“Se io ho perso…chi ha vinto?” ( CD )


ANNA MARIA CASTELLI

Se io ho perso… chi ha vinto?

In un disco inedito, tutta la struggente poesia e l’irriducibile autonomia intellettuale di una delle più sensibili interpreti del nostro tempo, tra Gaber e chanson d’auteur

Dopo aver incantato le platee di tutto il mondo con i progetti monografici su Leo Ferré, Edith Piaf, Chet Baker e i cantautori della scuola genovese e dopo le collaborazioni con alcuni dei più influenti artisti del nostro tempo, da Luis Bacalov a Giorgio Albertazzi, la “cantattrice” Anna Maria Castelli torna a misurare finalmente le sue straordinarie qualità di interprete con un disco di materiale inedito.

Se io ho perso… chi ha vinto? raccoglie l’eredità culturale e artistica di Giorgio Gaber, coniugata al femminile e al presente, ed esplora con sensibilità e affilata grazia la dimensione intima e sociale dell’uomo contemporaneo.

La raffinata essenzialità delle partiture, opera di Mario Berlinguer, Rosario Di Bella e delle migliori penne della scena indipendente romana, esalta l’impatto emotivo delle liriche (affidate al poeta e drammaturgo Abner Rossi e allo scrittore Alessandro Hellmann) e l’insuperata abilità dell’interprete nel dare forma e vita alla parola cantata.

Ad accompagnare dal vivo Anna Maria Castelli, il piano di Marco Cremaschini e la fisarmonica di Thomas Sinigaglia.

L’opera dello scultore Balthasar Brennenstuhl riprodotta in copertina, coerentemente con l’intento di Maremosso di mettere in relazione forme d’arte differenti in un gioco di suggestioni e rimandi, è stata realizzata appositamente per il progetto.

Anna Maria Castelli

Nata a Milano, di origini napoletane e vissuta per molto tempo in Svizzera, inizia a cantare giovanissima. La sua intensa attività artistica, arricchitasi nel corso degli anni di collaborazioni importanti come quelle con Giorgio Gaslini, Gianni Coscia, Renato Sellani, H.U. Passarella, Giorgio Albertazzi, Omero Antonutti, Luis Bacalov, si svolge soprattutto all’estero, con spettacoli che hanno toccato i teatri di oltre 40 paesi e con la partecipazione a prestigiosi festival internazionali. Ha ricevuto molti importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Musica Europa (al fianco di H.U.Passarella), il Premio Antigone, il Premio Portovenere Donna 2007 e il Premio Ignacio Corsini (con Luis Bacalov), ed è stata insignita dal Presidente Giorgio Napolitano della preziosa onorificenza di Cavaliere dell’“Ordine al Merito della Repubblica Italiana” per meriti artistici. Ha al suo attivo numerose produzioni discografiche, tra cui spicca il disco Something to remember, recentemente ristampato sia in vinile che in versione 24KGold a cura dell’etichetta specializzata in superaudio Fonè di Giulio Cesare Ricci.

Le canzoni di Se io ho perso… chi ha vinto?

Ufficio Stampa: stampa@maremossoedizioni.com

Booking: Paola Landi c/o Isabella Network, paolalandi33@gmail.com, 339 6538912

http://www.annamariacastelli.org

www.maremossoedizioni.com

Animali da palcoscenico apre il sipario con piglio brechtiano, mentre l’interprete snocciola con feroce ironia un bestiario sull’umana attitudine al compromesso, nell’arte come nella vita.

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore è un delicato rosario “di parole già dette che fioriscono nuove” intorno a quel sentimento inafferrabile che muove le montagne, gli oceani e la vita di ogni creatura, al punto che quel che rimane è solo “un po’ meno di niente”.

Un senso è il bilancio di una vita che incalza a tempi dispari, tra luci e ombre, inseguendo a ritroso il filo rosso che lega le cose e a cui diamo il nome di “caso” o “destino”, “perché si è complici di ogni rimpianto / e viaggiatori di qualche distanza / e dopo avere navigato tanto / finiamo soli e nudi in una stanza”.

L’irresistibile sarcasmo di Una vita in self, lettera aperta a un compagno egoista e assente, tra swing e talking blues, offre l’opportunità alla Castelli di mettere in luce un cromatismo interpretativo ricco di sfumature e di registri differenti.

Nella segreta e commovente intimità di Guardarti andare via si elabora invece il dolore della separazione e di quel disarmante sentirsi “lontano da ogni cosa che tu farai domani”.

La minoranza è lo spartiacque del disco e segna il passaggio dalla dimensione privata a quella sociale con uno sferzante j’accuse contro una casta “depositaria di millenni di ignoranza” che si riproduce come un cancro nel corpo sano della società trasformandola a sua immagine e somiglianza.

In Je ne sais pas l’individuo, spogliato di ideali alti e valori, tende allora a rifiutare ogni responsabilità rinunciando alla partecipazione e a qualsiasi espressione di autonomia intellettuale (“mi chiedi sempre che penso, delusa / tu presupponi che io pensi qualcosa”) e si abbandona a piccole rassicuranti nevrosi che gli danno l’illusione di controllare la propria vita (“parli d’amore / io mi lavo le mani / non so se siamo abbastanza puliti”).

La visione del presente si concretizza in maniera grottesca, tra “fiumi esauriti” e “madri nervose”, nella girandola surreale e apocalittica di Girotondo, dalla cui frenesia riesce a germogliare, come un fiore in una discarica, un’improvvisa e dolcissima ninnananna (“dormi bambino che ti racconto il mondo”), preludio all’allucinazione sonora de La musica è finita, in cui, tra umori d’avanguardia e sonorità sghembe, scorrono visioni di una quotidiana e agghiacciante calma (“ci sono porte chiuse, giardini recintati, televisori accesi / non c’è segno di vita, non c’è nessuno in strada, la musica è finita”).

Completano il mosaico le toccanti riletture de Il bacio sulla bocca di Ivano Fossati e di Todo cambia, un brano dal repertorio di Mercedes Sosa che racchiude in sé tutta la struggente bellezza della vita, degna conclusione di un lavoro coerente, lucido e appassionato da parte di una delle voci più credibili della musica italiana contemporanea.

In uscita ufficiale il prossimo 1° ottobre 2012 è già disponibile.

Ufficio Stampa: stampa@maremossoedizioni.com

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    • icittadiniprimaditutto
    • 31 luglio 2012

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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