Di noi


Come inizio,
per principio e filosofia,
prendemmo insieme a calci le illusioni,
poi ci incamminammo
di fianco, a volte, altre per mano,
altre ancora senza niente in comune
e in completo silenzio.

Non fu mai intrattenimento,
e nemmeno oggi lo è
niente che fosse o sia saggio
ci appartiene.

Voltammo pagine e pagine
idee, pensieri e propositi,
per riscrivere tutto in bella copia.
Fallimmo quasi sempre
e questo è e fu vanto e differenza,
libertà dal giudizio e fortuna.

Per i nostri figli
siamo due sposi attempati,
quasi residui bellici ossidati,
qualcosa di scontato e d’altri tempi.

Meglio così

padroni dei nostri segreti

Come dirgli del volo,
delle notti delle lune non viste
tra le lenzuola sudate?
Cosa dirgli della nostra follia,
di tutti i giorni inventati,
del tempo fermato in un bacio?

Cosa dirgli dei nostri domani?

Abner Rossi

6 ottobre 2015

Ruggine

  1. I figli credono di aver inventato il cielo e non sanno che loro sono figli di questo stesso cielo. è la vita che si perpetua in questo scambio epocale, in questo passaggio del testimone che ogni generazione fa proprio per un certo periodo e poi d’un tratto si accorge che è ora di passarlo ai propri figli. Splendida riflessione!

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