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Poesia

Ancora una volta


Ancora una volta

(buon anno amore mio)

 

Tu ed io stasera

ce ne andremo lontani più di sempre,

più di quanto sia possibile in un anno.

 

Ci metteremo i vestiti più belli,

giacca e cravatta per me e tu

con quella sottana stretta dei vent’anni.

Poi scenderemo lentamente le scale

e sulla porta, fermeremo il tempo,

saluteremo il sole e poi la luna.

 

Alla fine, quando sarà ormai piena notte,

risaliremo lentamente in casa, amore mio,

ci abbracceremo ancora un’altra volta

e ancora e ancora e ancora un’altra volta.

 

Poi, guardandoci negli occhi,

faremo finta che sia la prima volta

e piangeremo insieme come allora.

 

Abner Rossi

martedì 31 dicembre 2013

Copyright©2013/dicembre

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Poesia Poetry

La più bella


La più bella (a mano aperta)

 

Non ti ho scritta

perché nascosto in false ideologie,

perché spesso innamorato

di donne simili spacciate per diverse,

perché privo di un foglio pulito

e di una penna nuova più leggera.

 

(E questo era solo narcisismo)

 

Non ti ho scritta

perché le ombre non erano mai in pace.

Perché il mio stile non mi sembrava adatto

alle parole di un uomo che urla di esser nuovo

ed era antico.

 

Non ti ho scritta

perché bevevo vita a garganella

convinto che l’ultima goccia

avesse il gusto della conoscenza,

unico sapore da assaggiare.

 

Non ti ho scritta

perché eri perfetta, colorata,

degna di essere la mia compagna,

la prima e l’ultima, il frutto della

mia indomita passione.

 

Adesso so che non ti scriverò

fai parte di ciò che volevo e non ho avuto.

Ed il mio pugno, stretto con forza,

è diventato infine mano aperta.

 

Abner Rossi

sabato 21 dicembre 2013

Copyright©2013/dicembre

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Poesia

Acqua


Acqua

 

Sono fatto di acqua novembrina,

pigra, lenta, continua.

 

Acqua

che sembra cadere inutilmente,

senza scopo preciso,

quasi in appartato silenzio,

bagnando terre che sono

già bagnate.

 

Acqua che scende al suolo

e poi si infiltra, come se fosse

amore senza un fine.

 

Anch’io sono così

se amo, amo!

Non penso né al risparmio,

né allo spreco.

 

Abner Rossi

venerdì 22 novembre 2013

Copyright©2013/novembre

(immagine reperita nella rete)

STANZA PIOGGIA

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Poesia Poetry

Manifesto (toccar con mano)


Manifesto (toccar con mano)

 

Sette giorni su sette

senza un solo giorno di riposo

talvolta con la testa nella sabbia,

altre a testa alta a menar mani

ed altre ancora, le più frequenti,

assente nel mio nulla fino al collo.

 

E’ in questo nulla dove mi ritrovo,

girovagare epoche diverse,

a perdere sogni e costruirne nuovi,

a gettar via la carta consumata

e tutto quello che mi sembra avere

solo un piccolo odore di anticaglia.

 

E’ lì, nel nulla, dove io battaglio

con la mia penna a far uscire suoni,

qualcosa che mi renda originale

(o almeno nuovo a me stesso)

come ciò che ancora non ho fatto

senza pretesa di esserlo per altri.

 

Il nulla…

che scuote le finestre e poi le apre

o le chiude per rispettar le ombre

e le tracce, le orme, i passi, i suoni,

le foglie ormai cadute lungo gli anni…

il nulla che brucia anime, le abbandona

o le salva, spremendo gocce dalla fantasia.

 

Il nulla…

un giovane ragazzo infervorato,

un uomo che combatte le illusioni,

un vecchio che ha sconfitto la rinuncia,

poi uno che scompare e non ritorna.

 

E’ solo quando accetto il fallimento,

che tutto sia distrutto e non ricresca…

apprezzo il mio sipario che si chiude,

fin di commedia, si prosegue ancora

ed è così che entra la poesia”

 

Abner Rossi

giovedì 21 novembre 2013

Copyright©2013/novembre

(immagine reperita nella rete)

foto reperita sulla rete

 

Abner Rossi
Abner Rossi

 

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Poesia Poetry Teatro

Le ragazze con le guance rosse


Le ragazze con le guance rosse

 

I balli di campagna all’aria aperta

e le ragazze con le guance rosse

come le mani che volano sui campi.

 

Il fieno fresco, le ginocchia ferite,

i pantaloni corti della festa,

l’insonnia calda dei grandi primi amori

quando tutto festeggia i miei vent’anni.

 

La vite con le gemme, i primi bocci,

il vento dolce che mescola profumi.

 

La mia casa, i sogni,

il lavoro che si sposa con il sole,

il gracidar antico delle rane,

l’eterna gioventù del mio torrente.

 

Il richiamare di vecchie e nuove voci,

Sant’Andrea che chiama per il Vespro.

 

Un segno della Croce, una preghiera

e poi ancora in corsa dietro al lungo giorno

che sparge intorno tarda primavera.

 

Abner Rossi

7 novembre 2013

Copyright©2013/novembre

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