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Poesia

PINA (parole per Pina Bausch)


PINA

(parole per Pina Bausch)

 

pensieri come ombre,

muscoli, sangue.

E lei, che scorre come delta

dentro territori di follie

che aboliscono orizzonti

e limiti

per proseguire verso l’Essere

fino a raggiungerlo

fino a superarlo

sempre,

verso l’infinito,

verso il dopo,

verso il solo presente come storia

e quindi …

trovare il niente,

per riempirlo e farne

nuovo universo di particelle-corpo…

oltre l’anima, oltre un dio

che può essere,

che deve essere

uomo e donna

e lì

consumarsi

fino alla fine

fino alla fine del tempo.

 

Abner Rossi

 

fonte: ilmachete

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Poesia

Cade la sera…


Cade la sera…scrivono i poeti.

 

La mia sera non cade,

arriva con dolcezza:

la luce, che si attenua lentamente,

spegne i colori con delicatezza,

mette gli “scuri” al posto degli azzurri,

mette al sicuro la propria tavolozza,

prepara tutto per un altro giorno.

 

Sfuma le facce, accelera l’andare,

prende per mano gente frettolosa

e la trasporta in luoghi senza ombre,

verso la notte, dentro un altro spazio.

 

Per me la sera è sempre l’ora giusta

per sfilare la maschera ai quei sogni

a cui do vita quando inizia il giorno.

 

La sera come centro della vita,

ora di verità, di pulizia.

 

L’ora migliore per inventarmi ancora,

per cancellare inutili promesse,

per arrendermi a ciò che non ho fatto,

per perdonarmi, per dimenticare.

 

Per me la sera è sempre l’ora giusta:

mi ripulisco, mi preparo al nuovo,

apro la cella a tutte le speranze,

le lascio andare, senza trattenerle.

 

Unica donna che non ho mai tradito

considero la sera la mia amante,

la mia Signora, la mia aria fresca,

quella che mi rigenera la mente.

 

Una donna che mi conosce bene,

unica amica che ancora mi sopporta.

 

Le mie sere…non sono tutte uguali,

ed anch’io ogni sera sono assai diverso,

ma ci incontriamo da diverso tempo

e pur diversi ci riconosciamo.

 

Abner Rossi

proprietà riservata dell'autore

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Poesia

La cartomante


In quella casa dietro Santa Croce,

dove ho abitato per un paio d’anni,

avevo una vicina silenziosa,

piccola, età imprecisa, fianchi pronunciati,

la faccia bianca con dei grandi occhi.

 

Sulla sua porta un cartellino d’oro:

Patrizia Bonvicini – cartomante.

 

Talvolta per le scale la incontravo,

saliva svelta come fosse ombra,

non salutava, spariva nella porta…

m’incuriosiva quella strana donna.

 

Una mattina mi è piombata addosso

mentre uscivo di casa molto presto.

Buongiorno dissi, cosa fai stamani?

Prendi un caffè? Come te la passi?

 

Faccio le carte, cosa vuoi che faccia?

Faccio da tramite tra gli uomini e le stelle!

Fai sul serio, allora, risposi sorridendo?

Personalmente credevo che battessi.

 

Vuoi che ti dica se sarai felice?

Se avrai dei figli, se ti arricchirai?

Vuoi che ti dica quanto camperai?

 

E i suoi occhi brillavano di rabbia.

 

Personalmente…niente mi interessa,

non ho domande per il mio futuro,

Non ho domande, non credo nelle stelle,

 

Però se vuoi ti credo…se non costa,

anch’io so tutto della mia ricchezza.

 

per il resto…la mia vita

…le mie storie,

le ho già vendute almeno cento volte.

 

Anch’io di fatto sono un “cartomante”

giro le carte a caccia di fortuna,

mi basta poco per essere felice.

 

Per il resto…

mi è sufficiente arrivare a sera,

aprire la finestra un’altra volta,

 

sedermi in pace

ad inventarmi un sogno.

 

fonte: proprietà personale

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Poesia

Ideali


Ho visto donne

sventolar bandiere,

quasi ragazzi partire per la guerra,

giovani spose rimanere sole,

vecchi seduti sulle loro porte,

con pochi stracci ad aspettar la morte

le mani chiuse a pugno…

lo sguardo a terra senza alzare gli occhi.

 

Immagini impresse…

trovate nei cassetti dei racconti

dei vecchi del Paese, dei miei antenati,

della mia famiglia.

 

Ricordo quei racconti accanto al fuoco

fatti di fame, di uomini stranieri,

di figli in guerra e di deportati,

di sogni, di eguaglianze, di ideali.

 

Niente di personale…solo foto,

ricordi di famiglia ormai lontani,

pezzi di vita ormai accantonati.

 

Ma quando sento dire libertà!

Democrazia! Epoca migliore!

Penso ai Paesi che ancora sono in guerra,

penso alla gente che non ha domani,

penso a quelli che hanno ancora fame.

 

A quelli che non hanno alcun destino

e non mi importa di quanto son distanti.

 

Penso a una madre

che tiene in braccio un figlio,

ad un anziano con le mani in tasca

che chiude l’esperienza di una vita

come si chiude qualcosa di sbagliato,

come si chiude qualcosa senza senso.

Abner Rossi 

 

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Altri giorni


Altri giorni!

Esistono altri giorni, amore mio?

Sai…quei giorni presi in prestito al segreto,

vissuti come fossero un regalo,

non scritti in nessun altro calendario,

giorni privi di nome e di definizione.

Giorni nostri, dipinti di passione,

privi di ore, senza giorno e notte,

fatti di tempo che non è trascorso,

senza ricordi…senza investimenti,

lontani dal passato e dal futuro.

Eppure nostri più di tanti altri,

eppure vivi, eppure scritti a fuoco,

nel luogo più profondo della vita,

in quella grotta dove si conserva

la storia scritta dell’anima del mondo.

 

Abner Rossi