per dimenticare


 

Per partenze improvvise

si va sperando in arrivi maestosi,

quando il suono del sonno

chiamerà, finalmente, per dimenticare.

 

E dimenticheremo! Dimenticherò

le tue spalle d’ebano, le pietre

scavalcate per raggiungerti correndo,

i tuffi del cuore

quando lo possedevo ancora,

gli affanni di gioventù trascorsa,

le rime di un’ode al silenzio.

 

Si, al silenzio! Come ultima cura

ai passi circolari sotto la tua casa,

al tempo delle attese inutili

e del vino,

prima e dopo la luce dei lampioni,

prima e dopo essermene andato

all’ombra della tua condanna.

 

 

Abner Rossi.

18 settembre 2015

foto dal webb

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  1. Risuona in questi versi la rassegnata eco del tempo e il sentimento che resta sempre giovane e quasi ferisce con la lama dei ricordi. Bellissima lirica! Ciao!

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