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Poesia

Quando saprò


Non è spento il sentir

di musiche lontane antico senso,

qualcosa che assomiglia a nostalgia

e che da questa prendono armonia.

 

Non è tornare indietro il mio viaggio,

ma quel tempo mi attira e mi sostanzia,

mi spiega come oggi mi ritrovo

uno spartito ancora non concluso.

 

Quei segni sulla carta sono vita

che parlano di me più di me stesso

usano un gergo che non è parola,

frasi sempre più spesso spettinate.

 

I segni nuovi li scriverò domani

quando saprò se troverò la penna,

quando saprò se ancora ne avrò voglia,

quando saprò se mi sarà concesso.

 

Abner Rossi

martedì 14 aprile 2015

abner-vietri1

5 risposte su “Quando saprò”

Il passato sostanzia ciò che si è ora o che si è stati fino ad ora; i segni spettinati che parlano più delle parole che pronunciamo e di come ci mostriamo. E al futuro che ancor ci sarà concesso lasceremo i sogni che non riusciamo a dire adesso, Molto bella!
Grazie

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