IL MIO NUOVO LIBRO


 Per distanze e luoghi

(octopus editore)

(Introduzione al mio libro della scrittrice e poetessa Rachel Abrams)

Incontri d’autore

Ho conosciuto Abner Rossi a Portland (Oregon) a metà degli anni ’80 dello scorso secolo. Mi trovavo in quella città invitata dai nativi per il festeggiamenti della loro tribù, lui era lì per seguire un corso di regia cinematografica tenuta da un “mostro sacro” di Hollywood. Cenammo insieme per il casuale invito di un capo pellerossa diventato, chissà come, uno scenografo molto importante. Più che altro bevemmo, cercando insieme di superare la noia dei rituali di quel mondo di celluloide. Parlammo ovviamente di poesia e più in generale di scrittura, ma soprattutto parlammo di come lui ed io eravamo arrivati a scrivere per strade che non dovevano approdare a questo.

Dell’incontro mi colpì l’intimità immediata e il fascino di questo piccolo uomo straniero: si trattava di qualcosa di molto diverso dall’incontro con una persona molto prossima a me o di un incontro con un possibile collega-amico. Sentivo che era come se io l’avessi partorito e se lui avesse partorito me; due fantasie stavano sgravando senza nemmeno un muggito, come fanno le vacche del mio paese. Non gli raccontai niente di tutto questo che mi giustificai come conseguenza dei rituali delle feste dei pellerossa. Può capitare in quelle terre un sentire strano.

Dormimmo anche insieme ricordo, ma avevamo qualcosa da fare che non era compatibile con il sesso: lungo una curva del fiume Columbia bivaccammo sotto le pelli di volpe che ci avevano prestato, ricordo anche che era molto freddo. L’acqua del Columbia non conosce estate, ma eravamo ben forniti del succo di cereali invecchiato dalle donne pellerossa. Fissammo il cielo stellato e concordammo che era troppo lontano per essere oggetto del nostro scrivere. Io sono terra, disse Abner e, dopo un respiro puzzolente d’alcol, aggiunse…e spesso fango. Eppure miravamo al cielo che, concordammo ancora, doveva avere prati, praterie, merda, animali. Doveva necessariamente essere la cassaforte dei ricordi degli umani. C’era tanto posto, dicemmo, lassù tra le stelle. Poi dormimmo abbracciati fino all’alba.

Finalmente in hotel ci leggemmo cascate di poesie e lì davvero facemmo all’amore andando oltre a qualsiasi corpo. Ciò che mi sconvolgeva era come Abner usava le parole: con semplicità le faceva suonare costringendole alla costruzione di una breve storia umana. Spesso, mi disse, non si trattava della sua storia, ma di una storia che sicuramente era esistita e che riemergeva dalle epoche e dai triliardi di coincidenze possibili. Mi lesse anche alcuni soggetti cinematografici e diversi racconti e confesso, che all’epoca, mi parvero più professionali delle sue poesie. Pensai che avesse troppa roba dentro per riuscire a costringerla in una poesia. Glielo dissi e litigammo: scoprii così che Abner non era un uomo tranquillo e che non accettava giudizi. Ricevetti un bel vaffanculo in faccia e un invito al bar dove trovammo modo di ubriacarci e di fare pace. La mattina dopo dovevo partire e non ci siamo più rivisti.

Una volta al mese io gli mando una mia poesia e lui una delle sue. Lui pensa che io sia una grande poetessa ed io penso che lui abbia trovato il modo di andare oltre alla poesia come solo i poeti sanno fare. Mi ha detto che sta uscendo il suo terzo libro e prego “il grande bufalo rosso” che sia un successo. So che difficilmente ci rivedremo, del resto la distanza tra noi è così grande che a volte penso che lui non esista, così come penso di non esistere per lui. E’ molto probabile che siamo solo due nomi che potrebbero essere falsi, come falso è tutto ciò che non si vede.

Spero di incontrarlo di nuovo e spero che venga a trovarmi…la mia “anima” è aperta!

Rachel Abrams

copertina

una delle modalità per avere il mio libro: scrivere a: rossiabner@gmail.com

o telefonare al n° 347.3621127

grazie!

  1. Congratulazioni🙂 lo leggerò sicuramente .

    • Cristina
    • 25 maggio 2015

    Son certa che sarà un “leggere”
    avvolgente 🙂

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