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E’ giorno


E’ giorno

 

Ed eccomi di nuovo obbligato

a tramutare in sogno ore nuove,

ore che si comporteranno come ieri,

a dar valore a parti grezze del niente

ed a fornirgli un senso che sia mio.

 

Così, pur non convinto di volerlo,

lavorerò per trasformare fango in tesoro,

solitudine in amore, tempo in fatti,

distanza in rapporti più o meno voluti.

 

E nessuno può farlo al posto mio.

 

Questo è ciò che faccio da sempre,

ma via via che rughe si aggiungono,

via via che il castano dei miei capelli

si imbianca come scomodo testimone,

mi chiedo se le mie spalle possano

mantenere il ritmo della vogata

e il peso di una direzione, in un mare

sempre più incomprensibile.

 

Mi chiedo se non sia l’ora

che desiderio e abbandono vincano

e volontà lasci sconfitta le sue vecchie,

sdrucite e pseudo sagge regole.

 

Abner Rossi

21 maggio 2013

poesia depositata SIAE

remo

 

 

 

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Poesia

Differenze


Più complici che amici  

abbiamo frequentato per anni  

stesse ore e stesse storie.      

Abbiamo vantato una fratellanza  

sempre fragile e in guerra, ma utile  

per concludere in piedi  

immancabili sbornie ed attese.      

 

Ragazzi e poi uomini  

della stessa miseria e quartiere,  

poco ci trovava d’accordo,  

salvo la presunzione della salute   

della nostra vita insieme  

condotta con quattro braccia  

forti e litigiose.      

 

Poi hai trovato una giacca,  

una camicia stirata, una cravatta

e una donna  

un lavoro, una casa moderna.      

 

E ti ho perso,  

ammesso che mai ti avessi avuto.

     

Ora ci salutiamo a distanza  

e gli occhi si voltano altrove  

a sancire un impossibile addio

non consumato, né detto.      

 

Abner©Rossi   vino          

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Similitudini (femmina luna)


Similitudini

 

 

Il breve sole

reclinando ad ovest la testa

attenua rapido

la sua già scarsa luce.

 

E la luna,

già alta da tempo,

quasi servile comparsa,

in incognito prepara la notte.

 

Veste a nuovo le ombre

e le prepara, mescola colori

tuffandoli in un blu potente

che lentamente punterà al nero.

 

Cambia il linguaggio,

apre porte ad altra vita

più profonda e intatta.

 

Intanto cresce

come giovane amante generosa,

seduce, bagna con quel suo fare antico,

fragile, nuda, tenue, dolce,

che del giorno

è tanto più simile alla morte.

 

E intanto chiama, raduna, sceglie,

tradisce tutto quello che può

e trasgredisce,

insegna,

poi prende forza, ride, gioca,

prende per mano il mare

e lo solleva.

 

Abner Rossi

 

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Altrove


ALTROVE

 

Ti ricordi?

Stanchi di essere diversi

dicevamo di essere di “Altrove”

quel paese che esiste e non esiste,

di essere fatti di una speciale lega

prodotta per caso e mai più trovata.

 

Dicevamo di essere uomini

nati il giorno dopo,

come tutte le cose che ancora

non son nate.

 

Essere diversi era troppo poco,

non ci bastava essere eccezioni

di un mondo buffo con regole già date

e di regole noi non ne avevamo una.

 

Ti ricordi?

Non abbiamo mai pensato di essere migliori,

anzi: la pasta con cui eravamo fatti

era scadente, sospetto la peggiore,

ma era questa la nostra differenza,

essere fango che da solo si modella.

 

Ed ora?

Siamo ancora così, siamo di “Altrove”.

Forse esistiamo,

forse da tempo ce ne siamo andati,

forse stiamo solo aspettando

altre soluzioni…

 

come un mondo, ad esempio,

un mondo che sia nuovo.

 

Abner Rossi

30 settembre 2012

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Fumus poetico


Fumus poetico

(a proposito di poesia)

Peristalsi

ondose derive,

subliminali anfratti

visioni fatte in serie

giochetti di prestigio

uso improprio di eventi naturali

limature e residui rubati

ruggine, scolo e scorie

anime corrotte

omicidio di parole

appropriazione

vita di altri

occasioni

metafore

opinioni

vetrina

.

quasi mai poesia

Abner Rossi