Il merlo


 

Canta stamani il merlo e sta piovendo

anzi urla e non capisco perché.

Forse ha interrotto il suo passo

o forse, come me, si sente solo.

Probabilmente sta cercando un eroismo

per dimostrare di che pasta è fatto,

per far vedere che le sue ali forti

non temono l’età e le intemperie.

 

Le allegre cince scuotono le ali

sotto il bosso,

le cornacchie non trapanano il vento

con le grida. Sbattono gli occhi

nel bosco mentre ammirano gli olivi.

 

La fame ancora non gli presenta il conto.

 

Il gatto nero,

che vive nei paraggi,

siede sulla mia soglia di casa,

si prepara al giorno, si stira,

soppesa i pro e i contro e si distende.

 

Fuggirò di casa a costo di bagnarmi,

potrei impazzire nel mio letto freddo

dove la compagnia è pari a zero.

—–

Abner Rossi

mercoledì 28 ottobre

merlobianco

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