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Poesia

Tu che mi ridi accanto


La giornata

notevolmente eccentrica muove

per i tempi di adesso in quei tuffi

tutti lessicali quando piacendo piove.

 

Sono i giorni parolai d’opportunità

di sinceri quanto opportunisti dialoghi

per quel poco da dire e fare d’arte

che già non sia stato fatto e detto

in secoli già stati e cosparsi di vittime

che si sarebbero meritate onori,

glorie, salotti inneggianti e penne d’oro.

 

Difficile un cammino originale nell’oggi

di idee scopiazzate già ieri, panegirici

dedicati alla disperazione su marmo incisa.

 

Più facile strascicare la nostra pessima anima

in quei ricoveri dove stanno impilati

migliaia di libri in ossequiante attesa

non di un cliente ma del vincitore

dell’ultima corsa in un Colosseo editoriale

dove si uccide veramente e più di sempre

e dove il sangue è raramente rosso.

 

Poi volendo si esce come prigionieri sconfitti

decidendo di dare al niente, amore sincero,

sudore, studio, cosce fatte bene, sesso.

 

Vino ovviamente, al palato, alle labbra, al cuore,

mentre anche tu mi onori di due righe

del tuo criticare ogni mia parola

anche adesso mentre mi ridi accanto.

 

Abner Rossi (1 febbraio 2021)

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