La fonte


 

Emersa improvvisa

come fangoso parto terreno,

fonte iniziale nasce

quasi sempre opaca,

striscia d’infanzia.

 

Competitiva, irrisoria,

poche gocce trasudanti

da sconosciuti umori.

 

Poi torrente in discesa

a giocar con le rocce

nel crescer di epoche

succhiando sabbia alle rive

che occhio giovane non vede

preso in assoluto se stesso.

 

E si sostanzia fiume

talvolta bizzarramente crudo

altre lento, di pigrizia calmo

come attendendo sorprese

regalando messi,

piroettando per valli

troppo antiche e arcigne

per non costringerne il corso.

 

 

Letto per migrazioni,

amori stagionali, conche di lago,

per città di uomini e Dei

dove si sfida in altezza

ciò che natura fa per sua misura.

 

Poi madre mare,

(ritorna ciò che vuole ritornare),

correnti profonde,

come profonda vecchiaia

al largo di qualsiasi paradiso,

acqua nell’acqua,

lingua comune, il sale.

 

Verso padre oceano

che confonde i misteri

prima di un futuro circolare.

 

Un viaggio quasi umano,

parziale metafora di vita

di un uomo che raccoglie le occasioni,

poi le smazzetta alle spalle,

le lascia e si prepara.

 

ma…

nessuna nube raccoglierà

futuro.

 

Abner Rossi

12 settembre 2015

danubio2

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