Un’alba di normalità e jazz


 

Eolo sta decidendo ancora

con quale vento risvegliare

Aurora.

 

Marte invece è già pronto,

sorride felice, muscoli e armatura,

riflette in quale guerra impegnarsi,


non ha che l’imbarazzo della scelta.

 

Il mio vicino non è andato a letto,

come sempre si è strafatto di tequila,


ha fumato un po’ d’erba e ribevuto,


urla, rincorrendo sua moglie…sesso!

 

Anche lei urla…fottiti stronzo!

Volano piatti e schiaffi,


solitamente ben distribuiti.

 

Di fronte, un vecchio musicista,
soffia,

ansima anzi,

nel suo sax tenore arrugginito,

(dopo aver leccato le sue ance)

quel po’ di jazz che ancora si ricorda,

senza cavalli sarebbe stato ricco.

 

Tra appena un’ora entro a lavorare


e sto facendo a pezzi i miei ricordi


insieme al cuscino del mio letto.

 

Anche stanotte 
non sei tornata a casa,

persa di sicuro dentro a un letto.

Giuro che stamani mi licenzio.

-.-.-.-.-

Abner Rossi

26 novembre 2015

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