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Fu maggio


Fu maggio a portar via,

nonostante l’estrema gentilezza

e le sue mille diverse fioriture,

ciò che non dovrebbe mai partire.

 

Poi l’ultima radice si perse

nella terra.

 

Abner©Rossi
17 maggio 2016
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NEWS


Le inviamo la nota ufficiale della Fondazione Mario Luzi con la quale Le comunichiamo d’aver scelto i Suoi testi per la pubblicazione del volume annuale dell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea.

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Reverie (traduzione inglese di “Fantasia”)


Traduzione di “Fantasia” (Arcangela Rossi)

 

REVERIE

 

In the clock of reverie are

hours that flow like minutes

and hours that take years to chase.

Hours that sometimes cherish wind,

hours scattered in many a blunder

like vessels far from any port.

 

Reverie is a noblewoman,

She kisses lovers only when she wants to ,

Slams the door when she gets tired,

Leaves you naked and often lets you down.

 

What you are worth is up to her,

She is respectful to everyone but has no compassion.

She is truthful like a deep night

and just like her she does not favor shadows,

She shows all your weaknesses

and hurries away whenever you bore her.

 

Mine for instance dislikes seduction,

if I am true to her she welcomes my company,

she is willing to be my spouse,

she drinks the juice of my dreams,

she is nurtured by the ink of my pen.

 

Then tired of being stuck in a room,

we dash through the first door,

free to go anywhere or disappear.

 

She runs as young as ever,

me, I am weary with memories.

 

She says farewell from the last hill

and she smiles at my weaknesses,

that’s how we show our difference,

i greet back and shout

…I’ll reach you!

 

But she knows I’m short of breath by now.

 

By Abner Rossi

IO

 

Di quando e di come


Di quando e di come

 

Di mare e di sale,

di sole e fatica,

di acqua che scorre

e si ferma in un lago,

di notti in mutande

in un letto disfatto

frugando con gli occhi

in un buio interiore.

 

Di incerte ricchezze

e respiri in prigione,

di sangue che pulsa

in lontane regioni.

 

Di miti in vetrina

e di foto ingiallite,

di tiepide mani callose

e di voci asfaltate

da un tempo catrame.

 

Di penne e di carta,

di appunti rubati,

di sogni abortiti

in notti di addii.

 

Di luci accecanti

in vetrine addobbate,

di orgogli e impennate…

 

Di fiori e cemento

di fegato e cuore

 

di quando e di come

si vive ogni giorno

e ogni giorno si muore

 

Abner Rossi

9 febbraio 2013

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Dal verde al giallo


Dal verde al giallo

Il vento del caso

solleva pagliuzze e le abbatte,

si alza più forte a momenti

e le illude guidandole in cielo,

poi all’improvviso si calma…

come brezza gentile d’estate,

regala periodi apparenti

di pace e perdono.

E le schiaccia per terra e nel fango

dopo averle seccate per aria,

dopo aver cancellato memorie

del verde iniziale…dell’acqua, del sole,

portandole al giallo presente

e futuro.

Abner Rossi

3 febbraio 2012

 

verde

Nei passi che si fanno


Nei passi che si fanno

 

 

Il viaggio

importante come nient’altro

qualcosa che va oltre l’esistenza…

 

almeno questo

è ciò che ho letto spesso

e anche quello che ho sentito dire:

lo dicono i saggi,

la gente che ha viaggiato,

i Santi, i filosofi sapienti,

i miei insegnanti, insigni artisti,

intere scuole di psicanalisti,

tutti i poeti o almeno quelli grandi

(dei piccoli poeti non so niente,

il loro pensiero non arriva al cielo

o forse hanno perso “l’attimo fuggente”,

il salotto importante o l’editore).

 

Tutti d’accordo

nel cancellare l’arrivo e la partenza,

le origini, il luogo, la fortuna.

 

Anch’io la penso all’incirca come loro

e credo che il viaggio sia importante,

ma aggiungo insignificanti differenze.

 

Io credo molto nei passi che si fanno,

nel tornare sui propri se si sbaglia,

nello stare ben in piedi sulla terra,

nel sapere che ciò che sto pestando è vivo,

nell’andare avanti, riflettere, pensare.

 

Credo nel rispetto dell’altrui viaggio,

che il proprio non sia né il solo, né il migliore,

che a volte stare fermi sia molto meglio

dell’arroganza, della prepotenza

e del pestare i piedi ad altra gente.

 

Io credo che non basti convinzione;

suggerisco, ad esempio,

di non sottovalutare il caso

o le infinite indipendenti circostanze,

il vento contro, le favorevoli discese,

le cadute improvvise,

il tempo che serve per rialzarsi e ripartire.

 

Penso, tra l’altro, che non sia uno solo,

ma molti brevi viaggi circoscritti,

piccole tappe, un andare e venire,

un cambiare un certo numero di strade

perché, magari, piace non viaggiare solo,

perché piace avere compagnia

o perché sei uno che si innamora spesso

e allora ti fermi, godi, soffri, vivi,

riparti…prendendo per mano qualcun altro.

 

Talvolta credo

che anche perdersi sia bello,

ed anche avere il dubbio sulla direzione:

mi piacerebbe scoprire un giorno

di aver fatto un lungo,

intenso viaggio per errore.

 

Io mi occupo di polvere e di ombre,

spesso di sogni

ed anche se sembro un tipo più concreto,

credo a ben poco

e a niente

che non contenga almeno un’emozione.

 

E agli intellettuali comunque collocati,

che spacciano parole non vissute,

un breve saluto mentre corro;

non ho nessuna simpatia per le Sirene

e del viaggio di Ulisse adoro Polifemo

che parla molto ma non parla a caso.

 

 

Abner Rossi