Posts Tagged ‘ ascolta il vento ’

Ad inventarci un giorno


Frustiamo il tempo, tu ed io,

lo spingiamo al passato

galleggiando in alto

e poi a volare.

Se raggiunti da altri,

il presente s’impenna

come al cavallo che non tiene il morso,

come alla nube quando il vento muove.

E’ anche amore,

gusto per la scelta,

passaggi per strettoie improvvisate,

vie che altro occhio non vede,

essere insieme nel momento,

innata intesa…

forse solo fortuna!

Comprensione immediata

di ciò che vita inventa

per noi due.

Abner©Rossi

11 maggio

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la poesia


 

Forse da un riflesso di follia,


da un’ombra in ritardo persa per strada.

Forse da un mare d’inverno,


da un bacio che sfuma in ricordo

nascosto in un luogo lontano.

Forse io chiamo poesia


il lento assopirsi di un lungo passato.

O forse poesia è solo se stessa


senza alcun altro motivo.

Mi prende o mi lascia, mi segue,


mi chiama, si scrive,


mi segna la faccia di linee e di curve

e quando le dico che l’amo

si sente invecchiata e va via.

Abner©Rossi


mercoledì 27 gennaio 2015

inverno

Della stessa materia dei sogni


 

Non so


se di cielo, di notte, di imbarazzi


siano dipinti i ricordi.

So delle loro latitudini,


dei venti che li respingono,


delle onde che li riportano.

A volte, con o senza luna, 


so del loro essere a me maree.

So che non esiste una riva


dove cercarli, né un colle, né grotta.

Conosco, sento in me,

i loro depositi residui, i fossili,

gli ossidi che trattengono

e l’ostinata modernità delle immagini

sempre capaci di nuovi particolari.

Della stessa materia del sogno


e forse delle mie rughe intransigenti,


danzano.

Nel loro sacro essere circolare

il tempo è soltanto un punto.

°°°

Abner©Rossi

23 gennaio 2016

 

 

Del niente che basta


 

Con le mani 
ad asciugare quelle lacrime


dai tuoi occhi alle guance senza trucco.

Le mie, pesanti come pietre liquide, 


cadevano nello stomaco

in quella nausea tipica


del vuoto per mancanza di senso.

Poi per strada la mia e la tua valigia

del poco in comune condiviso,


da gettare al fiume
…

oppure nel prossimo amore


utile solo alle cicatrici.

Un’ultima occhiata alla via


che ricorda di abbracci,


giorni uno dietro l’altro, normali,

del niente che basta all’amore,

del ridere insieme felici, del gioco.

Infine le spalle, il tuo bellissimo culo,

le calze velate, le gambe,


un rumore di tacchi che vanno.

Abner©Rossi

14 dicembre 2015

L’amore di adesso


 

Scivola il pomeriggio 


tra nubi che nascondono il cielo

e altre che lo disvelano.

 

Non mitizzo i cieli azzurri,


(alla mia età si prende quel che c’è)

e non ho voglia di guardare in alto,

oggi tutto sembra zuppa antica,

qualcosa di già fatto e già vissuto,


consumato fino all’ultima riga,

virgole comprese.

 

Fatto, vissuto e presto consumato,

perso in intermezzi di memoria

 o forse in vecchi appunti

andati persi.

 

Mi servirebbe un nuovo sorriso


dove intingere le labbra.

 

Certo non basta una penna,

né un filare di idee poetiche

per la nostalgia di adesso.

 

Abner©Rossi

(5 dicembre 2015)

il contrario di tutto


Non sto dove si vorrebbe mettermi

non lo so fare e ho cominciato presto,

se ricordo, già a cinque anni…

cercavo un posto mio dove sedermi

quei pochi attimi che stavo seduto.

 

Mi innamora il contrario di tutto.

Non mi sento strano,

ma l’odore di muffa mi sconvolge

lo sento arrivare lo percepisco nell’aria

e nei luoghi di maggioranza,

nel perbenismo della sopravvivenza,

nelle cene di coppia del sabato,

negli incontri della domenica con amici,

nelle parole dei luoghi comuni.

 

Si può dir tutto di me,

ma non che sia uno snob decadente;

di decadente ho gli anni, le rughe,

un’anziana prostata e il tempo contato

che non amo perdere.

 

Per favore, siate intelligenti,

è sufficiente e basterà ai vostri figli.

 

E volate! Mi raccomando…

—-

Abner Rossi
19 novembre 2015
moonlight

E quei luoghi non trovo


 

Anch’io cerco risposte

e quei luoghi non trovo.

 

Forse fingo

e cerco, pur volendo non vedere.

Forse la poesia è solo nebbia

che lascia a chi la scrive

sfumature.

 

… quel poco o niente che serve a un cieco per intravedere.

 

Forse è solo vita che ho condotto,

salite per pareti di vetro,

passati che ricordo e non ricordo,

volti nel tempo, lingue, storie,

che fanno solo finta di partire.

 

quando si scrive, poesia è tante voci,

venute dal passato e dal futuro

unite insieme, vissute in tanto tempo

 in un riassunto che diviene canto.

 

Abner Rossi

20 ottobre 2015

foto dal webb

foto dal webb