niente di tiepido, allora


 

Ti leggo oggi ancora come ieri

nelle tue guance rosse

per la corsa alla Pieve

e poi, dietro i cipressi, prima dei campi,

per le nostre fughe nel prato.

 

Ti leggo nei miei respiri forti d’allora

e nel cuore che balzava ogni volta

per la gonna della domenica

ogni volta più corta

alle ginocchia già tornite,

come di ragazza che sfugge

oltre quell’età che mi teneva

fermo ai due peli sul mento,

ai baci che non sapevo dare,

a ciò che mi insegnavi,

a quello che sapevi del mistero

di due che come noi

stavan crescendo.

 

L’amore è del dopo

e, almeno il mio,

l’ho scoperto col tempo.

 

Allora si trattava di ben altro

giovane età e corpi sempre caldi,

mani affamate, occhi negli occhi…

intensi, liquidi, certo sempre vivi.

 

Allora il cielo non mi interessava,

nemmeno il sole e la luna,

il mare, così lontano da noi,

non era nemmeno un pensiero

e nel prato,

dove ci incontravamo di nascosto,

non ho mai visto un fiore.

 

Abner Rossi

11 ottobre 2015

PieveCercina01

  1. delicato e coinvolgente questo idillio della giovinezza dove ognuno di noi si rivede in quelle corse nel prato con le guance rosse, ci riporta indietro nel tempo, quando ci sembrava amore, ma ancora non lo era. Molto bella!

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