Dell’allodola il volo


Al tuo puntare al sole,

in verticale,

a voce piena d’urgenza

per poi picchiare rapida in silenzio

e di nuovo in alto in musica.

 

Sanno di caldo, d’amore, son felici

il tuo volo al mattino, le tue note.

 

Forse un saluto, un rituale di festa,

un messaggio alla vita che rinasce,

una affermazione di presenza.

 

 

Dovessi per un caso somigliarti,

avere le tue ali e la tua voce,

il mio volo sarebbe altalenante,

al sole caldo stringerei gli occhi,

il mio planare sempre imbarazzante.

 

Il mio viaggio d’uomo sulla terra

vira, anzi si sposta nel tempo

dai sensi di colpa alle esaltazioni.

 

Niente che conta è solamente bello

e tutto quel che brilla

è anche opaco ai miei occhi.

 

Niente di me è solo primavera

e nell’estate spesso mi scoloro.

 

Il mio canto è roco

e striscia su parole consumate.

 

Più grandi dei tuoi

sono i miei sogni,

questi, davvero, non hanno mai abdicato,

son vivi adesso quanto il primo giorno,

non hanno niente dei miei capelli bianchi.

 

VOLANO!

 

Il cielo che a te basta

per me è sempre stato insufficiente.

Voglio sapere!

 

 

***

Abner©Rossi 29 febbraio 2016

Cappellaccia

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