

dell’attrazione per ciò che è

aldilà di giovanili mitizzazioni

e la nostra prima volta

fu

come fosse già stabilita

e già scritta da altri

nel tempo lungo dell’universo.

 

Per strane coincidenze

eravamo preparati e consapevoli

del dopo della tenerezza.

 

Sembrava solo sesso

e lo era, come ben altro:

 

invenzione allo stato puro,

il gusto di scrivere insieme

di notte

il giorno dopo.

 

Abner Rossi 3 novembre 2015

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Poesia

Il merlo


 

Canta stamani il merlo e sta piovendo

anzi urla e non capisco perché.

Forse ha interrotto il suo passo

o forse, come me, si sente solo.

Probabilmente sta cercando un eroismo

per dimostrare di che pasta è fatto,

per far vedere che le sue ali forti

non temono l’età e le intemperie.

 

Le allegre cince scuotono le ali

sotto il bosso,

le cornacchie non trapanano il vento

con le grida. Sbattono gli occhi

nel bosco mentre ammirano gli olivi.

 

La fame ancora non gli presenta il conto.

 

Il gatto nero,

che vive nei paraggi,

siede sulla mia soglia di casa,

si prepara al giorno, si stira,

soppesa i pro e i contro e si distende.

 

Fuggirò di casa a costo di bagnarmi,

potrei impazzire nel mio letto freddo

dove la compagnia è pari a zero.

—–

Abner Rossi

mercoledì 28 ottobre

merlobianco