Figlio della notte
Figlio della notte
A volte, figlio della notte,
mi bagno in luci forti
per averle come guide illuminanti,
sorelle e sicure compagne.
Non amo scendere scale
che non hanno conclusione,
o che portano in sconosciute sale,
oltre le quali, sicuramente,
una nuova scala mi attende,
poi porte, corridoi, anfratti e grotte
con sempre meno luce
e scale, infinite, infinite scale.
Conosco bene la preferenza umana,
che è la mia stessa assoluta preferenza
per la superficie che si fa profonda
solo a parole, solo con discorsi
dimostrando spessori inesistenti.
Conosco bene le lotte per volare
evitando le risposte ai propri abissi.
Arriva un tempo e un’ora…
dove le polveri si alzano in vortici violenti
e impera il vento:
intelligenza, sensibilità, passato, esperienza,
volontà, creatività, idee, futuro, fantasia…
hanno l’urgenza di cambiare nome
vogliono libertà dalle intemperie
hanno bisogno di consapevolezza.
Consapevolezza…
giovane e vecchia amica
dal molteplice e perfetto sguardo
elusa, spesso risorsa cancellata,
da sempre di ogni esistenza pronta al varco
in quel fatidico e preciso confine
che lei considera necessario
appuntamento.
Abner Rossi

Piaciuta molto!
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
molto bella!
e torna sempre chiara la conapevolezza,ottenuta dopo un lungo girovagare,che io ancora non ho concluso.E’ maestosamente bella,mi inquieta e rasserena al tempo stesso.
purtroppo siamo tutti figli della notte e alla notte ritorneremo…