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Ipotizzando dicembre


Un ideale di luci leggere

in un giorno qualsiasi,

forse un dicembre antico

dai giorni brevi e bui,

quando il freddo accende

gelo in zirconi cristallini

e brividi lunghi

 

Tempo dal pensiero rarefatto,

concentrato in secondi,

echi di suoni lontani, persi,

tra rovi di mani ossute

protese verso l’alto.

 

Ammetto un’ipotesi di sedia,

in questa casa che guardo

e non capisco.

 

Dei passi insulsi, casuali,

verso un ponente di vino

secco nel bicchiere.

 

Resiste un nome, il tuo,

le ante semi aperte di un armadio,

il mio silenzio, un porco calendario.

 

Abner Rossi

 

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Poesia

Certi giorni


 

Colline intorno tingono di bianco

freddo come fosse gennaio,

fiori in giardino sembrano perplessi,

qualche macchia d’azzurro,

nubi veloci vanno in processione.

Mia nonna mi direbbe siamo a marzo

un mese che improvvisa quasi sempre…

poi un antico proverbio contadino,

una fetta di pane, zucchero e vino,

una carezza che ingabbia la mia noia.

Oggi è una giornata come allora

forse ne ho già viste tante altre,

giornate vuote dove il niente vince,

stinge le parole nella mente,

un mare grigio dove niente affiora.

Eppure sento un’agitazione

qualcosa che si muove sullo sfondo

ombre antiche che stanno mulinando,

giochi di bimbo tradotti in fantasia,

suoni lontani in cima alla mia penna.

Una poesia sta nascosta oltre,

oltre qualcosa che non lascio uscire.

 ***

Abner©Rossi (9 marzo 2016)

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Poesia

niente di tiepido, allora


 

Ti leggo oggi ancora come ieri

nelle tue guance rosse

per la corsa alla Pieve

e poi, dietro i cipressi, prima dei campi,

per le nostre fughe nel prato.

 

Ti leggo nei miei respiri forti d’allora

e nel cuore che balzava ogni volta

per la gonna della domenica

ogni volta più corta

alle ginocchia già tornite,

come di ragazza che sfugge

oltre quell’età che mi teneva

fermo ai due peli sul mento,

ai baci che non sapevo dare,

a ciò che mi insegnavi,

a quello che sapevi del mistero

di due che come noi

stavan crescendo.

 

L’amore è del dopo

e, almeno il mio,

l’ho scoperto col tempo.

 

Allora si trattava di ben altro

giovane età e corpi sempre caldi,

mani affamate, occhi negli occhi…

intensi, liquidi, certo sempre vivi.

 

Allora il cielo non mi interessava,

nemmeno il sole e la luna,

il mare, così lontano da noi,

non era nemmeno un pensiero

e nel prato,

dove ci incontravamo di nascosto,

non ho mai visto un fiore.

 

Abner Rossi

11 ottobre 2015

PieveCercina01

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Leggerti per sempre


 

Amo sfogliarti
giocare con il tuo corpo vissuto,
ad una ad una
conquistar le tue pagine,
imparare.
 
Odorar le parole,
il piombo fuso
della tua scrittura
seguirne i segni e lo stile,
penetrar nelle virgole
girare intorno ai punti esclamativi.
 
Vagar nei contenuti più profondi,
come un affamato lettore
capirne il messaggio,
esser fedele agli interrogativi
darti le risposte necessarie.
 
Con i miei occhi
non trovar mai fine.
 

Abner Rossi

28 agosto 2015

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Poesia

Voleremo?


Voleremo?

Certo, siamo nati per questo.

Basterà quel primo di marzo,

quel bacio dopo le lacrime,

quel rubare stelle

che ci accomuna.

 

Basteranno

i caratteri cuneiformi

delle nostre lingue,

quei tiepidi paradisi notturni

pronti all’incendio,

lo scommettere al nostro gioco

preferito.

 

Basterà l’infantile giostra

dai cavalli bianchi,

il rosa delle nostre nuvole

dipinte insieme una per una.

 

Abner Rossi

26 agosto 2015