Altri tempi


 

Rari passi sulle pietre del borgo

quasi fossero un eco inghiottito,


la Chiesa sconsacrata per le assenze 


un tempo faro di principio e fine, 


la campana che si promette al vento, 


abbandonata.

 

Sotto, più sotto,
dopo l’ultima casa

tra le erbe rampicanti un cancelletto


che grida ad aprirlo,


come a chiamare un ricordo.

 

Ti ricordi? 


Ti ricordi la domenica mattina

con l’Ostia ancora in bocca


le tue corse a saltarmi?

 

Ti ricordi le grida di una vecchia


il suo voler dai giovani rispetto


per quei morti, per quelle croci,


per quei fiori di campo

da tempo già sfioriti?

 

Si ti ricordo,

ma sembravi più grande,

lo confesso,

certamente più pericoloso, 


era come saltare una montagna,


un passare oltre, trasgredire

e immaginarmi grande,

ben vestito,
mai più bambino,

andare via,
avere moglie e figli, 


un auto bella, un ottimo lavoro.

 

Sono passati quasi sessant’anni,


potessi adesso, non vorrei più niente, 


niente!

 

Mi basterebbe solo riposare

essere lì con te e non pensare.

 

Abner©Rossi (2 dicembre 2015)

 

  1. Bellissima e struggente, buona giornata!

    Date: Thu, 3 Dec 2015 06:05:44 +0000
    To: silvia-1959@live.it

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