Le tue belle Bandiere


 

Ripenso spesso a quelle tue bandiere
rosse di vita, al sole sventolanti.
Profumate come profuma la tua gente
che prende l’aspro dell’aria dei tuoi luoghi,
degli animali, della frutta fresca,
del mondo del lavoro che si desta
in un’Italia lontana, troppi anni…
da troppi anni ormai dimenticata
oltre i confini dell’intelligenza.

 

Caro Pier Paolo,
vorrei poterti a volte raccontare,
darti in pasto ai miei figli come cibo,
un nutrimento alto, necessario
anche soltanto per sentirne il gusto.
Vorrei potergli dare una bandiera
o anche solo fargliela vedere,
offrire a loro il tuo stesso sogno
ed il tuo amore per il suo colore.

 

Le mie bandiere, più nuove di trent’anni,
le sento in mano, le vedo sventolare
adesso e qui, adesso come allora.
Le rosse bandiere di giovane operaio
di fabbriche occupate, degli odori
di quando in mille andavamo a mensa.
Sono le rosse bandiere dello studio
dell’università, del sessantotto
della mia libertà, dell’arroganza,
del primo sesso, della mia ‘600.

 

Io di campagna…
portavo in giro una bandiera rossa
per il Vietnam, Fidel, il grande Cile
e soprattutto per i miei vent’anni.
Contro Governi che ci han macchiato
contro Governi che ci han segnato.
Quelle bandiere a cui mi son legato
erano giovinezza, erano ansie
erano me, un noi, il mio futuro.

 

Quel rosso di bandiere impolverate,
vantate con onore e consumate
contro le stragi, lungo un’esperienza
che troppo presto si è dimenticata.
L’ultima volta era un funerale
in una Roma tutta imbandierata,
portavo il mio saluto a un uomo onesto,
lui Sardo, io di campagna,
le tue bandiere in alto
e tanta gente.

 

Scritti così sembrano ricordi,
ricordi di un nostalgico invecchiato.
Scritti così sembrano rimpianti
di un uomo spento dentro il suo passato.

 

Niente ricordi e nessun passato,
solo il colore rosso preferito
solo il colore rosso rispettato.

 

Solo emozioni sul bene che ti voglio.
Solo emozioni per la tua lezione.

 

Abner Rossi.

    • fresne
    • 10 dicembre 2011

    Molto bello!

    • Carmen Togni
    • 11 giugno 2012

    Disegnate maschere lì appese
    Pupazzi variopinti sulle righe delle piazze
    Ad ammirar lampioni e luci spente
    Cuori congelati nelle azzurre menti
    Allineati tutti come il Pasol disse:
    I lager non avran più
    ragion d’esistere.

    29 Settembre 2010

    Nota: Pasol sta al posto di Pasolini
    da: MEDITAZIONE del 2010 ilmiolibro.it

    • Carmen Togni
    • 2 novembre 2012

    tra Alda e Pier Paolo Pasolini poi io ho aggiunto Padre Davide Maria Turoldo in una pagina dedicata a Pasolini, del quale c’è anche disponibile il suo discorso integrale al suo funerale a Casarza… che dire… Una serata emozionante e che fa scappare qualche lacrima anche a chi come me da anni non piange… per colpa della durezza della vita.

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