EVO MEDIO


 

3 – 7 – 16

…conto i passi.

La zia di Estella è partita,

Estella mia dorme nella torre

dove non può salire uno stalliere.

 

2 – 8 – 19

…tante stelle…

forse salendo quando sarà notte

dalla gronda al tetto il salto è breve.

 

1 – 26 – 11

…tempo di streghe

torno indietro e ripenso

ai cavalier che l’hanno corteggiata

nei loro ferri, con i loro scudi

con quelle spade

sempre sfoderate.

 

La sabbia stanotte non scorre

sembra che non voglia fare buio.

 

4 – 9 – 13

…puzzo di stalla

un lezzo che nessuno può lavare.

Ricordo quando Estella dodicenne

fu data in moglie al primo cavaliere,

io già strigliavo gli asini del borgo.

 

15 – 12 – 21

…tempo d’amore,

sognando una battaglia per morire.

 

Morire all’alba prima di venire!

 

Ai tempi io avevo diciott’anni,

l’amavo allora come oggi l’amo,

anche se sguazzavo nello sterco.

 

25 – 30 – 1

…tempo di giugno, i fiori!

come si può amare così tanto?

Lei prigioniera, nobile, contessa…

io che Duccio dormo sulla paglia.

 

Spero che l’anno mille venga presto,

spero che tutto cambi mia signora,

allora sarò anch’io cavaliere.

 

Spero che Estella sappia e che mi aspetti.

 

Sono sul tetto, la finestra è aperta,

c’è luce di candela, d’ombre e voci,

anche stanotte Estella ha compagnia.

 

Il mulo intanto urla nella stalla,

forse sognando di essere un cavallo.

 

Abner©Rossi

(senza data perché vorrei non averla mai scritta)
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