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Ipotesi remote


 

Vista in attesa di un autobus…

tacchi mediamente alti


sotto due fusi perfetti.


Occhi da star male per giorni


e forse per sempre.

 

Maglietta stile caldo d’estate


che scopre ed esalta


un metro e settanta di sogni,


jeans come quelli d’adesso
dal cavallo basso,


un leggero trucco mattutino,

un pericoloso, leggero sorriso


mai visto e mai sperato.

 

Non so più dove sono.

Potrei perdere tutte le fermate


dimenticarmi dove stavo andando.

 

Poi mi son detto che non sarai mia,


le ipotesi non escono di casa

per andare al lavoro.

 

Non sei vera

e se lo sei non sarai mai mia,

potessi anche viaggiare all’infinito.


 

Abner©Rossi in autobus (oggi)

 

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Così bella ai miei occhi


Le mie mani

intorno alle strade dei tuoi capelli

per preparare un bacio,

poi sulle tue guance lisce.

 

Le parole degli occhi

così antiche e rituali

da non avere voce,

l’avvicinarsi del desiderio

fatto solo di pelle

eppure profondo da scuoterci.

 

L’essere per essere domani,

il trasmettersi uno nell’altra

come di festa per due metà.

 

Troppo semplice creder solo amore

questa notte di miracolo,

questa abitudine grandiosa

del volerti, prima di tutto,

del sangue che vola e corre,

della frequenza urlata del respiro

del perdersi

nella morte provvisoria

che ci regaliamo per rinascere.

 

So che non vorrei nessun’altra

qui distesa, mentre mi infiammo

e mi spengo.

 

Abner Rossi

4 maggio 2016

donna

 

E’ per me


 

E’ per me

questa pulizia del cielo d’alba,


questo nascondersi delle nubi,


questo rapido apparir di colline


azzurrognole di sfumature.

 

Sembrano per me tutti i suoi suoni,


dai cinguettii al rumore di città


come incerta se svegliarsi.

 

Sembra fatta per me 


la resistenza della trasparente caligine


che non riesce ad essere nebbia,


il salire lento dei fumi d’uomo,

i sogni che escono dalle finestre

in cerca di libertà.

 

E’ sicuramente per me


la guerra che si rinnova a quest’ora


tra nuove voglie e i troppi ricordi,

tra desiderio e l’abitudine alle delusioni.

 

Ed è anche per me

il peso di una felicità possibile

troppo incerta per conquistarmi.

 

Abner©Rossi

(11 aprile 2016)

Le vol de l’alouette


 

A ton pointage vers le soleil, à la verticale,

la voix comblée d’urgence, après,

ta chute en flèche, rapide, silencieuse,

et de nouveau en haut en musique.

 

Ils sentent la chaleur, l’amour,

ils sont heureux vol matinal, tes notes.

 

Un bonjour peut- être, un rituel de fête,

un message à la vie qui renaît,

une affirmation de présence.

 

Dussé-je, par hasard, te ressembler,

avoir tes ailes et ta voix,

mon vol serait irrégulier,

au soleil chaud je clignerais des yeux

mon atterrissage toujours embarassant.

 

Mon voyage d’homme sur la terre

vire, voire se déplace dans le temps,

des sentiments de culpabilité aux exaltations.

 

Rien qui compte n’est que beau

et tout ce qui brille mat aussi à mes yeux.

Rien à moi n’est que printemps

et en été souvent je me décolore.

 

Mon chant est rauque

et traîne sur des mots usés.

 

Plus grands que les tiens sont mes rêves,

ceux-ci, vraiment, n’ont jamais abdiqué,

ils sont si vifs maintenant que le premier jour,

ils n’ont rien de mes cheveux blancs.

 

ILS VOLENT !

 

Le ciel qui te suffit

pour moi a toujours été insuffisant.

Je veux savoir!

—-

sabato 12 marzo 2016

Le vol de l’alouette – traduzione di Fiorenza©Dal Corso

della poesia “dell’allodola il volo” di Abner©Rossi

Certi giorni


 

Colline intorno tingono di bianco

freddo come fosse gennaio,

fiori in giardino sembrano perplessi,

qualche macchia d’azzurro,

nubi veloci vanno in processione.

Mia nonna mi direbbe siamo a marzo

un mese che improvvisa quasi sempre…

poi un antico proverbio contadino,

una fetta di pane, zucchero e vino,

una carezza che ingabbia la mia noia.

Oggi è una giornata come allora

forse ne ho già viste tante altre,

giornate vuote dove il niente vince,

stinge le parole nella mente,

un mare grigio dove niente affiora.

Eppure sento un’agitazione

qualcosa che si muove sullo sfondo

ombre antiche che stanno mulinando,

giochi di bimbo tradotti in fantasia,

suoni lontani in cima alla mia penna.

Una poesia sta nascosta oltre,

oltre qualcosa che non lascio uscire.

 ***

Abner©Rossi (9 marzo 2016)

Sorella morte


Ti propongo un sorriso,
un lungo abbraccio, 
un fosso da saltare a piè pari,
l’affanno del correre veloci
nel biondo profumo
del grano, dei vent’anni,
del presente assoluto.

Ti propongo un sorriso,
almeno finché vita ci separi.

ABNER©ROSSI (7 marzo 2016)

 

Dirti tutto e non dire


 

parlare ad esempio alle tue mani

sfiorandole sul dorso con un bacio.

 

Darti un silenzio innamorato

che ti racconti di ciò che mi fai dentro.

 

Il calore del camminare insieme

senza dare un nome a quella strada.

 

Fare del tempo uno sconosciuto

che scorre, corre, salta, si dispera

per l’importanza che non gli viene data.

 

Sfiorare la tua pelle con un soffio

che mentre prende lascia tutto intatto.

 

Scendere nelle valli che regali

senza un commento che non sia respiro,

tenendo a freno le solite parole

che dice un uomo quando alza gli occhi

e tocca un cielo che non aveva visto.

 

Dare al rispetto il senso dell’amore

senza spiegarti il significato

di ciò che vale, di ciò che è prezioso.

 

Dirti tutto e non dire

lasciando che da sola tu capisca

che sei l’arrivo

il sogno che facevo da ragazzo,

l’oltre per sempre che non immaginavo.

 

Abner@Rossi

5 marzo 2016