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Quel qualcosa di eterno


vecchio

Anomalie…

sono strani i ricordi, piombo senza peso,

ormai quasi ombre in silenzio

come tracce leggere sulla neve

giardini dove è lento, raro il fiorire,

orti incolti dove il più è ortica, trifoglio,

siepi intrecciate d’edera e di rosa,

danze di particolari irrisori o lunghe storie.

.

Nessun ricordo prevale, escono a caso

si legano tra loro sommando emozioni,

si trasformano anche, prendono colori,

comunicano, variano d’importanza,

un attimo vissuto può sembrare d’eterno,

anni interi lasciano spazio a minuti,

ad un volto, un oggetto, una parola, odori.

.

Un ombra si fa persona, rimpicciolisce o cresce,

può entrare ancora in fasce, e uscirne stanca

con i capelli bianchi, diversa, anche macchiata.

Spesso anomali, quasi falsi, cambiano tempo,

costringono al presente il più remoto

e quello, dal pozzo emerge come fosse ora

un ora sempre vago, un non tempo assoluto.

.

Poi liquidi scorrono, si complicano autonomi,

colpiscono al centro, altre solo feriscono,

svaniscono, svuotano, fanno male, chiedono.

.

Per dirti di non fare tardi, prosegui, vivi, vai.

.

Abner Rossi (lunedì 17 gennaio 2022)    

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Au Nord


Au Nord

La Prof.ssa Fiorenza Dal Corso traduce da par suo “A Nord” di Abner Rossi

Si tu vas vers le nord
depuis cette ride au coin de ma bouche
venant de paraître juste hier sur mon visage
tu pourras découvrir des mots que je ne dis pas.
 
Mais fais attention, ralentis tes pas,
tu ne trouveras pas, en montant, des routes faciles,
chaque signe est une vallée sombre et étroite,
une montée pour des pas rudes et tourmentés,
des descentes glissantes et des expériences
où des présences anciennes, de vieilles ombres
trompent, se présentant soudainement,
même l’explorateur le plus expérimenté.
 
Si tu as le courage de continuer
tu découvriras une fatigue continue,
des lumières allumées la nuit pour étudier,
des travaux bons et mauvais pour manger,
des découvertes, des illusions, des échecs
et tellement de vie.
 
Au sommet, finalement, tu trouveras un pli 

qui depuis toujours, caractérise mon front :
je n’en sais rien, il est là depuis toujours,
il sépare mes sourcils et les espace
me donnant un je ne sais quoi de sombre et caché.


Et ça c’est moi, tout dans ce pli-là,
accroupi comme un chien solitaire
qui attend toujours un peu de compagnie.
 
Parfois je me lève, je fume, je parle tout seul,
je cherche,
je maudis mon caractère obstiné,

je me dégourdis les jambes et souvent j’aime.

Abner Rossi – Fiorenza Dal Corso 13 febbraio 2021

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Effimere


Abbiamo visto grandi foreste,

di betulle al vento e foglie innamorate.

Altre volte riarsi deserti

e lontani cimiteri di elefanti.

 

Ci siamo persi in tante ideologie,

in stili di vita, in modi di essere,

in valori di eredità guerriere.

 

Creato e cancellato intelligenze e saperi,

dimenticato per dimenticare

fino ad essere la novità più invecchiata

e consunta.

 

Altri direbbero che abbiamo rinunciato

anche alla parvenza di quella umanità

che dovrebbe condurre a passi nobili.

 

Altri, di me più religiosi,

affermerebbero che siamo non anime

in lenta e ossessiva transumanza

in direzione del niente.

                                                 

Io sento che sempre ci siamo guadagnati

il biglietto di andata e ritorno

e niente ci è mai stato regalato.

 

Io sento

che stiamo viaggiando verso il sole

immersi nelle ombre contraddittorie

di una stirpe fatta per volare

che non ricorda di avere ali.

 

Nel bene e nel male, credo,

stiamo viaggiando.

 

Abner Rossi

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L’anti retorica di Eros


È di frammenti, di micro organismi sensibili,

di mosaici che si sposano soprammettendosi

quell’Eros agitandosi come serpe al muro

come pianta che dal sottosuolo buca

spinge, getta tutto quel che può in alto.

 

Eros non ha regole, lui le stabilisce e detta

ad ogni altro di qualsiasi specie,

fuma di fiamma perenne tra silenzi e schianti

come legno che al gelo preferisce morte,

poi di passione innaffia postulati

ed elargisce nuovi pensieri e segreti

più spesso liquidi.

 

Che dire? Né formale né informale

Eros ha una sua a-retorica privativa

e primitiva mi pare,

scandalosa e prioritaria per chi scrive.

 

Nessuno in nessun altro tempo ha potuto

limitarsi in amore patendolo,

quando Eros spariglia,

sogghigna gettando giù porte che all’assedio

non hanno alcuna intenzione di resistere.

 

Che thanatos il maschio si dia tempo

è di Eros qualsiasi epoca sana o marcia

Lui è il principio di sopravvivenza e di libertà

ed anche la fine.

 

Abner Rossi

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Dans mon jardin


Traduzione della Prof.ssa Fiorenza Dal Corso, che ringrazio di cuore, della Poesia “Nel mio Giardino”

Dans mon jardin, qui, comme moi,
fleurit s’il fleurit et s’il en a envie,
maintenant c’est un moment de repos,
il doit faire ce qu’il faut sous terre,
et surtout il boit
de l’eau à la saveur de l’automne.

Il sait  qu’il est  âgé, de la vieille terre,
autour d’un monastère florentin,
malgré cela dans ces couches-là il pousse encore
autant qu’un jeune champ renouvelé.

Il semble écrire sur du papier toujours nouveau
d’un vieux livre où les mots
vont d’une motte de terre à l’autre, frisent des pierres,
prennent racine pour mon hiver.
Il utilise judicieusement son histoire
qui, d’une année à l’autre se renouvelle.

Contrairement à moi, il ne s’ennuie pas
il est tranquille, il sait bien ce qu’est la vraie poésie
la même qu’il a déjà écrite mille fois,
et comment l’offrir, nouvelle, au printemps.

Abner Rossi