Navi e Capitani


 

Navi e capitani

 

 

 

 

 

C’era una nave e c’era un capitano,

 

diverse stelle per l’orientamento

 

c’era una brezza che aiutava il sogno,

 

luci lontane di coste salutate

 

ed una chiglia immersa nel futuro.

 

 

 

C’eran sirene distese sugli scogli,

 

miti, eroi e polene dai volti minacciosi

 

di giovani donne con i capelli d’oro,

 

che sorridenti laceravano le onde

 

per affrontare l’ultimo nemico

 

e proseguire poi lungo la rotta

 

compagno il vento, compagni i propri dei,

 

per la fortuna, per la buona sorte.

 

 

 

C’eran tempeste vissute con mestiere,

 

bonacce che fermavano la vita,

 

e funi e corde per imbrigliare il vento.

 

C’era pazienza, c’era tutto il tempo

 

per viaggiare verso un nuovo sogno,

 

verso la fine…là, dove il mare precipita,

 

all’inferno.

 

 

 

C’erano donne salutate in porto

 

che solo gli anni potevan riportare

 

e figli che aspettavan loro padre,

 

come si aspetta chi non si conosce.

 

C’erano sogni di ori e di ricchezze,

 

che la fatica poteva conquistare.

 

 

 

C’erano Dei degni di rispetto

 

e brande strette senza nessun tetto.

 

C’era un uomo in un grande mondo,

 

isole e mari sempre sconosciuti

 

e muscoli tesi, gonfiati dallo sforzo

 

per una guerra che si chiamava UOMO.

 

 

 

Ora le navi sono tutte in porto.

 

Ormeggiate fuori, lontane dal ricordo,

 

stanno marcendo insieme a tutto il resto,

 

il vento è fermo, come è fermo il tempo.

 

 

 

Le donne in porto non pensano al ritorno

 

Gli eroi di un tempo non trovano la rotta

 

e i figli sono arresi all’abbandono.

 

 

 

Nessuno tornerà da quei viaggi

 

e nuovi Dei, famelici e corrotti,

 

scoprono artigli e lanciano ululati,

 

senza ritegno chiedono la guerra

 

tra ombre d’uomo senza intelligenza…

 

 

 

e un mondo nuovo che esige la saggezza.

 

 

 

Abner Rossi


foto di proprietà dell'Autore

Abner Rossi (poesia depositata SIAE/2011)

Il Sig. Nessuno va alla guerra


dichiaro che mi candido ufficialmente per le prossime primarie del Centro Sinistra. Elenco le mie motivazioni: 1) se si candida RENZI, che ancora non ha compreso di essere il sindaco di Firenze, allora posso farlo anch’io 2) Ho un’età che mi consente di non aver bisogno della pensione di parlamentare. 3) dico sempre quello che penso e ritengo che questa sia una caratteristica inconsueta, necessaria (anche in politica) e sintomo di personalità. 4) sono stato iscritto al PCI e non sono pentito, mi è capitato di presentare un comizio di Enrico Berlinguer e sono quasi svenuto per l’emozione. 5) ho fatto una Campagna elettorale nel Belice terremotato con Pio La Torre e la gente sapeva che eravamo affidabili e onesti. 6) Ho sempre lavorato per vivere e se oggi sono un poeta, ieri sono stato un operaio metalmeccanico 7) recentemente mi sono iscritto all’ IDV perché lo ritengo un partito con forti potenzialità, nonostante che Di Pietro sia incapace di costruire un partito politico. 8) non sono razzista, mi piace apprezzare le differenze e vorrei che il prossimo Presidente della Repubblica fosse una donna. 9) Non vedo, a sinistra, personalità in grado di essere un decente presidente del consiglio 10) preferisco ri – finanziare la Scuola che le Banche…

Avrei molte altre motivazioni, ma concludo dicendo che nonostante questa mia candidatura non sono un presuntuoso e non credo nei personalismi. Dite che la mia candidatura avrà pochi “mi piace”? Probabilmente avete ragione, ma questo è un vostro problema… perché dove andremo a finire dipende da tutti noi, certo non è il mio.

Il mio problema è che voglio continuare ad essere orgoglioso di essere italiano!

saluti cordiali (Abner Rossi)