Nei passi che si fanno


Nei passi che si fanno

 

 

Il viaggio

importante come nient’altro

qualcosa che va oltre l’esistenza…

 

almeno questo

è ciò che ho letto spesso

e anche quello che ho sentito dire:

lo dicono i saggi,

la gente che ha viaggiato,

i Santi, i filosofi sapienti,

i miei insegnanti, insigni artisti,

intere scuole di psicanalisti,

tutti i poeti o almeno quelli grandi

(dei piccoli poeti non so niente,

il loro pensiero non arriva al cielo

o forse hanno perso “l’attimo fuggente”,

il salotto importante o l’editore).

 

Tutti d’accordo

nel cancellare l’arrivo e la partenza,

le origini, il luogo, la fortuna.

 

Anch’io la penso all’incirca come loro

e credo che il viaggio sia importante,

ma aggiungo insignificanti differenze.

 

Io credo molto nei passi che si fanno,

nel tornare sui propri se si sbaglia,

nello stare ben in piedi sulla terra,

nel sapere che ciò che sto pestando è vivo,

nell’andare avanti, riflettere, pensare.

 

Credo nel rispetto dell’altrui viaggio,

che il proprio non sia né il solo, né il migliore,

che a volte stare fermi sia molto meglio

dell’arroganza, della prepotenza

e del pestare i piedi ad altra gente.

 

Io credo che non basti convinzione;

suggerisco, ad esempio,

di non sottovalutare il caso

o le infinite indipendenti circostanze,

il vento contro, le favorevoli discese,

le cadute improvvise,

il tempo che serve per rialzarsi e ripartire.

 

Penso, tra l’altro, che non sia uno solo,

ma molti brevi viaggi circoscritti,

piccole tappe, un andare e venire,

un cambiare un certo numero di strade

perché, magari, piace non viaggiare solo,

perché piace avere compagnia

o perché sei uno che si innamora spesso

e allora ti fermi, godi, soffri, vivi,

riparti…prendendo per mano qualcun altro.

 

Talvolta credo

che anche perdersi sia bello,

ed anche avere il dubbio sulla direzione:

mi piacerebbe scoprire un giorno

di aver fatto un lungo,

intenso viaggio per errore.

 

Io mi occupo di polvere e di ombre,

spesso di sogni

ed anche se sembro un tipo più concreto,

credo a ben poco

e a niente

che non contenga almeno un’emozione.

 

E agli intellettuali comunque collocati,

che spacciano parole non vissute,

un breve saluto mentre corro;

non ho nessuna simpatia per le Sirene

e del viaggio di Ulisse adoro Polifemo

che parla molto ma non parla a caso.

 

 

Abner Rossi

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    • adele
    • 30 aprile 2012

    E’ un viaggiare non sempre ordinato, quello della nostra vita, che compiamo senza sapere bene quale sia la meta. Forse è questo un bel problema. Ma durante possiamo tentare, come Polifemo, di non parlare a caso.

  1. Molto bella la poesia!
    La vita è sempre e comunque un viaggio, fatto di tante andate e tanti ritorni, dal timore qualche volta di aver perso la strada, di voli in avanti…..comunque VITA!

    • Mariaconcetta Lo Re
    • 13 maggio 2012

    In questo viaggio di passi stanchi, agili …

    Nella mia vita in fieri
    cerco l’esoterico
    incontro con il mio Io …

    Una carezza Mariaconcetta

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